1992 - ALESSANDRO MANCUSO, le canzoni, i racconti, il teatro

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1992

Le canzoni > Testi e accordi delle canzoni divise per anno di composizione

Canzoni 1992
LE CANZONI > TUTTI I TESTI DELLE CANZONI CON ACCORDI divise per anno di composizione
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IL FRULLATORE
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 6 - Genova, febbraio 1992
Dep. SIAE 12/09/2000 n° 002430441

LAm FA LAm FA
Capita a volte anche a me, non so come e perché (arpegg.)
LAm FA SOL
a me che vivo nascosto e vado fiero di questo
FA LAm
di finire a un festa trascinato da amici
FA
che mi dicono: "Vieni, non puoi rifiutarti,
LAm FA
e lo sai pure tu che poi ti diverti
SOL FA
e dai che c'è la Carlotta, ti fa vedere una tetta
LAm
e ti tiri un po' su". (mosso)
LAm FA LAm FA
Così eccomi qua, occhi da baccalà
LAm FA SOL
si avvicina Giovanna che mi offre una canna
FA LAm
"no, grazie, non voglio... sono già bello sveglio!" LAm FA
FA LAm FA LAm
Ma questo è il meno, è ben altro che temo
REm LAm MI MI7LAm
non mi ha ancora avvistato, prima o poi lo farà
FA LAm FA LAm
me ne sto rintanato e tremando atterrito
REm LAm MI MI7 LAm
allontano il momento della verità.
Lam FA LAm FA
Infatti eccolo qua, mi sta puntando di già (arpegg.)
LAm FA SOL
mi viene incontro e sorride, gode molto e si vede
FA LAm
poi si siede e mi dice: "Ti vedo un po' giù!"
LAm FA
Mi stringe nell'angolo, io ne ho il terrore,
LAm FA
è tenace e cocciuto come un alligatore
SOL FA
lui combatte i tuoi mali, anche i più personali,
LAm LAm FA 2 v
è proprio lui, è il frullatore... sì, di genitali! (mosso)
LAm FA LAm FA
Io gli dico: "Ti sbagli, guarda sto molto bene!"
LAm FA SOL
"Non mentire, sei bianco!". "Forse sono un po' stanco"
FA LAm
"Hai problemi di cuore!"... è proprio lui, è il frullatore!
FA LAm FA LAm
E mi porta a ballare, vuole farmi parlare
REm LAm MI MI7 LAm
e mi dice:"Non devi stare zitto non serve, tu ti devi sfogare"
FA LAm FA LAm
Io non so cosa dire, forse dovrei inventare
REm LAm MI MI7 LAm
un dolore improvviso che lo renda felice che mi lasci quetare.
LAm FA LAm FA
Invece insisto nel dire che mi piace restare (arpegg.)
LAm FA SOL FA
in un angolo zitto, a guardare Carlotta, le tette, il soffitto
LAm
e che non voglio parlare.
LAm FA
Lui non ci crede quindi mi bisbiglia:
LAm FA
"Te lo leggo negli occhi, hai dei problemi in famiglia!"
SOL FA
"Ma ti giuro di no!", "Non mentire, lo so,
LAm
hai anche perduto l'amore..." è sempre lui, è il frullatore! LAm FA 2 v. (mosso)
LAm FA LAm FA
Mi ha distrutto il morale, ora sto proprio male
LAm FA SOL
lui se ne accorge, è felice, batte le mani e di dice:
FA LAm
"Vedi? Avevo ragione. Stai male. Io conosco le persone!" LAm FA 2 v.
FA LAm FA LAm
Io vorrei dirgli è vero, non son stato sincero
REm LAm MI
ho le nevrosi ossessive, mille e più paranoie
MI7 LAm
e vedo tutto nero.
FA LAm FA LAm
E mi devo sfogare, e lo faccio davvero
REm LAm MI
e lo faccio con te, giustappunto con te...
MI7 LAm
frullatore... ti sparo!
LAm FA LAm FA
Invece lascio la festa, tengo bassa la testa (arpegg.)
LAm FA SOL
ero così contento, adesso a pezzi mi sento,
FA LAm
ci ho nei tacchi l'umore... colpa del frullatore (mosso)
LAm FA Lam
io lo so che alle feste non ci devo più andare, colpa del frullatore
FA Lam FA Lam
colpa del frullatore, colpa del frullatore
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ME NE VADO VIA
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 7 - Genova, febbraio 1992
Dep. SIAE DOR 04/01/1994 n° 100401

MI
Non è per il giornalaio che ogni mattina mentendo mi dice
LA MI
che il giornale che voglio lui non ce l’ha

E mi fa perdere quattro autobus perdendo tempo a cercare i biglietti
LA MI
per dopo dirmi che li ha finiti.
SI7
Ci prova gusto.
MI
Non è per quella grassona del terzo piano che spera sempre
LA MI
che io resti chiuso nell’ascensore

Oppure tiene la porta aperta e me lo manda all’ottavo piano
LA MI
così mi tocca farmi le scale.
SI7
Ci prova gusto.
MI
Non è per quel deficiente che mi telefona in piena notte
LA MI
per ansimare e chiamarmi “Gilda”

E poi vuole che gli descriva se son formosa se dormo nuda
LA MI
se son pelosa se sono sola in casa.
SI7
Ci prova gusto.
MI LA
Non è per questi disagi (la gente poi in fondo in fondo è buona) che me ne vado via
SI7 MI
Me ne vado via, me ne vado via.
SI7 MI
C’è molto di più, ma molto di più.
MI
Non è per quel tranviere che aspetta sempre che io arrivi di corsa
LA MI
per chiuder le porte proprio sulla mia faccia

e se gli chiedo per cortesia di farmi salire fuori fermata
LA MI
mi spara in fronte una revolverata.
SI7
Ci prova gusto.
MI
Non è per il portalettere che arriva sempre di buon mattino
LA MI
e con un gran sorriso quando mi porta una multa

e mi informa che hanno aumentato proprio quelle per divieto di svolta
LA MI
rimproverandomi che è già la terza volta.
SI7
Ci prova gusto.
MI
Non è per il grosso alano che ogni sera mi terrorizza
LA MI
abbaiandomi in faccia quando non me lo aspetto

Il suo padrone ne va anche fiero se mi insegue con grossi salti
LA MI
e quando caga sembra che asfalti.
SI7
Ci prova gusto.
MI
Non è per queste sciocchezze o per le piccole incomprensioni
LA MI
o perché ci ho lo scazzo che me ne vado via,
LA SI7 MI
me ne vado via, me ne vado via, me ne vado via.
SI7 MI SI7 MI
C’è molto di più, ma molto di più. Molto molto di più, molto molto di più.
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CON TE DAVANTI AL MARE
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 8 - Genova, marzo 1992
Dep. SIAE DOR 04/01/1994 n° 100401

DO REm
Una sera di fine estate con lei davanti al mare
SOL LAm
E le mie mille favole per vederla sorridere
DO REm
E i suoi occhi e i lampioni, le lampare, i barconi,
SOL7
e lei che mi diceva:
DO REm
«Non son certo qui con te a fine stagione
SOL
per i tuoi begli occh… per le tue occhiaie
LAm
che assomigli a un procione (o orsetto lavatore)
DO REm
assorto nei suoi pensieri, o per i tuoi neri capel…
SOL7
o per i tuoi neri… punto.
DO REm
Non son certo qui con te in riva al mare
SOL LAm
Per le balle che inventi o per i tuoi pochi denti
DO Rem SOL7
O perché mi ha convinta la tua auto, una SIMCA (verde)
DO REm
Non son certo qui con te in riva al mare,
SOL LAm
per il luogo ridente… siamo a Sestri Ponente,
DO REm
c’era l’Uno (l’autobus) affollato e tu eri tutto sudato
SOL7 DO REm
e infine non son certo qui con te che mi hai abbandonata più volte
SOL LAm
per correre via saltellante che hai una colite fulminante
DO REm
e forti dolori alla schiena quando si tratta di pagare una cena
SOL7 DO
ed io qui con te in riva al mare… ma che cazzo ci sono venuta a fare?
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LA BALLATA DEL TAMARRO
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 9 - Genova, marzo 1992
Dep. SIAE DOR 04/01/1994 n° 100401

(intro giro in dimin.)
(giro in dimin.)
Se mi fosse concessa un'altra vita

proprio come per la coda del ramarro
DO
posso dire senza dubbio vorrei essere un tamarro
DO
Un grasso tamaro marmitta a espansione

vespino elaborato per far più rumore
FA DO
con tanti capelli, specie lunghi di dietro
FA DO
vestito a colori, camicie coi fiori
RE SOL
e per far cosa corretta i mitici stivaletti a ciabatta

(i sabot ma quelli pitonati, molto a punta, col tacco alto) (giro)

(giro in dimin.)
E poi più cresciuto mi accatto la Golf

ci metto un impianto a due miliardi di watt
DO
così quando passo mi sente tutta la città.
DO
E le lucette davanti, quelle rosse, su e giù

l'alettone di dietro per tenere di più
FA DO
con duecento adesivi, minigonne sui lati
FA DO
con la scritta "Da Kine", gli abbaglianti da nave
RE SOL
dieci note di tromba, che quando suono sembra scoppi una bomba
SOL DO
Voglio fare il tamarro, voglio fare il cacirro
SOL RE
l'ascaro, il caccaro, truccare un motocarro
SOL DO
pantaloni luccicanti, orecchini anche nei denti

l'importante è l'evidenza,
RE SOL
non mi frega di quelli che fanno tendenza. (giro)
(giro in dimin.)
La domenica la passo sul motore

o ad aggiungere accessori alla mia bestia
DO
con la zampa di coniglio appesa è sempre festa
DO
Ed un corno tremendo attaccato al cruscotto

una mano di gomma proprio sullo specchietto
FA DO
i cagnolini che s'agitano davanti al lunotto
FA DO
quando parto sgommando si muove un po' tutto
RE SOL
coprisedili di pelo, ruote abarth e spicco il volo!

(modello Fiat Ritmo sport dell'82, spinta all'eccesso) (giro)
(giro in dimin.)
Il mio regno poi sarebbe il Luna-park

posso urlare e fare a botte sull'autoscontro
DO
il tamarro in questi casi non è solo: agisce in branco.
DO
E le donne le conquisto con un fischio

non resistono io sono troppo maschio
FA DO
e se vado in discoteca son dolori
FA DO
quasi sempre ci ho a che fare col buttafuori
RE SOL
perché la prima mossa, è rivolta a far scoppiare la rissa!
SOL DO
Voglio fare il tamarro voglio fare il cacirro
SOL RE
l'ascaro, il caccaro, truccare un motocarro
SOL DO
la mimetica di base, medaglioni ed altre cose

l'importante è l'evidenza,
RE SOL
non mi frega di quelli che fanno tendenza. (giro)
(giro in dimin.)
Se mi fosse concessa un'altra vita

proprio come per la coda del ramarro

questa volta ve lo giuro, cambio tutto, voglio essere un... (giro) DO RE SOL
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AUTO-SPOT (SONO IL MIO SEX-SYMBOL)
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 10 - Bergamo, maggio 1992
Dep. SIAE DOR 04/01/1994 n° 100401

DO7+
E appena fuori dal negozio mi sorprende, mi colpisce
FA7+ DO7+
una gran pioggia da monsone con la forza di uno sciacquone;

sono uscito a far la spesa e il mio ombrello ronfa in casa,
FA7+ MI DO7+
prendo tanta di quell’acqua che sono pronto già alla resa.
DO7+
Qui la gente è organizzata, l’impermeabile o un sacchetto,
FA7+ DO7+
intravvedo in lontananza un ci-uaua col cappotto,

quasi quasi lo aggredisco, glielo rubo e me lo metto
FA7+ MI DO7+ LA RE
ma reagisce furibondo, sì, lui ci tiene a stare asciutto.
RE LA RE LA
Però devo dire con l’acqua sul viso, i capelli inzuppati, le gocce, amio avviso…
MI LA RE MI LA
Non per vantarmi, no, io sono obiettivo, ma sotto la pioggia mi trovo così… vivo!
DO7+
La camicia che si bagna mi si attacca forte al petto,
FA7+ DO7+
io mi guardo compiaciuto, certo non lo avrei mai detto;

vado avanti tra la gente, passo fiero e indifferente,
FA7+ MI DO7+
un’occhiata di sfuggita, sì, un’occhiata intelligente!
DO7+
Con le gocce su una gota sembro una rock star sudata,
FA7+ DO7+
è il mio fascino latente, una bellezza impertinente,

come un bagnino al mare, come Claudia cardinale
FA7+ MI DO7+ LA RE
se, per dire, mi incontrassi, io… io mi fermerei a parlare!
RE LA RE LA
Perché, devo dire, con l’acqua sul viso, i capelli inzuppati, le gocce a mio avviso…
MI LA RE MI LA
Non per vantarmi, non sono capace, ma sotto la pioggia guardarmi… mi piace!
DO7+
Avanzo ancora emozionato, sono anche un po’ eccitato,
FA7+ DO7+
mi accarezzo su una spalla ed osservo i risultato;

e la pioggia non dà tregua, mi si infiltra dentro i pori,
FA7+ MI DO7+
lo confesso un po’ commosso, io… mi regalerei dei fiori!
DO7+
Poi ci ho il collo conturbante, l’andatura provocante
FA7+ DO7+
Ed un gomito attraente mi trascina via la mente;

ogni senso mi risveglio, più mi guardo e più mi voglio,
FA7+ MI DO7+ LA RE
se non mi distraggo un po’, qui… va a finire che mi spoglio!
RE LA RE LA
Perché devo dire con l’acqua sul viso, i capelli inzuppati, le gocce a mio avviso…
MI LA RE MI LA
Non per vantarmi, no, io non lo so fare, ma sotto la pioggia son tutto… da baciare!
RE LA
Non per vantarmi, non l’ho fatto mai,
RE MI LA
Ma sotto la pioggia, come dire, io… quasi quasi… mi amerei!
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CINCINNATO E IL POLLO
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 11 - Bergamo, maggio 1992
Dep. SIAE DOR 04/01/1994 n° 100401

SOL DO SOL RE SOL DO RE SOL

SOL DO SOL RE
Un amico tanti amici, ma che bello stare insieme,
SOL DO RE SOL
poi le feste e le partite, quelle frasi complicate fra politica e risate.
SOL DO SOL RE
Per il posto di lavoro io ti venderei a Gheddafi
SOL DO RE SOL
Se ci metti poi una donna, io ti tolgo anche il saluto, ti scarnifico e ti sputo.
RE DO RE DO
«Però vediamoci di sabato sera, se fa bel tempo si può andare in Riviera.
RE DO RE SOL
E poi telefona fatti sentire»ma lo si dice solo per dire
SOL RE SOL
E allora come Cincinnato me ne torno al mio orticello
RE SOL RE
Ed ascolto le galline poi discuto con un pollo, che dice:
RE SOL RE SOL RE SOL RE SOL
co co co co co co co co, co co co co co, co co co co co co co co co.
SOL DO SOL RE
Oggi Franco mi va a genio ma domani non so mica
SOL DO RE SOL
Parla troppo, parla poco, quel che dice non m’importa perché tanto chi lo ascolta?
SOL DO SOL RE
Tutti chiusi nelle case, l’importante è stare soli.
SOL DO RE SOL
C’è qualcuno che sta in coppia e di certo stanno stretti perché in due sono già troppi.
RE DO RE DO
«Però raccontami come ti è andata, e dai, facciamo una rimpatriata,
RE DO RE SOL
però non subito che sono in affanno, se ti va bene facciamo tra un anno»
SOL RE SOL
E allora come Cincinnato me ne torno al mio orticello
RE SOL
Ascoltare una carota io ti giuro che ha il suo bello.
SOL RE SOL
E allora come Cincinnato me ne torno dal mio pollo
RE
Che mi guarda, mi sorride e poi mi dice:
RE SOL RE SOL RE SOL RE SOL
co co co co co co co co, co co co co co, co co co co co co co co co.
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LO ZOO DI PORTOFINO
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 12 - Genova, giugno 1992
Dep. SIAE DOR 04/01/1994 n° 100401

DO FA SOL7
Io oggi ti porto in un posto un po’ strano
DO
dov’è garantito che ci divertiamo,
FA SOL FA DO DO SOL7 DO DO SOL7 DO
è privo di stimoli culturali ma in compenso ci sono tanti animali.
DO FA SOL7
Lo so che lo zoo è una cosa crudele,
DO
ma in questo, ti giuro, se la passano bene:
FA SOL FA DO SOL7 DO
le gabbie galleggiano bianche sull’acqua e non hanno di sbarre. Tanto nessuno scappa.
DO FA SOL7
L’anziano pappone che gioca a scopone
DO
con otto biondone vicino al tangone,
FA SOL FA SOL
la sua carne flaccida si arrossa col sole e ride contento nell’attesa del coccolone.
SOL FA
E noi lì sul molo mangiamo focaccia
DO
guardandoli allegri con ampi sorrisi.
SOL FA
Pensiamo sporgendoci dalle banchine:
DO FA SOL
la prossima volta ci portiamo le noccioline.
DO FA SOL7
Sullo yatch lì a sinistra c’è un mezzo stilista
DO
col suo indossatore di nome Battista,
FA SOL FA DO SOL7 DO
è un giovane angrelo, fa il sommozzatore, lo prende in quel posto ma con tanto amore.
DO FA SOL7
Andiamo un po’ avanti che sono più in tanti,
DO
hanno il cameriere e per giunta coi guanti,
FA SOL FA DO SOL7 DO
gli serve da bere seduti in coperta ma povere bestie, con il caldo e la bocca aperta.
DO FA SOL7
E tu non guardarli dritto negli occhi
DO
che si incattiviscono, specie i più vecchi,
FA SOL FA SOL
son come le scimmie perciò stiamo attenti a far finta di niente e a non mostrargli i denti.
SOL FA
E noi lì sul molo con le radioline
DO
parliamo di calcio e mangiamo il gelato,
SOL FA
pensiamo sporgendoci dalle banchine:
DO FA SOL
la prossima volta gli gettiamo le noccioline.
DO FA SOL7
Esemplari pregiati, evasori accaniti,
DO
eleganti e spavaldi, diciamo pure sfrontati,
FA SOL FA DO SOL7 DO
ai controllori del fisco loro fanno le beffe perché son protetti dal WWF.
DO FA SOL7
I versi che emetton son molto carini,
DO
fanno divertire i grandi e i piccini;
FA SOL FA DO SOL7 DO
hanno l’erre moscia, la esse un po’ blesa e parlan tra loro senza dire una sega.
DO FA SOL7
Fai ciao con la mano, saluta il riccone
DO
che sta nel suo panfilo come in un gabbione,
FA SOL FA SOL
fa’ ciao con la mano, saluta bambino che poi ti riporto allo zoo di Portofino.
SOL FA
E noi lì sul molo un po’ inteneriti,
DO
guardiamo con pena i loro buffi vestiti;
SOL FA
pensiamo sporgendoci dalle banchine:
DO FA SOL FA SOL
la prossima volta gli tiriamo le noccioline! Le noccioline.
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TU SAPESSI COM’È BELLO
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 13 - Campoligure (GE), luglio 1992
Dep. SIAE DOR 04/01/1994 n° 100401

RE RE4 RE9 RE RE4 RE9 RE
Tu sapessi com’è gaio affrontare il benzinaio
Mim7 RE
Che si infuria come un puma se gli appioppi il “centomila”
RE RE4 RE9 RE RE4 RE9 RE
E mostrando il portafoglio dici: «Vede? Ho solo questo!»
Mim7 RE
Lui ti augura la morte poi ti tira in faccia il resto.
RE RE4 RE9 RE RE4 RE9 RE
Se per giunta è notte fonda e dormiva nel gabbiotto
Mim7 RE
Lui ti fulmina con gli occhi, occhi gonfi tipo matto
RE RE4 RE9 RE RE4 RE9 RE
E si augura ti partano tutti e quattro i copertoni
Mim7 LA RE
Tu riparti e tieni stretta una mano su… sulle chiavi!
LA SOL RE7+
Ma che senso di amicizia e di collaborazione
LA4 RE
Di giustizia e fratellanza e di solidarietà.
RE RE4 RE9 RE RE4 RE9 RE
Tu sapessi com’è bello se davanti allo sportello
Mim7 RE
L’impiegata del comune te le canta per le rime
RE RE4 RE9 RE RE4 RE9 RE
Se non sai dove firmare, se hai scordato il documento
Mim7 RE
E additandoti agli astanti grida: «Non prendete esempio!»
RE RE4 RE9 RE RE4 RE9 RE
Se per caso sbagli porta poi ti insulta anche un usciere
Mim7 RE
E latrando come cerbero fa valere il suo potere
RE RE4 RE9 RE RE4 RE9 RE
Non ti parte più la macchina, fischia il vigile come un pazzo
Mim7 LA RE
Tu lo guardi e poi gli dici: «Mi son rotto temo il… cambio!»
LA SOL RE7+
Ma che senso di amicizia e di collaborazione
LA4 RE
Di giustizia e fratellanza e di solidarietà.
RE RE4 RE9 RE RE4 RE9 RE
Tu sapessi che piacere quando vai dal carrozziere
Mim7 RE
E lui come un professore chiede del carburatore
RE RE4 RE9 RE RE4 RE9 RE
Fa domande a bruciapelo e ti interroga a sorpresa
Mim7 RE
Se per caso non rispondi lui la prende come offesa
RE RE4 RE9 RE RE4 RE9 RE
«Mi perdoni, lo confesso, ho studiato poco e male»
Mim7 RE
«Sì ma è grave non sapere neanche del differenziale!»
RE RE4 RE9 RE RE4 RE9 RE
e con aria da profeta triva il guasto e poi fa il duro
Mim7 LA RE
tu gli dici, riverente: «Prego, vada a fare… il conto!»
LA SOL RE7+
Siamo ligi e intransigenti nella nostra competenza
LA4 RE
E poi c’è, non la scordiamo, la professionalità
LA SOL RE7+
Diventiamo tutti uomini di lettere o di scienza
LA4 RE
Con quel poco di potere che il potere ormai ci dà
LA SOL RE7+
Ma che senso del dovere, correttezza e comprensione
LA RE
Di modestia e tolleranza e che grande libertà.
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GIGIA E LA SUA ORCHESTRA
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 14 - Campoligure (GE), agosto 1992
Dep. SIAE DOR 04/01/1994 n° 100401

Lam MI Lam MI LAm
È già arrivata l’orchestra quaggiù con il furgone dipinto di blu
Rem Lam MI MI7 LAm
Preparano il palco, si scopa la pista. Dov’è la cantante? Qualcuno l’ha vista.
Lam MI Lam MI LAm
Tavolini all’aperto, si mangia, si beve. Un cane protesta con rantolo greve.
Rem Lam MI MI7 LAm
Polenta e salciccia per incominciare, vinello di annata, formiche e zanzare.
Sim FA# Sim FA# SIm
La Gigia cantante del basso Pavese presenta l’orchestra, è molto cortese,
Mim Sim FA# FA#7 SIm
i suoi anni li ha tutti ma li porta bene, un vecchio le fissa le gambe e il sedere.
Sim FA# Sim FA# LAm
Lei dice: «Iniziamo con una polchetta!»Un tale sorride mangiando porchetta,
Mim Sim FA# FA#7 SIm
un altro da dietro un’enorme panciona le grida: «Sei proprio una bella porcona!»
LA SOL LA
Balla la nonna con la nipotina, balla il dottore con la signorina
Mim LA
Balla il signore vestito all’antica, non sbaglia mai un passo, da esperto,
MIm
e non sente fatica.

Lam MI Lam MI LAm
Un valzer, la polka, mazurka e fox trot; non è proprio come nei concerti rock,
Rem Lam MI MI7 LAm
ma i bimbi si agitan come dannati, la musica sale; son tutti sudati.
Lam MI Lam MI LAm
La luna, le stelle e volan le colombe. La Gigia li esorta ad alzare le gambe.
Rem Lam MI MI7 LAm
Il triplo passetto nel tango argentino; un tale si assenta e si avventa sul vino.
Sim FA# Sim FA# LAm
Un uomo attempato, con giovane amica, fa il fiero, i agita, non smette mica,
Mim Sim FA# FA#7 SIm
respiro pesante, lo sguardo anebbiato, fa finta di niente e trattiene un conato.
Sim FA# Sim FA# LAm
Lei avrà certamente trent’anni di meno, lo fa dimenare che sembra uno scemo,
Mim Sim FA# FA#7 SIm
lo spinge allo stremo con occhio lascivo, così per la notte sarà inoffensivo.

LA SOL LA
Ballan due donne ridendo tra loro, ballano flaccide coi denti d’oro
Mim LA
Balla la giovane con gonna corta… un tale le spia le mutande
MIm
E prende una storta.
Lam MI Lam MI LAm
L’uomo attempato ha mollato la spugna, lei si consola addentando una prugna,
Rem Lam MI MI7 LAm
la Gigia ormai stona persino parlando; i bimbi più stanchi stanno già dormendo.
Lam MI Lam MI LAm
L’esperto del ballo abbandona la pista e poi guarda gli altri scuotendo la testa.
Rem Lam MI MI7 LAm
Due coppie si appartano dietro una siepe e quello col vino ci ha sempre più sete.
Sim FA# Sim FA# LAm
La musica va lentamente a finire, la Gigia è spossata e vuole partire.
Mim Sim FA# FA#7 SIm
Di certo avrà molta strada da fare, avrà un’altra sagra dove andare a cantare.
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ISCARIOTA
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 15 - Campoligure (GE), agosto 1992
Dep. SIAE DOR 04/01/1994 n° 100401


Questa è una storia vera. Parla di uno che può fare tutto ciò che vuole, può commettere i crimini più turpi e andrà sempre bene. La gente potrà sempre dire: «Però è tanto bravo!»Piace alle mamme, piace alle nonne, piace alle donne, insomma. È l’apologia di quello che a Genova si chiama “a legera”.

Mim RE Mim SOL SI7 MIm
Ho un amico che di cognome, di cognome fa Iscariota e mi dicono che
Mim RE Mim SOL SI7 MIm
alla lunga, potenzialmente, può provocare qualche problema; chi lo sa perché!
Mim RE Mim SOL SI7 MIm
Ha una barba riccia e nera, parla sempre sottovoce, nell’orecchio a me, poi a te… vabbè!
Mim RE Mim SOL SI7 MIm
A un bambino le caramelle ha fregato dal carrozzino, ma che male c’è, in fondo eran tre.

DO RE Mim DO RE MIm
Le malelingue dicon che è cattivo perché spinge i vecchi sotto i tram,
DO RE Mim DO RE MIm
perché ha dato fuoco a un gatto vivo, ma la gente quanto è buono non lo sa.
RE DO RE DO RE DO
Lui ci ha la posizione, lui ci ha la posizione, lui ci ha la posizione
RE MIm
Ed allora andrà benone tutto quello che farà.

Mim RE Mim SOL SI7 MIm
Iscariota ha cento donne, cento donne sotto i suoi piedi, e si vocifera che
Mim RE Mim SOL SI7 MIm
Le torturi col trinciapolli, le faccia a pezzi con la motosega, ma in fondo è l’arte del “fai da te”.

DO RE Mim DO RE MIm
Iscariota quando andava a scuola, appendeva anche i bidelli a testa in giù
DO RE Mim DO RE MIm
Ma suo padre, un avvocato di carriera, poi metteva gli insegnanti a culo in su.
RE DO RE DO RE DO
Lui ci ha la posizione, lui ci ha la posizione, lui piace alle persone
RE MIm
perché ci ha la posizione e questo solo basterà.
DO RE Mim DO RE MIm
E tu mi parli dei trenta denari. ma lui in tasca ha solo “Cartasì”
DO RE Mim DO RE MIm
Ha venduto amici a prezzi vari, è una gran fortuna averlo qui.
RE DO RE DO RE DO
Lui ci ha la posizione, è bello come Adone, è proprio lui il migliore
RE MIm
Perché ci ha la posizione e questo solo basterà.
DO RE Mim DO RE MIm
Iscariota può fare quel che vuole, il golpista, il terrorista o il gigolò,
DO RE Mim DO RE MIm
può addentare le caviglie delle suore e negare tutto dopo un po’.
RE MI FA#m RE MI FA#m
Iscariota resta sempre un buon partito, anche se ha la testa di uno gnu.
RE MI FA#m RE MI FA#m
Quando spara in strada è proprio un mito, e se ti sputa amalo di più.
MI RE MI RE MI RE
Lui ci ha la posizione, è un gran bel ragazzone, lui piace alle persone
MI FA#m
perché ci ha la posizione e questo solo basterà.

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CITTÀ IN VENDITA
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 16 - Genova, ottobre 1992
Dep. SIAE DOR 04/01/1994 n° 100401

RE SOL
Vendo, vendo su questa piazza, in questa città di mercato
LA LA7 RE
tutto quello che ci ho trovato.
RE SOL
Donne, è l’anno della scoperta, è tempo di anniversario,
LA LA7 RE
controllate sul calendario.
RE SOL
Saldi, saldi da fiera grassa, sconti da bancarella
LA LA7 RE
E ci metto pure una caramella.
Mim RE
Un architetto un sottopasso costan come un accendino,
Mim RE
quattro fabbriche e un cantiere li ho venduti a un marocchino,
LA RE
la Centrale del latte mi è andata via come il pane;
SOL LA LA7 RE
io l’AMIU te la vendo a poco: basta un chilo di melanzane.
RE SOL
L’AMGA, l’AMGA ve la regalo, vi giuro è un affarone
LA LA7 RE
a prezzo di alluvione.
RE SOL
Compra, comprala giovanotto, più facile di così
LA LA7 RE
resta solo l’AMT.
RE SOL
Vedi, il prezzo dell’azienda davvero non è molto
LA LA7 RE
e in omaggio c’è un appalto.
Mim RE
E vi cedo tutti in blocco i tombini e gli ospedali,
Mim RE
gli orologi e i portachiavi degli impiegati comunali;
LA RE
peccato per il Matitone; è grosso e pesantino,
SOL LA LA7 RE
l’avrei già venduto a trance alla sagra del grissino.
RE SOL
Vendo scuole fontane e case, avanzi dell’Expò
LA LA7 RE
e tre fermate del metrò.
RE SOL
Vendo, vendo su questa piazza, vendo questa città,
LA LA7 RE
qualche cosa succederà.
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IL CAPPONE REGINALDO
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 17 - Genova, novembre 1992
Dep. SIAE DOR 04/01/1994 n° 100401

FA Lam Fa Lam
Il cappone Reginaldo quando nacque era già calvo
Sol Sim SOL Sim
con le zampe deformate, con le ali smangiucchiate
FA Lam FA Lam
per il becco un po’ difettoso emetteva strani versi (iiieehhooo, wwooohhhh!)
SOL Sim FA#
era sempre un po’ confuso e timido (piacere… scusi… eeeeh… Reginaldo!)
Sim
nel presentarsi.

FA Lam FA LAm
In un’aia di Pavia, sita lungo la ferrovia
SOL SIm SOL SIm
Rimaneva emarginato, rifiutato allontanato
FA Lam FA LAm
Dai pennuti, i suoi parenti, che gli facevano i gestacci
SOL SIm FA# SIm
Ed un cane senza denti lo atterriva con gli occhiacci.

SOL RE LA
Ma lui, felice, guardava il treno passare
SOL LA RE
Pensava di prenderlo, sognava Milano Centrale
SOL RE LA
Diceva: «In fondo non sono mica un maiale,
SOL LA RE
ci salto sopra appena passa un regionale!»

FA Lam FA LAm
Poi le ali gli han segato, le voleva un deputato
SOL Sim SOL SIm
E le zampe, tutt’e due, gliele ha sequestrate il bue.
FA Lam FA LAm
«Poco male, lui diceva, rotolando arrivo a sera,
SOL Sim FA# SIm
e poi salto su un locale», ma lo ha preso il respingente di un espresso per Voghera.

SOL RE LA
Ma lui, felice, guardava il treno passare
SOL LA RE
Pensava di prenderlo, sognava Milano Centrale
SOL RE LA
Diceva: «In fondo non va proprio male,
SOL LA RE
ci ho ancora il becco e quindi posso parlare»


FA Lam FA LAm
Accusato di mentire, l’han cacciato dal cortile
SOL Sim SOL SIm
Ai semafori e agli incroci vende fiori e lava i vetri.
FA Lam FA LAm
Quelli della buoncostume hanno capito un po’ male il suo nome
SOL Sim FA# SIm
Lo hanno arrestato come “pappone” per favoreggiamento della prostituzione.

SOL RE LA
Ma lui, felice, guardava il treno passare
SOL LA RE
Pensava di prenderlo, sognava Milano Centrale
SOL RE LA
Diceva: «Coraggio, tra poco è Natale,
SOL LA RE
sono un cappone e la mia fine… dovrebbe essere normale!»

FA Lam FA LAm
Voleva esser rosolato e il 24 si è presentato
SOL Sim SOL SIm
Ma per sua grande sfortuna gli han preferito una tacchina.
FA Lam FA LAm
La morale del racconto è che le sfighe quotidiane
SOL Sim SOL SIm
Le combatti col lamento, col mugugno e con il pianto.
FA Lam FA LAm
La morale del racconto è che non devi essere contento
SOL Sim FA# SIm
Che si salva ormai soltanto chi piange come un matto per ogni contrattempo.
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AL PIANO-BAR DELLA “LUNA PIENA”
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 18 - Milano-Bergamo (in treno),
dicembre 1992
Dep. SIAE DOR 04/01/1994 n° 100401

SOL Sim SOL (2 v) (VOCAL. Don dan dan don dan dan don dan dan dà… pi ri pi ri pi)

SOL LAm
Piano-bar “Luna Piena” che gioia venirci a cantare
SOL LAm
Dove oltre a non darmi una lira devo pure pagare.
SOL LAm
Il gestore mi dicono che è un raffinato signore
SOL LAm
Arrivò con le dita nel naso, bestemmiò per due ore.
SOL LAm
E lo faceva di cuore.
SOL LAm
Quattro anziane baldracche sdraiate sui bassi divani
RE7 SOL
Mostran polpacci e barbe da guerriglieri cubani.

SOL SIm
Ed io canto le mie gags, sparo tutte le mie frasi,
SOL
ma potrei continuare anche due mesi,
SIm
perché tanto non c’è un cane che mi ascolti, che gli freghi
SOL
tutt’al più si dimostrano sorpresi.
Lam SOL LAm
E penseranno: «Ma quello lì cosa fa?»
SOL SIm
E neanche se ci avessi un copricapo coi pennacchi
SOL
attirerei per un istante i loro occhi
Sim
Se ballassi sulle punte, su un trapezio di stracchino,
SOL
trasformando la chitarra in porcospino,
Lam SOL LAm
questa gente qua non ascolterà
SOL Lam RE7 SOL
spera solo che poi si ballerà.

SOL Sim SOL (2 v)

SOL LAm
L’animatore ci interpreta un brano del Quartetto Cetra,
SOL LAm
ed un tizio declama poesie con la voce sentita.
SOL LAm
Il tastierista che, al solito, imita Fabio Concato,
SOL LAm
non lo caga nessuno però almeno è pagato, lui,
SOL LAm
e non è preoccupato, lui.
SOL LAm
Per fortuna che hanno inventato il karaoke,
RE7 SOL
dove canti e poi batti le mani proprio come le foche.
SOL SIm
Il lanciatore di coltelli, il lanciatore delle zappe,
SOL
un fantasma col lenzuolo con le toppe.
SIm
Ed un drago a cento testo, un fachiro di Arenzano,
SOL
in bufalo a sonagli, un pony nano (praticamente un cane)
Lam SOL LAm
non sono sufficienti a farli stare attenti.
SOL SIm
Se cantassi in un dialetto dell’Australia tropicale
SOL
Ho il sospetto che sarebbe sempre uguale.
Sim SOL
E trasudo idee, satira e perché? Questi manco sanno cos’è il cabaret
Lam SOL Lam SOL Lam RE7 SOL
Questa gente qua non ascolterà, spera solo che poi si ballerà.

SOL Sim SOL (2 v)

SOL LAm
Piano-bar “Luna Piena” che gioia venirci a cantare
SOL LAm
E ho pagato la consumazione dimenticando di bere.


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