1995 EGREGIO, NON FACCIA L'ONDA! - ALESSANDRO MANCUSO, le canzoni, i racconti, il teatro

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1995 EGREGIO, NON FACCIA L'ONDA!

Il teatro > Gli spettacoli

Lo spettacolo questa volta è abbinato alla pubblicazione di un CD (il primo) ufficiale, benché autoprodotto, che porta lo stesso titolo. Registrato, come la cassetta precedente, al Time Sound Studio di Genova, viene realizzato interamente in digitale, con tiratura di 500 copie che verranno vendute, alla spicciolata, nel corso delle serate degli anni successivi. Sono solo quattro però le canzoni in comune tra il CD e lo spettacolo originale; si è deciso di non registrare quelle maggiormente teatrali e troppo legate all'idea complessiva dell'opera messa in scena. Così nell'incisione compaiono brani che verranno aggiunti allo spettacolo in un secondo momento e non sempre eseguiti solo in esso. Le rappresentazioni saranno tuttavia molto poche e il titolo dello spettacolo verrà utilizzato per serate estemporanee, con scaletta variabile, fino al 1999. Mancuso sta per trasferirsi definitivamente a Bergamo e il suo rapporto con il Piccolo Teatro di Campopisano è quasi alla fine. La produzione di spettacoli completi, e con essa la crescita artistica e il miglioramento degli stessi, ne risentirà negativamente.

L'idea nasce da una serie di "incavolature", come si legge sul libretto di sala dello spettacolo. Canzoni e brani in prosa testimoniano la voglia di parlare di cose che fanno digrignare i denti dal nervoso, soprattutto quando si vede che gli altri, intorno, si abituano a ciò che di vergognoso la società dei consumi, e della dittaura della pubblicità, impone alla società civile. Il tentativo è quello di prendere in giro alcuni aspetti dell'oggi mescolando e confondendo i dati, esasperando cause ed effetti, masticandoli ed innalzandoli al livello del racconto surreale. E probabilmente è solo un modo per imparare a conviverci. Il tema è quello dei "consumi", di per sé fin troppo facile e consueto, anche per le svariate possibilità che offre in termini di trasfigurazione simbolica ed esistenziale. I due tempi sono due storie separate che convergono in un punto comune: nel primo, "Archeologia dei consumi", c'è il divertimento di stravolgere alcune caratteristiche del nostro tempo considerandole come in un depliant storico-turistico; nel secondo, "E' un problema galleggiare", gli elementi del quotidiano si accumulano fino a costituire una distesa di materiale melmoso nel quale ciascuno escogita le sue strategie per fronteggiare la contingenza.

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