1994 - ALESSANDRO MANCUSO, le canzoni, i racconti, il teatro

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1994

Le canzoni > Testi e accordi delle canzoni divise per anno di composizione

Canzoni 1994
LE CANZONI > TUTTI I TESTI DELLE CANZONI CON ACCORDI divise per anno di composizione
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È SCOPPIATO UN CASINO AL SETTIMO PIANO
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 27 - Genova, febbraio 1994
Revisionata a Bergamo, ottobre 2006
Dep. SIAE 12/09/2000, n° 002430433


LA
Tutto comincia una mattina nel bagno dove spesso mi parlo
MI7 DO#m
qualche volta mi ascolto per conoscermi meglio.
LA
La finestra, sul vuoto, mi proietta gli umori
MI DO#m
per non dire i rumori e per giunta gli odori del mio condominio.
Sim LA MI
Una bestemmia colorita scende giù solenne e austera;
Sim LA MI LA
la giornata è cominciata proprio bene chi lo sa fino a stasera!
LA
Subito un'altra risuona nel vuoto, distrugge il silenzio
MI DO#m
seguita da un tonfo e da un rantolo roco.
LA
Cadono oggetti, si sente uno sputo, un guaito strozzato
MI DO#m
un lamento di lupo fortemente alterato.
Sim LA MI
Al primo insulto tutti pensano, felici: "Ora si gode!"
Sim LA MI LA
Anch'io mi metto comodo a sedere. Peccato... non si vede.
SOL RE
E' scoppiato un casino, un grande casino al settimo piano
LA RE
seduti sui water tutti quanti aspettiamo.
SOL RE
E' scoppiato un casino, un grande casino, chissà chi sarà?
LA RE
Il condominio sviluppa la creatività.

Rumore di serrande che si alzano. Tutte, tutte insieme, anche quelle che vedo sempre chiuse. C’è gente che vive nella penombra, nel silenzio, non aprono nemmeno i vetri, devono avere qualcosa dei pipistrelli. Ti sembra che vivano in appartamenti? Macché! Dentro sono grotte. Ma quando scoppia il casino nel caseggiato, eccoli, tutti, belli, si affacciano…
«Cos’è stato? Chi è?» Vivi, li vedo vivi, finalmente. E stronzi. Sbavano.
«Ha sentito, professore? Chi sarà» mi chiede uno che di solito non mi saluta neanche se mi sbatte contro uscendo dall’ascensore. È un vecchio distinto. Una merda di vecchio distinto che, pur di non prendere l’ascensore se vede che sto entrando io nel portone, rimane fuori a passeggiare, avanti e indietro. Del resto… lo faccio anch’io. Una sera… lui da un angolo del palazzo, io dall’altro… aspettavamo a vicenda che l’altro entrasse per primo. Nessuno dei due osava tentare la prima mossa. Vigliacchi. Uno stallo pazzesco. Sono venuti a cercarci le mogli, alle due di notte… poi in quattro nell’ascensore non ci stavamo più… ma noi non avevamo neanche voglia di fare le scale a piedi insieme a quelle due merde… e abbiamo fatto l’alba!
E adesso che sente litigare è bello contento, il vecchio distinto.
«Professore, chi sarà?» Se lo sapessi non sarei qua a cercare di capire. Sono anche un po’ agitato, come prima della partita. Ma fai silenzio e ascolta, cerca di capire! E scommetti. È il totolitigio. Che ci unisce, ci affratella, finalmente.
L’amministratore fa: «Per me sono i due cinesi dell’interno 12!» Lo insultiamo. Non sa mai un cazzo, l’amministratore. Non sa nemmeno che i cinesi se ne sono andati da un anno.
Il perito che ce l’ha su con lui, da anni, ne approfitta, si sporge e gli urla: «Come la questione dello spostamento dei contatori del gas fuori, vero amministratore? Che fine hanno fatto i soldi che il comune aveva detto…»
Per favore, per favore! Non divaghiamo!! Concentriamoci! I cinesi! E poi questi stanno litigando in italiano. Anzi, ad ascoltare bene si capisce che… ma sì, sì, sono proprio loro… .


LA
Siamo certi che è il giudice con la giornalista sposati di fresco
MI DO#m
e l'attenzione raggiunge livelli di massa.
LA
Lui le dà della troia con un tono tremendo, lei gli dice:
MI DO#m
"Cornuto!" E' raggiunto un accordo sul concetto di fondo.

Sim LA MI
E tutti quanti con gran foga si comincia a parteggiare;
Sim LA MI LA
al quarto piano son sportivi mentre al terzo più accaniti ci hanno pure le bandiere.
LA
La moglie minaccia, incazzata davvero; risponde il marito
MI DO#m
con un ampio latrato e batte i pugni sul muro.
LA
Dal piano di sopra si lotta alla morte, qualcuno si cala
MI DO#m
con la corda di sotto per dare man forte.
Sim LA MI
Al piano terra poveracci sono un po' tagliati fuori
Sim LA MI LA
per non essere da meno danno voce ai loro cuori con le trombe e coi tamburi.
SOL RE
E' scoppiato un casino, un grande casino al settimo piano
LA RE
in piedi sui water tutti quanti tifiamo.
SOL RE
E' scoppiato un casino, un grande casino e la crudeltà
LA RE
dilaga nel vuoto della scala "A".

Il muratore che sta all'interno 24 ha divelto la sua vasca da bagno e la scaraventa di sotto. Cade al suolo con un boato che, rimbombando nel vuoto, fa tremare la terra, il cielo e i vetri smerigliati delle finestre di tutti i cessi dello stabile. Poscia improvvisa una fionda servendosi della cazzuola e dell'elastico delle mutande: vuole sfondare, con le manopole del lavabo scagliate a grande velocità, la barricata eretta dal suo dirimpettaio, glorioso scorreggiatore olimpionico, forte anche nel doppio misto in compagnia della moglie, entrambi meglio noti come i coniugi "Richter-Mercalli".
Uno studente dell'ammezzato brandisce il phon come una P38, minacciando di fare una strage. Siccome ha l'alopecia viene bloccato e interrogato su come sia entrato in possesso dell'oggetto. Per precauzione si incaricano di disarmarlo alcuni addetti alla pulitura scale.
La signora Marisa Pittaluga, casalinga indefessa, tenta la strada delle armi chimiche: versa dalla sua finestra litri e litri di Vim Liquido, unitamente ad una temibile miscela a base di Intima di Karinzia e sapone in polvere. Il disastro è ormai epico e cresce ulteriormente.
Piovono bidè, tappetini, armadietti, rasoi elettrici, carta igienica metallica, ignifuga in caso di infiammazioni rettali di preoccupante entità. E poi ancora spazzolini, pannolini, parrucchini! Spazzoloni, sciacquoni, spugne per i duroni! Creme idratanti, disinfettanti, diserbanti! Bombolette, saponette, perette!
Al lancio di un enteroclisma, pieno, la folla dalle finestre, eccitata e soddisfatta, improvvisa una "ola" da stadio.
Un coltivatore diretto della provincia di Cuneo, in visita presso un cognato che sta all'ultimo piano, tira giù una moto-zappa. Scorretto; non vale. Viene immediatamente identificato, squalificato e allontanato al grido unanime di: "Fuori! Fuori!"
Nel delirio completo di un intero caseggiato, dopo ore di battaglia campale, in verticale, nessuno, dico, nessuno si è accorto di una cosa:

LA
Al settimo piano non c'è più rumore, la magistratura
MI DO#m
ha già fatto la pace col quarto potere
LA.
Sono usciti ridendo, si tenevan per mano, han lasciato noialtri
MI DO#m
meschinetti in balia di tutto il nostro veleno.
Sim LA MI
Con il bisogno disperato che sentiamo di dir la nostra!
Sim LA MI LA
E con l'assurda voglia di partecipare, sì ma stando sempre alla finestra.
SOL
E' scoppiato un casino...
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IL GUARDONE MIOPE
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 28 - Genova, febbraio 1994
Dep. SIAE 12/09/2000, n° 002430440

REm LAm DO REm (2 volte)
REm LAm
Io non sopporto chi appiccica ai vetri il giornale
DO REm
è un mezzuccio incoerente, banale e per giunta sleale;
LAm
domando perché a questo punto venirsi a imboscare
DO MI LAm REm
se non mi si lascia, non mi si lascia guardare.
REm LAm
Quante sere d'inverno vi aspetto e vi vedo arrivare
DO REm
come un cane da guardia son bravo anche a non disturbare.
LAm
Ho gli occhi da miope ma in fondo io riesco a vedere
DO MI LAm
tutto quello che voi non riuscite più ad immaginare.

DO REm SOL7 LAm
Teniamo tutti schedati secondo le auto, le facce e i vestiti,
DO REm
c'è una classifica a premi
SOL7 DO RE
per quelli sportivi e per i più creativi:
RE MIm LA7 SIm
chi si massacra i ginocchi sui tappetini di plastica dura;
RE MIm
chi arranca tra il cambio e il volante
LA7 RE
e cerca da anni una posizione sicura.
MIm RE MIm
Facciamo i turni divisi in settori sulle strade della collina
RE FA#7 SIm
io ci sono nei giorni pari e controllo tutta la mia zona.
MIm RE MIm
Siamo i guardoni più preparati nei cespugli che non sai,
RE FA#7
lingua di fuori (comunque discreti) tu puoi sentirci...
SIm
ma non ci vedrai.
MIm LA7 Sim MIm LA7 RE REm
Sappiamo tutto di voi! Sappiamo tutto di voi!

REm LAm
Poi c'è la tendenza di quelli dei vetri appannati,
DO REm
respirano come giumente per cinque minuti;
LAm
e quelli che sui finestrini ci passano ore
DO MI LAm
appendono giacche, cappotti, mutande e pancere.
REm LAm
Ci sono le coppie che, prima, devono litigare
DO REm
li lascio tranquilli, ho un'etica da rispettare

LAm
ma quando comincia il balletto delle sospensioni
DO MI LAm
son lì pronto a dare, severo, le valutazioni!

DO REm
Chi sta sui sedili davanti
SOL7 LAm
lo cogli sul fatto al momento al momento più bello
DO REm
perché con un gesto un po' brusco
SOL7 DO RE
aziona il clacson e il tergicristallo.
RE MIm LA7 SIm
I più indifesi e carini sono quelli anziani e i clandestini
RE MIm LA7 RE
attenti ad ogni rumore a rischio costante di attacchi di cuore.
MIm RE MIm
Facciamo parte di un movimento giuro niente è lasciato al caso
RE
col nostro ritmo teniamo il tempo,
FA#7 SIm
da sognatori ficchiamo il naso.
MIm RE MIm
Siamo i guardoni più preparati nei cespugli che non sai
RE FA#7
lingua di fuori (comunque discreti) tu puoi sentirci...
SIm
ma non ci vedrai.
MIm LA7 SIm MIm LA7 RE
Sappiamo tutto di voi! Sappiamo tutto di voi!


(Improvv. REm LAm DO REm)

REm LAm
Finita la giostra scendete dall'auto un momento
DO REm
capelli a creste di gallo da combattimento
LAm
poi seguono tutti i commenti del dopo-partita
DO MI LAm
mettete in moto esclamando: "anche questa è finita!"
REm LAm
Quante sere d'inverno mi piace vedervi partire
DO REm
tossicchiando contenti e avvolti nel vostro sudore.
LAm
Ho ho gli occhi da miope ma in fondo ci riesco a vedere
DO MI LAm
tutto quello che voi non riuscite più ad immaginare.
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TENETEMI (VIA DA UNA CITTÀ)
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 29 - Bergamo, febbraio 1994
Dep. SIAE DOR cod. 815687A

RE SOL
Tenetemi in caldo la cena, tenetemi tutto o quasi tutto com’è
RE LA7
Tenete la crescita “zer”, se posso ritorno.
RE SOL
Tenetemi le iniziative, tenetemi quelle che durano un giorno
RE LA7
Tenete il turismo bloccato, puntate su altro.
SOL RE
E nei ristoranti dell’intera Riviera alzate più i prezzi trattate male i clienti:
Mim LA7 RE
si sta meglio di sabato sera bastoanti e contenti.
SOL RE
Vuoi mettere fare una coda di ore, cinquantamila una pizza, quanto mi diverto
Mim LA7 RE
col cameriere che ti guarda come se gli facessi un torto.

Mim RE Mim LA7RE
Tenetemi… Tenetemi… Tenetemi… Tenetemi…

RE SOL
Tenetemi il poco lavoro, tenetelo tutto per i soliti noti,
RE LA7
i bolsi ottimisti sponsorizzati dai preti.
RE SOL
Tenetemi tutti i baroni, tenete i grandi licei con firitto divino,
RE LA7
tenete duchesse e maschesi di via Solferino.
SOL RE
E un certo teatro dove grandi sognori si ostinan da anni a ripetere Govi,
Mim LA7 RE
che ti viene il dubbio se siano più bravi o più nuovi.
SOL RE
Le radio private, le associazioni in mano alle maschere eterne di ieri,
Mim LA7 RE
che teneri, a volte domandano ancora di Siri!.

Mim RE Mim LA7RE
Tenetemi… Tenetemi… Tenetemi… Tenetemi…

RE SOL
Tenetemi gli autobus pieni, tenetemi quelli che san protestare
RE LA7
soltanto contro i marocchini per i loro borsoni.
RE SOL
Tenetemi i furbi mercanti, tenete gli eccelsi dottori padroni,
RE LA7
la legge di tipo feudale che c’è all’ospedale.
SOL RE
E i falsi compagni che si atteggiano a fighe, le torri d’avorio, la caccia alle streghe

e l’alternativa bugiarda delle loro congreghe.
SOL RE
Poeti e cantori delle ultime ore, “maledetti” purché abbiano stampa a favore,
Mim LA7 RE
difesa di corporazioni di arte e mestiere.

Mim RE Mim LA7RE
Tenetemi… Tenetemi… Tenetemi… Tenetemi…

RE SOL
Tenetemi in caldo la cena, tenetemi tutto o quasi tutto com’è
RE LA7
Tenetemi se a un certo punto mi scappa il controllo.
RE SOL
Tenetemi in caldo la cena, tenetemi tutto almeno per qualche giorno,
RE LA7
attenti che vi tengo d’occhio, se posso ritorno
RE
se riesco… ritorno.
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CAFFE' DEGLI "SBULINATI"
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 30 - Bergamo, marzo 1994
Dep. SIAE 12/09/2000, n° 002430438


FA
Nella pausa per il pranzo non mi mischio coi colleghi
SOLm
sono tristi e risaputi ordinati e spaventati
FA
io ci ho voglia di fumare e non mi scaccolo da ore
SOLm DO7
no vi prego non prendetevela a male a me serve
FA
per relax e per il cuore me lo ha detto anche il dottore
SOLm
penso meglio anche ai suoi baci fra il tabacco e le narici
FA
la fatica del lavoro si sopporta anche per questo
SOLm DO7
per un passatempo onesto anche se ammetto un po' schifoso poi da
FA
dire e raccontare al ricordo del mio amore
SOLm
che mi adora e che mi aspetta mentre scavo senza fretta
FA
mentre fumo come un boia mentre curo la mia noia
SOLm DO7
senza alcuna inibizione o pressoché
FA Rem FA DO7
qui nel caffè che chiamo degli "sbulinati" con altri tre teatrali melanconici e scoppiati
Rem DO7
con la padrona che ronfa stesa sopra un tavolino
Rem DO7
e che tira giù i santi se le chiedo un panino.
FA Rem
Ma lo prepara e taglia col coltello sempre sporco
FA DO7
alcune fette di un salame da chissà quanti anni aperto
Rem DO7
che sa di aglio ed ha un colore vivo verderame
Rem DO7 FA
basta l'odore suppongo a far nauseare un cane. FA Rem FA DO7
FA
Ma ci sono come ho detto avventori deliziosi
SOLm
che mi mettono a mio agio bohemiens a loro modo
FA
quello lì si gratta un piede digerisce forte e ride
SOLm DO7
non vi dico cosa fa quando si siede che tintinnano

FA
i bicchieri sul bancone mal lavati e con l'alone
SOLm
che qui dentro anche l'Igiene per paura non ci viene
FA
questo è un feudo ben protetto proprio come il maso chiuso
SOLm DO7
io non ho più il naso chiuso son felice ed amo tutti
FA
questi luridi compagni fuori tempo come i sogni
SOLm
come al bar del mio paese pronti a sopportar le offese
FA
di signori e imprenditori che ruggiscono là fuori
SOLm DO7
e siamo meglio noi avanzi di bidet
FA Rem
Qui nel caffè che chiamo degli "sbulinati"
FA DO7
con altri tre ignobili porconi malvestiti
Rem DO7
ma almeno vivi e in fondo quasi sempre innamorati
Rem DO7 FA
e molto più corretti di come ci hanno disegnati.
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AGENTI IMMOBILIARI NOMADI
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 31 - Bergamo/Genova, marzo/aprile 1994
Dep. SIAE DOR cod. 815687A


RE Lam RE Lam SIm
Agenti immobiliari nomadi, mi dice “vorrei andare via di qui
MIm
qui dove organizzo soggiorni-vacanze in posti lontani
FA#m LA Mim SIm
ed affitto salato un soggiorno e due stanze a quaranta africani”.
RE Lam RE Lam SIm
Agenti immobiliari nomadi, mi dice “il mio futuro è via di qui
MIm
qui dove la mia fantasia non è soddisfatta
FA#m LA Mim SIm
voglio venderti un attico al piano terreno ed un box in soffitta.

LA DO#m
Una termoautonoma cuccia per cani, un vespasiano a due piani
RE LA
un cinema porno con il caminetto, un rustico in centro, un tombino a sei vani.
LA DO#m
Abbiamo, abbiamo, abbiamo una panchina di stazione
RE LA
vendiamo di tutto, una sala d’attesa ci si libera a marzo: c’è dentro un barbone.

RE Lam RE Lam SIm
Agenti immobiliari nomadi, se vuoi ti affitto pure un autogrill
MIm
con grande terrazzo che guarda sul mare, sui monti e le piste da sci
FA#m LA Mim SIm
l’inceneritore, un distributore col neon lampeggiante della IP.

LA DO#m
Metti lì la cauzione, non si sa mai, la provvigione e vedrai
RE LA
Il fondo pensione, la fideiussione, ti do in locazione un tranvai.
LA DO#m
Abbiamo, abbiamo, abbiamo un marciapiede semiarredato
RE LA MI
i loculi a schiera, l’arcata di un ponte con uso cucina, centralizzato.

MI Sim MI Sim DO#m
Agenti immobiliari nomadi, siamo poeti e schiavi dello spleen.
MI Sim MI Sim DO#m
Agenti immobiliari nomadi, vendiamo tutto e poi scappiamo via di qui.
MI Sim MI
Agenti immobiliari nomadi.
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ANIMATORI PER L’ESTATE
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 32 - Bergamo, aprile 1994
Dep. SIAE DOR cod. 815687A

Sib7
Animare, una festa mascherata, un gioco a premi un baccanale,
DO7+
un ricovero di anziani, un asilo e un ospedale
FA LAm
dov’è d’obbligo che tutti, tutti devono cantare, tutti devono ballare ma nessuno può parlare
FA LAm
perché tanto c’è il divieto più assoluto di ascoltare;

si può ridere a comando e a comando poi applaudire,
FA
raccomando caldamente non cercare di capire che a sforzarsi può far male
SOL7 FA7+
il cervello certi choc ormai non li può più affrontare.
Sib7
Animare! Noi vogliamo cose nuove come i pupi e le fanfare,
DO7+
prestigiatori, marionette, saltimbanchi e burattini
FA LAm
e poi dieci, cento, mille cagnolini, ballerini e un elefante coi lustrini che ci balla il tico-tico;
FA LAm
è da un po’ che ce l’ho in mente però adesso te lo dico:

che la gente si diverta non m’importa proprio un fico,
FA
basta che non pensi a niente e che si affidi a Mangiafuoco che esibisce un gran macaco,
SOL7 FA7+
lo stupore è tutto e niente, è l’illusione di un bel gioco.
Sib7
Animare! Nelle piazze, negli alberghi, sulle passeggiate a mare
DO7+
noi cerchiamo i più grandi mangiatori di candele
FA LAm
e le donne con la barba, i trapezisti ed i fachiri, i coccodrilli saltatori i licantropi e i vampiri,
FA
i bimbi prodigio suonatori di sifar, dieci mimi bombardati di napalm
LAm
suoni, cori, fischi e colori, poche parole e tanti rumori,
FA LAm
i fenomeni da circo più sguaiati e più volgari

ed un nuovo Colleoni con due nasi e tre coglioni
FA
gli inventori di cazzate, gli imitatori e le battute, solo quelle più scontate
SOL7 FA7+
e poi dopo tutti a casa: è la nostra bella estate!
FA SOL7 DO
Tutti buoni, zitti e a casa: è la nostra bella estate.
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VACANZA DI UN INTELLETTUALE
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 33 - Bergamo/Genova, maggio 1994
Dep. SIAE DOR cod. 815687A


DO7+ Mim DO7+ MIm
Uscirò un mattino con la giacca a quadri con i pantaloni viola del pigiama
FA Mim FA MIm
e sventolerò la mia cravatta buona; sandali e calzini con coraggio ai piedi.
DO7+ Mim DO7+ MIm
O in accappatoio e ciabatte infradito un turbante in testa lo zainetto al collo
FA Mim FA DO MI7
riderò sull'autobus come un cavallo liberando pure qualche gran nitrito.

Rem Mim DO7+ LA7
Ammiccherò con gesti osceni sui semafori ai pedoni
FA Mim DO RE
griderò dentro i cancelli una canzone di Claudio Lolli.
LA FA#m RE
Ed andrò diritto al mare a saltare, ballare infastidire le signore che si stan per spogliare
SOL Mim LA
citando loro Palazzeschi per poi scappar via.
LA FA#m RE
Butterò nell'acqua sdraio, bambini, bagnini le cabine e gli ombrelloni, i palloni, i bikini
SOL Mim LA SIm
E chi prende solo il sole o chi è in compagnia.

SOL RE
Tanto non c'è più motivo di non perdere il controllo
SOL RE SOL RE
Tanto non c'è più motivo e faccio lo scavezzacollo
RE Mim SOL RE Mim SOL RE
Tanto non c'è più motivo. Tanto non c'è più motivo.

DO7+ Mim DO7+ MIm
Poi farò irruzione all'Ente del Turismo parlerò di Kafka dentro la Pro Loco
FA Mim FA DO MI7
e minaccerò di darmi pure fuoco e terrò per gioco corsi di marxismo.

Rem Mim DO7+ LA7
E mi inventerò poeta con un abito di seta;
FA Mim DO RE
parrucca stile lupanare sfilerò sul lungomare
LA FA#m RE
E ritornerò alla spiaggia a saltare, ballare farò pure le flessioni e poi mille capriole
SOL Mim LA
e buttandomi nell'acqua andrò verso la boa.
LA FA#m RE
Ruberò tre motoscafi facendoli a brani e le tavole dei surf mangerò anche i gommoni
SOL Mim LA SIm
coi sonagli alle caviglie griderò così sia.
SOL RE
Tanto non c'è più motivo di non perdere il controllo
SOL RE
Tanto non c'è più motivo e faccio lo scavezzacollo
RE Mim SOL RE Mim SOL RE MI
Tanto non c'è più motivo. Tanto non c'è più motivo.
LA MI LA MI
Tanto non c'è più motivo di spiegare o di capire
LA MI LA MI
Tanto è tutta una gran festa che non si può trascurare
MI FA#m LA MI FA#m LA MI LA FA#m
Tanto non c'è più motivo. Tanto non c'è più motivo...
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LA VITA E’ UNA BARZELLETTA
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 34 - Genova, giugno 1994
Dep. SIAE 12/09/2000, n° 002430435

LA FA#m
Ridi, sghignazza, trattieni il fiato
LA FA#m
spingiti al limite del conato
MI7 LA
spanciati come sorella iena
RE
dalla risata rotonda e piena
MI7 LA
pensa alle smorfie di grande ironia
RE MI7 LA
che fanno i gibboni quando sono in compagnia.
LA FA#m
Tendi l’orecchio, stai più vicina
LA FA#m
vieni che te ne racconto una
MI7 LA
tanto la vita è una barzelletta
RE
non mi ricordo più chi l’ha detta
MI7 LA
ma in fondo io le racconto bene
RE MI7 LA
fatti guardare, spegni la luce, ridiamo insieme.
LA RE MIm
E non pensare, non pensare allo zio carabiniere
RE MIm
non guastarti la risata, ho una freddura raffinata
SOL RE
ne so una sui pompieri, su Pierino, sui cornuti
Mim LA RE
se ti spogli ti assicuro viene meglio e mettiamoci seduti.
LA FA#m
Occhio alla prossima che è un po’ audace
LA FA#m
fammela dire che poi ti piace
MI7 LA
non sono mica come tuo marito
RE
che a raccontare non è tagliato
MI7 LA
le barzellette gli vengon male
RE MI7 LA
ride in anticipo, scorda le cose, cade sul finale.
LA FA#m
Conosci quella del porcospino
LA FA#m
che si fa largo piano pianino?
MI7 LA
E la sai quella della giovenca
RE
che rideva beata e contenta?
MI7 LA
C’era uno svizzero e un italiano
RE MI7 LA
va sussurrata, è un po’ sconveniente e dammi la mano.
LA RE MIm
E non pensare, non pensare a tuo zio carabiniere
RE MIm
ne so una sui toscani, riderai fino a domani
SOL RE
quella vecchia e fuori moda sul politico corrotto
Mim LA RE
te la dico un’altra volta, per adesso allunghiamoci sul letto.
LA FA#m
Ridi, sghignazza, trattieni il fiato
LA FA#m
spingiti al limite del conato
MI7 LA
spanciati come sorella jena
RE
dalla risata rotonda e piena
MI7 LA
tanto la vita è una barzelletta
RE MI7 LA
l’ultima è lunga, faremo l’alba. Io non ho fretta.
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ZERO A ZERO
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 35 - Bergamo, luglio 1994
Dep. SIAE 26/11/2001, n° 013050348

RE
A Maclodio non ho capito pur essendomi anche sforzato
FA#m SOL
il concetto di ragion di stato
LA
seduto davanti a un campo nell’aria limpida del mattino
RE FA#m
ho diviso col granoturco il mio panino
RE FA#m
era la sosta di un altro viaggio sulla pianura
SOL LA
alle opposte fazioni in gara che mi spinsero all’avventura
RE FA#m
per una volta non ho risposto da avventuriero
SOL LA SIm
ed ho promesso che avrei difeso lo zero a zero!
LA Sim LA RE
lo zero a zero! Lo zero a zero!
RE
Ero lì con il re dei Franchi, festeggiava la sua vittoria
FA#m SOL
con sondaggi, servi e scherani colmi di boria;
LA
io colpito e ferito a morte da certi titoli di giornale
RE FA#m
fui finito da un notiziario regionale.
RE FA#m
Per mio padre che accorse in fretta al capezzale
SOL LA
non ho avuto rivelazioni sui grandi temi di bene e male,
RE FA#m
gli ho chiesto invece: “Quant’è che ha fatto il Catanzaro?”
SOL LA SIm
Mi ha risposto: “Abbiamo difeso lo zero a zero!
LA Sim LA RE
Lo zero a zero! Lo zero a zero!
FA#m SOL
Cambio la mia armatura con un biglietto di corriera
LA
Voglio correre a vedere la sera.
RE LA RE LA RE
E siamo pari, con i denari siamo pari e con la banca siamo pari,
FA#m SOL
siamo pari e siamo interi, artigiani e ragionieri
RE SOL RE LA LA7 RE
li inchiodiamo sopra il pari, li blocchiamo con il pari, concediamo solo il pari.
LA RE LA LA7 RE

RE
Ippolito mi chiedeva di seguirlo in Ungheria,
FA#m SOL
gli ho detto:”Vai, vai, vai, vacci con tua zia!”
LA
Ho viaggiato davvero troppo ed ho scritto ormai di tutto
RE FA#m
e sono stanco, sono vecchio, sono distrutto,
RE FA#m
voglio fermarmi con Alessandra una volta tanto,
SOL LA
solo per lei non rinnego tutto ma non sopporto nemmeno Orlando,
RE FA#m
ne ho piena l’anima anche di Angelica e di Medoro!
SOL LA SIm
Amore, guarda che catenaccio! Palla in tribuna e difenderemo lo zero a zero!
LA Sim LA RE
Lo zero a zero! Lo zero a zero!
FA#m SOL
Cambio il mio poema con un cancello ed una rosa
LA
Metto in versi la strada verso casa.
RE LA RE LA RE
E siamo pari, con i vincenti siamo pari, coi sempre allegri siamo pari
FA#m SOL
Siamo pari e cavalieri, legionari e bucanieri
RE SOL RE LA LA7 RE
Non ci toglieranno il pari, non faranno più che un pari, concediamo solo il pari.
RE LA RE LA RE
E siamo pari, coi tipi glamour siamo pari, coi sempre in forma siamo pari
FA#m SOL
Siamo pari e guaritori, cartomanti e animatori
RE LA RE LA LA7 RE
Non ci toglieranno il pari, no non sbloccheranno il pari, concediamo solo il pari.
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DE RICCIO ET SCANIA
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 36 - Bergamo, luglio 1994
Dep. SIAE 12/09/2000, n° 002430437


MI 7 MI 7 MI 7 MI 7
Era di primavera, si suppone di sera, sbucò dalla folta verzura, camminata sicura,
SI7 DO#m
un bel riccio grassoccio, conosceva il diritto
LA SI7
era socio dell’Aci, pagava le rate, pagava le multe anche quelle salate:
MI 7
era abbonato a “Quattroruote”

MI 7 MI 7 MI 7 MI 7
Doveva incontrare il suo tappezziere che aveva bottega, ma tu guarda la sfiga
SI7 DO#m
In un grande viale oltre quella statale
LA SI7
Fissava l’asfalto un po’ intimorito, ma in fondo era esperto, veloce ed astuto…
MI 7
Era persino assicurato.

MI 7 MI 7 MI 7 MI 7
E lo Scania avanzava, Pascalone al volante, camionista provetto, molto pelo sul petto;
SI7 DO#m
una grandissima panza, sudore d’ordinanza
LA SI7
posters sui vetri, di gente, di cose, poesia di gran viaggi e avventure radiose…
MI 7
era abbonato a “Lesbo-mese”

MI 7 MI 7 MI 7 MI 7
Ed il riccio guardò, non si può dir di no, senza dubbio cercò un sottopasso, uno stop
SI7 DO#m
O di chiedere aiuto a un cieco con cane lupo
LA SI7
Una signora anziana a cui dare una mano e portarle la spesa, magari lontano…
MI 7
Però non c’era nessuno.

MI 7 MI 7 MI 7 MI 7
E lo Scania avanzava, sulla strada danzava; Pascalone cantava e si commuoveva
SI7 DO#m
Guidava assai bene, però, non si sa come,
LA SI7
si distrasse un momento a guardare una foto dove Ketty “la rossa” in costume tigrato…
MI 7
gli sembrava suo cognato.


MI 7 MI 7 MI 7 MI 7
Ed il riccio pensò, in quel lampo pensò, che va bene godere, era poi il suo mestiere,
SI7 DO#m
non faceva questione di discriminazione,
LA SI7
però gli girava finire piallato nel caso in cui quello si fosse sbagliato!
DO#m
Increscioso refuso, Pascalone confuso,
LA SI7
rimase col dubbio, non certo chiarito, e così pure il riccio, lo stesso quesito:
MI MI7
Chissà se era un travestito? (Suo cognato?)
SI7 MI MI7
Chissà se era un travestito? (Suo cognato?)
SI7 MI MI MI7
Chissà se era un travestito!








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