1996 - ALESSANDRO MANCUSO, le canzoni, i racconti, il teatro

Vai ai contenuti

Menu principale:

1996

Le canzoni > Testi e accordi delle canzoni divise per anno di composizione

Canzoni 1996
LE CANZONI > TUTTI I TESTI DELLE CANZONI CON ACCORDI divise per anno di composizione
________________________________________________________________________________________________

DATEMI UNO ZIO
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 47 – Bergamo-Genova, gennaio 1996
Dep. SIAE 26/11/2001, n° 013050347

DO FA DO FA DO
Datemi uno zio in questa città, datemi uno zio
DO FA SOL DO
Datemi uno zio in questa città, datemi uno zio
DO SOL DO
Uno zio da poterlo incontrare in centro davanti a un negozio
DO SOL DO
e che serbi rancore a un cugino per un antichissimo screzio
FA DO
uno zio con la zeta sonora con la zeta di zanni
SOL7 DO
uno zio che si porta davvero da cani tutti quanti i suoi anni
RIT.
DO SOL DO
Uno zio che si chiami possibilmente di nome Pancrazio
DO SOL DO
Che abbia amato indefesso il lavoro e l'impegno ma sappia anche il vizio
DO FA DO
uno zio con un lungo passato che si incazza per poco
DO SOL7 DO
uno zio sempre in giro e che inventa per strada un bellissimo gioco
FA DO SIb
Zio che non vedo per Natale per le feste comandate oppure quando stiamo molto male
FA DO SIb
Zio a passeggio sotto il sole sono cose risapute eppure una città senza lo zio non vale
FA DO SOL7 DO
Zio, uno zio che sia sempre e solo mio.
RIT.
DO SOL DO
Uno zio che ricordi di quando fanciullo citavo Lucrezio
DO SOL DO
che sputi sentenze e che abbia per tutti un feroce giudizio
FA DO
uno zio che abbia amato una donna fino quasi a impazzire
SOL7 DO
uno zio che si pettina ancora e bestemmia se la vede passare.
FA DO SIb
Zio in un bar di viale Pio indicarlo ad un collega e dire fiero: "vedi quello là è mio...
FA DO SIb
Zio anche a te amore mio, io propongo qualche sera "Questa sera andiamo a piedi fino dallo..."
FA DO SOL7 DO
Zio, uno zio che sia sempre e solo mio.
________________________________________________________________________________________________

IL CANARINO
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 48 – Mozzo (BG), gennaio 1996
Dep. SIAE 30/06/1996, n° 961730817

RE
Il canarino del balcone accanto
LA
non credo soffra il freddo come me
LA7 RE
però l'ho visto un po' provato e affranto
LA RE
l'altra mattina che eravamo a meno tre.
RE
La sua padrona è molto mattiniera
LA
appena sveglia lo sistema fuori
LA7 RE
e ce lo lascia fino a tarda sera
LA RE
tra i panni stesi e un vaso con i fiori.
SOL
Quando alle volte c'è la tramontana
RE
che soffia forte e alle finestre bussa
LA
se il vento porta a me una cantilena
RE
è lui che intona una marcetta russa.
SOL
Oggi l'ho visto che guardava a valle
RE
e contemplava tutta quella neve
LA
con un berretto nero in simil pelle
RE
Ha sussurrato una preghiera lieve:

RE
Fammi crescere il pelo sul collo
LA
te ne prego Bambino Gesù
LA7 RE
voglio il pelo di tutto un cavallo
LA RE
di un ratto muschiato o di uno zebù

RE
La sua padrona dentro la cucina
LA
da dietro i vetri sempre un po' appannati
LA7 RE
gli fa le coccole con la vocina

LA RE
diffonde baci e manda i suoi saluti
RE
E poi gli grida: "Tittittì Cuccù"
LA
gli fischia forte e dice: "Fai la pappa!"
LA7 RE
Lui pensa, credo: "Non ne posso più
LA RE
ho un freddo bestia e fischiati 'sta cippa!"

SOL
E crede e spera nell'evoluzione
RE
nella genetica, nei cromosomi
LA RE
tenta di trasformarsi in un muflone e legge Darwin
SOL
Si chiede quanto tempo ha da passare
RE
un canarino per cambiar le piume
LA RE
nel vello di una volpe dal collare chissà quanti anni.

RE
E scrive lettere come dal fronte
LA
nella sua gabbia gulag siberiano
LA7 RE
le scrive per mandarle ad un parente
LA RE
un cacatoa portoricano
SOL
Pensa alle palme, pensa ai mari calmi
RE
pensa agli enormi insetti tropicali
LA RE
con devozione poi recita i salmi penitenziali
SOL
Ha come un chiodo fisso il desiderio
RE
di chiuder dentro il frigo la padrona
LA
ma è solo un sogno vago e velleitario
LA7 RE
gli resta appena quella cantilena:

RE
Fammi crescere il pelo sul collo

LA
te ne prego Bambino Gesù
LA7 RE
voglio i guanti di un alpaca giallo
LA RE
la termocoperta, babucce di gnù.
RE
Fammi crescere il pelo sul collo
LA
te ne prego Bambino Gesù
LA7 RE
tanto pelo da farmi un mantello
LA RE
gli spifferi in gabbia non li reggo più
RE
Fammi crescere il pelo sul collo
LA
te ne prego Bambino Gesù
LA7 RE
voglio il manto più folto e più bello
LA RE
metà canarino e metà mammut.
________________________________________________________________________________________________

BALLATA DEI NUOVI APPESTATI
(Siamo fuori da tutto)
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 49 – Mozzo (BG), febbraio 1996
Dep. SIAE 12/09/2000, n° 002430432

RE MIm
Siamo fuori da tutto,
RE Mim
siamo fuori da tutto,
RE MIm
siamo fuori da tutto
RE MIm FA#
Scansatevi un pochino, levate quel bambino, dobbiamo passare
SIm SOL LA
coi nostri cenci infetti, orrendi come insetti
SIm RE
la peste la portiamo a pascolare.
RE MIm FA#
Bellissima ragazza, la senti questa puzza di pulci e di sorci
Sim SOL LA
è solo fastidiosa; no, non è contagiosa
SIm RE
comunque si consiglia di evitarci.
SOL LA RE
Noi siamo tutti i giovani sbagliati che non leggi sui giornali
SOL LA RE
Noi siamo gli appestati nuovi e esclusi anche dai centri sociali
Mim
dai sondaggi e dal folklore.
SOL LA RE
E poi c'è chi tra noi non è più giovane e chi non lo è mai stato
SOL LA RE
così non appartiene proprio a niente, non è giusto né sbagliato
Mim
non lo san classificare.
RE MIm
Siamo fuori da tutto
RE MIm
siamo fuori da tutto
RE MIm
siamo fuori da tutto.
RE MIm FA#
Andiamo al lazzaretto portati da un monatto, un comunista pentito
SIm SOL LA
che ci ha tutti truccati da giovani spensierati
SIm RE
per non turbare chi non ha capito.
RE
Noi non cantiamo in coro, ciascuno ha il suo pensiero
MIm FA#
il suo sogno personale
SIm SOL LA
Noi credevamo ancora che il venerdì sera
SIm RE
ognuno se lo vive come vuole.
SOL LA RE
Ed il monatto veste americano sorridendo a tempo pieno
SOL LA RE
pattuglie di gorilla e buttafuori ci costringono al cammino
Mim
e si cospargono di creme.
SOL LA RE
Il lugubre corteo però è allietato dalla voce di un dee-jey
SOL LA
che lancia mille anglofoni sproloqui
RE Mim
che capisce solo lui con la sua disco di regime.
RE MIm
Siamo fuori da tutto
RE MIm
siamo fuori da tutto
RE MIm
siamo fuori da tutto.
RE MIm FA#
Ma son corretto e aggiungo hanno provato a lungo a farci guarire
SIm SOL LA
con film pieni di effetti, di azione e di delitti
SIm RE
con tutta la canzone giovanile.
RE MIm FA#
Qualcuno si è redento qualcuno ha pure pianto qualcuno è sparito
SIm SOL LA
qualcuno è chiuso in casa qualcuno ci ha una scusa
SIm RE
qualcuno l'hanno ormai dimenticato.
SOL LA RE
Noialtri andiamo avanti controllati in quest'eterna processione
SOL LA RE
psicologi, sociologi, tuttologi hanno eluso la questione
Mim
da professionisti veri.
SOL LA RE
Minimizzando i medici hanno detto che il problema non sussiste
SOL LA RE
la peste è solo febbre mal curata ed il contagio non esiste
Mim FA# RE
e poi signori, siamo seri, mica esistono gli untori
RE MIm
Siamo fuori da tutto............
________________________________________________________________________________________________

L'UOMO SOPRAMMOBILE
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 50 - Bergamo-Genova, marzo 1996
Dep. SIAE 30/06/1996, n° 961730814

DO FA REm DO
FA
Aristarco Scartafaccio stava proprio tanto male
SOLm REm
infatti è morto dopo un mese di agonia

e mi ha detto: "Fino all'ultimo mi hanno trovato a dire
DO7 FA
consigliandomi qual'era il modo giusto di andarsene via!"
FA
Gli hanno fatto un gran casino intorno al letto
SOLm REm
tutti esperti e sventolanti provatissima esperienza

chi mostrava un patentino e chi l'iscrizione all'albo
DO7 FA
si racconta che è spirato mentre stava per smarrire la pazienza.
SIb
Ed era già
REm
vestito come gli hanno consigliato ma truccato per metà
SIb
ora chissà
REm
se ha scelto il giusto modo di proporsi con profitto all'aldilà
DO7
Come starà?

DO FA DO REm
Lai la la, parabaraba lai la lam
DO FA DO
Lai la la, paraba-ra…

FA
Perché c'è sempre chi non gli va bene
SOLm REm
sapessi a quanta gente, a troppa gente, non va bene;

io con un mascherone di biacca e di cerone
DO7 FA
facevo a tutti i costi del mio meglio per accontentarli un po'.
FA
E allora certi giorni ero gioviale
SOLm REm
in altri un po' impettito, quasi austero, notarile

però sbagliavo sempre momento e decisione
DO7 FA
a scegliere se scendere o restare sul piano del comò.
SIb
E sono già
REm
vestito da barbone pronto a farmi criticare a sazietà
SIb
ma non gli va
REm
mi cambio in fretta e furia, sono un dandy con la giacca di lillà
DO7
Come mi sta?

DO FA DO REm
Lai la la, parabaraba lai la lam
DO FA DO
Lai la la, paraba-ra…

FA
Mi cambian posizione quasi ogni settimana
SOLm REm
tra il carillon ed un gufo in porcellana

nemmeno nella foto la pace mia ho trovato
DO7 FA
del resto soprammobile, va detto, lo ero già da un po'
DO7 FA
lo ero già da un po’
DO7 FA
lo ero già da un po’.
________________________________________________________________________________________________

L'ASCENSORE
(testo e musica Alessandro Mancuso con riferimenti a Giorgio Caproni)

N° 51 – Mozzo (BG), marzo 1996
Dep. SIAE 30/06/1996, n° 961730815


RE
Quando andrò in paradiso non voglio che una campana lunga
MIm LA
sappia di tegola all'alba, d'acqua piovana.
RE
Quando sarò deciso per il paradiso col tempo ormai stretto
MIm LA
ci andrò con l'ascensore di Castelletto.

RE
Si salirà come fosse guardare le strofe cantate le notti buttate
FA#
gli amici spariti

di fanali e ringhiere di ardesia e di mare
SIm LA
tutti i miei belvedere sciupati
SOL
perché di cartoline non ne ho mai spedite
SIm
ho goduto da solo paesaggi e vedute

ma ti ho amata ogni sera più forte facendo il buffone
FA# SIm LA
per persone annoiate. Mi aspettavo di più.

da quel gran camminarti frugarti e salirti scoprirti di strade
FA#
di vicoli e chiese
SIm
come fossi tu sola ad averne tra tante città
LA
di qualsiasi paese
SOL
io quel giorno partivo e tu bella e distratta
SIm
eri come una donna che non lascia scelta

e rompendomi il cuore ridevi e dicevi: "Ciao, scrivimi
FA# Sim LA
qualche volta". Ho sperato di più.
RE
Quando andrò in paradiso non voglio che una campana lunga
MIm LA
sappia di tegola all'alba, d'acqua piovana.
RE
Quando sarò deciso per il paradiso col tempo ormai stretto
MIm LA RE
ci andrò con l'ascensore di Castelletto.
________________________________________________________________________________________________

GRATTATI TU
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 52 – Mozzo (BG), marzo 1996
Dep. SIAE 30/06/1996 n° 961730818

DO#m
Il mio amico Giovenale si è ferito sulle scale
LA
l'ha colpito un fortunale gli ha portato molto male
DO#m LAb7 DO#m
il volersi far far le carte alla tivù.
DO#m
Gli ha risposto una megera tal Leonilde di Marghera
LA
gli ha predetto sfiga nera gli è bruciata la cartiera
DO#m LAb7 DO#m
e non c'erano i pompieri di Viggiù.
DO#m
Afasia, afasia, Madonna mia
LA DO#m
"Pietà l'è morta!" E' morta pure la parola.
LA
la gente non ascolta, fa lo zapping, caccia in gola
DO#m LAb7 DO#m
con la scusa che si sente stanca e molto sola.
DO#m
Lui cercava zio Venanzio un vecchietto un poco stronzio
LA
che si era smarrito ad Anzio e dopo anni di silenzio
DO#m LAb7 DO#m
per trovarlo si è rivolto alla tivù.
DO#m
Dopo un mese l'han trovato in diretta l'ha abbracciato
LA
quello i soldi gli ha rubato con sua moglie poi è scappato
DO#m LAb7 DO#m
e questa volta forse non lo cerca più.
DO#m
Atrofia, atrofia, che malattia!
LA DO#m
"Pietà l'è morta!" Il sentimento sta benone
LA
ma dipende dalla scelta, questa o quella trasmissione
DO#m LAb7 DO#m
se non piangi nello schermo sei un coglione.
DO#m
Te lo dico in modo rude se hai qualcosa che ti prude
LA
specie poi se non si vede fosse l'inguine od un piede
DO#m LAb7 DO#m
grattati tu e non andare alla tivù.
DO#m
Hai un prurito incontrollabile? Hai una rogna da gibbone?
LA DO#m
Se ti sfreghi contro un mobile è una brutta situazione.

Ci spedisci il tuo curricolo per una nuova trasmissione
LA DO#m
se ti prude anche un ventricolo vinci fino ad un milione

Dieci esperti di grattaggio penseranno al tuo problema
LA DO#m
tira fuori il tuo coraggio il tuo prurito entrerà in scena!
DO#m
Grattati tu, grattati tu, grattati tu (3 volte)
LAb7 DO#m
Ti prego non andare alla tivù.
________________________________________________________________________________________________

NON RECIDERE FORBICE QUEL VOLTO
(testo Eugenio Montale musica Alessandro Mancuso)

N° 53 – Mozzo (BG), marzo 1996
Dep. SIAE 30/06/1996, n° 961730813


SOL DO
Non recidere, forbice, quel volto,
MI LAm
solo nella memoria che si sfolla,
REm DO
non far del grande suo viso in ascolto
MI LAm
la mia nebbia di sempre.
SOL DO
Un freddo cala... duro il colpo svetta.
MI LAm
E l'acacia ferita da sè scrolla
REm DO
il guscio di cicala nella prima
MI LAm
belletta di Novembre.
________________________________________________________________________________________________

LETTERA DALL'OSTERIA
(testo Camillo Sbarbaro musica Alessandro Mancuso)

N° 54 – Mozzo (BG), marzo 1996
Dep. SIAE 30/06/1996, n° 961730816

DO REm SOL7 DO
Lettera dall'osteria, lettera dall'osteria
DO REm SOL7 DO
lettera dall'osteri - i - ia.
DO REm DO
Amico so che Venere ti tiene ora in balìa. Felice te!
DO
Ti corre il sangue nelle vene più gagliardo

ti si chiude la gola a volte e sosta
REm DO
come per morte il battere del cuore.
REm
Ma se tempo verrà - nè venga mai -

che del fuoco la cenere sol resti
DO
e tu allora a cercar vieni l'amico.
REm
Lo troverai nella taverna che ha

ai vetri stinte tendinette rosse
DO REm
e scritto per insegna: AL GOTO GROSSO.
SOL
Io non ti chiederò di te, di lei.

Spingerò verso te colmo il bicchiere
REm DO
perché in silenzio con l'amico beva l'oblio.
DO REm SOL7 DO DO Rem SOL7 DO
Lettera dall'osteria, lettera dall'osteria… lettera dall'osteri - i - ia.
________________________________________________________________________________________________

SULLA SPIAGGIA DI CELLE UNA DOMENICA DI LUGLIO
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 55 – Bergamo, ottobre 1996
Dep. SIAE 12/09/2000, n° 002430434

(I giovani)
LA RE7+ LA RE7+
Siam venuti in cinque con l'Alfasud siam partiti al mattino
LA RE7+ LA RE7+
io Manuel e Cristian ed altri due che non so più chi sono
MI MI7 LA
sulla spiaggia di Celle una domenica di luglio
RE LA MI LA
dopo una notte da sballo.
LA RE7+ LA RE7+
Siamo sfrecciati correndo senza fermarci manco al casello
LA RE7+ LA RE7+
non cerchiamo posteggio e la lasciamo davanti a un cancello
MI MI7 LA
ci spingiamo, ridiamo e ci picchiamo in passeggiata
RE LA MI LA
la giornata è iniziata.
DO#m RE LA
Io con il costume tutto intero a canottiera giallo e nero
MI MI 7
ci ho la treccia fino al culo
DO#m RE LA
E poi sono ancora unto da ieri in palestra tu non c'eri.
DO#m RE LA
In acqua noi ci andiam con le scarpone imbottite sul tallone
MI MI7
che ci stanno proprio bene
DO#m RE LA MI LA MI LA MI LA MI
Ci schizziamo poi scaviamo fossi sollevando spruzzi e sassi.
LA RE7+ LA RE7+
Quando a mezzogiorno c'è pieno di gente prendiamo il pallone
LA RE7+ LA RE7+
poi cerchiamo rinforzi e giochiamo per ore sulla riva del mare
MI MI7 LA
pallonate alle vecchie e se ci riesce travolgiamo i bambini
RE LA MI LA
siamo giovani e sani.
LA RE7+ LA RE7+
Con un po' di fortuna ci capita anche di fare a schiaffoni
LA RE7+ LA RE7+
con il gruppo del ghetto o se non c'è di meglio con i bagnini
MI MI7 LA
tra noi comunichiamo solo coi messaggi sul telefonino
RE LA MI LA
senza capirci un belino..
DO#m RE LA
Noi che siamo il mondo di domani i più forti, i più creativi
MI MI7
siamo veri e siamo nuovi
DO#m RE LA
Così ci vogliono un po' tutti quanti frastornati e dirompenti.
DO#m RE LA
Siamo grandi, grossi e tatuati, coi capelli colorati
MI MI7
e anellini conficcati
DO#m RE LA MI LA MI LA MI LA MI
Viaggiamo tra cannoni e aperitivi; come siamo trasgressivi!
LA RE7+ LA RE7+
Sulla spiaggia di Celle una domenica di Luglio.
LA RE7+ LA RE7+
Sulla spiaggia di Celle una domenica di Luglio.
RE LA RE LA RE LA
non ci fermiamo mai, non ci chiediamo mai, non invecchiamo mai!
________________________________________________________________________________________________

SULLA SPIAGGIA DI CELLE UNA DOMENICA DI LUGLIO
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 55 – Bergamo, ottobre 1996
Dep. SIAE 12/09/2000, n° 002430434

(Gruppo di famiglia)
Lam MI
Sulla spiaggia di Celle una domenica di luglio
MI7 LAm
come tutte le estati ci riuniamo coi cugini di mia moglie
Rem LAm
e finalmente vediamo tutta quanta tutta quanta la famiglia
MI MI7 LAm
riunita all'ombrellone, all'ombra dell'ombrellone.
Lam MI
Siamo venuti a prender posto alle sette di mattina
MI7 LAm
Si capisce se solo di noialtri siamo quasi una dozzina
Rem LAm
poi c'è il nonno con la nonna e anche gli zii di Caterina
MI MI7 LAm
quest'anno non c'è Augusto, povero Augusto che ci ha l'angina.
DO REm
La nonna con il suo vestito nero sotto il sole
DO
verso le dieci si comincia quasi sempre a sentir male
FA DO
Mia nuora è preoccupata per la salute della figlia
SOL7 DO
si capisce, perché è magra: l'unica magra della famiglia.
SOL LAm
Sulla spiaggia tutta la famiglia
SOL LAm
ogni estate è bello sempre più

Ah, una bella giornata tutti insieme, finalmente. Abbiamo preso posto nell'unico tratto di spiaggia libera che è quello vicino alla foce del fiume: località: Lo Scarico...! Così nel mare facciamo il bagno ed esploriamo i fondali e nell'acqua... dolce del fiume... laviamo. Laviamo tutto: frutta, stoviglie, panni, mutandoni, denti, culi di bambini ecc. ecc. I bambini! Quanti ce ne sono non lo sappiamo neppure noi. Siamo tutti insieme, ci muoviamo in branco; abbiamo enormi ombrelloni, quelli capienti e resistenti degli anni Sessanta, i tavolini da campeggio, sedili di ogni foggia, frighi portatili di tutte le dimensione (per le vettovaglie) fornelli a spirito e una specie di cucina da campo che un parente, non ricordo più chi, ha costruito tutto da solo - è molto bravo - in vetroresina. Funziona a "vetril". Ne abbiamo venduto un esemplare ad un gruppo di albanesi.

Lam MI
Il pupo di Luigi ha vomitato nella carrozzina
MI7 Lam
il grande ha masticato e poi ingoiato una formina
Rem Lam
Mia suocera mi chiama gridando tutta la mattina
MI MI7 Lam
ha perso la calza elastica, l'avrà presa la bambina.
Lam MI
Ernesto che è stato operato mostra il taglio della pancia
MI7 Lam
e fa contare i punti a tutti quanti, se ne vanta

Rem Lam
poi con passo pesante si butta nell'acqua e intanto canta
MI MI7 Lam
riemerge con un riccio, poi lo apre e se lo mangia
DO REm
Il nonno sta dormendo con la faccia affondata nel cappello
DO
ha la giacca a quadretti, il panciotto, le scarpe e l'ombrello
FA DO
Mia nuora butta a forza nella bocca di sua figlia
SOL7 DO
quattro olive, un grappolo d'uva e una pasta con la vaniglia.
SOL LAm
Sulla spiaggia tutta la famiglia
SOL LAm
ogni estate è bello sempre più.

Mia nuora ha ragione. Fa bene a preoccuparsi. La figlia non mangia; è lì che sembra un chiodo. E' una cosa pericolosa; la sua parrucchiera le ha detto che c'è il rischio che le venga... le venga quella cosa là che adesso va di moda... come si chiama... ah, l'ano ressico, sì, le può venire l'ano ressico, se non mangia. Non so bene che malattia sia ma un mio collega mi ha spiegato che forse viene il culo magro magro e tutto a strisce, verdi. Allora mia nuora le misura sempre la circonferenza dei fianchi e, se si accorge che non cresce almeno di un centimetro al mese la sveglia alle tre di notte per la cura: un piatto di gnocchi, tutte le notti. E' nell'età della crescita, dello sviluppo, e non sta bene che non si sviluppi, soprattutto il culo. Che poi porta anche fortuna.

Lam MI
Il momento più bello è quando montiamo il tavolino
MI7 Lam
che va dalla battigia al ripostiglio del bagnino
Rem Lam
quaranta gli sgabelli dal più alto al più piccolino
MI MI7 Lam
più la nonna che ha la poltrona e il seggiolone per il bambino.
Lam MI
Dalle borse del ghiaccio le donne hanno già tirato fuori
MI7 Lam
gli antipasti con le melanzane e i pomidori
Rem Lam
la parmigiana, i peperoni e le lasagne al forno di vant'ieri.
MI MI7 Lam
Se mangiamo sotto il sole diventiamo belli neri
DO Rem
Il nonno sdraiato ci fa cenno, come dire: "voi mangiate"
DO
per ora non ha fame, si capisce, sarà l'aria dell'estate
FA DO
Mia nuora ha legato con la corda le mani della figlia
SOL7 DO
la nutre con l'imbuto e poi dice: "Non mi assomiglia"
SOL Lam
Sulla spiaggia tutta la famiglia
SOL Lam
ogni estate è bello sempre più.

Abbiamo portato anche i nonni, poverini. Non volevano venire. Ci hanno supplicato di lasciarli a casa. La nonna gridava:
"Ma andate voi che siete giovani, vi dovete divertire, noi finiremmo solo per darvi fastidio!"
Che angelo la nonna. Modesta. Il nonno, per scherzare, si era nascosto sotto al letto. E noi tutti a dirgli:
"Nonno, è una bella giornata, fa caldo, cosa stai a fare in casa, vieni a prendere un po' di sole anche te!"
Sono gente di campagna, gente all'antica, semplici, non vogliono dare disturbo. Anche la nonna è una macchietta. Ad un certo punto ha spalancato la finestra e diceva:
"Mi butto, piuttosto mi butto!"
Che forte. Mio cognato l'ha legata, per giocare, l'ha presa di peso come un vitello e l'abbiamo trascinata giù in macchina.
"Vieni, nonna, vieni che ti diverti! Vieni, non fare scherzi!"
Mentre montavamo in macchina il nonno ha cercato di rubare la bicicletta ad uno che passava, per poi fuggire. Lo abbiamo tramortito con il fucile da sub di Ernesto. Reso finalmente docile è stato issato sul portapacchi della mia 131 Mirafiori e ben legato con le cinghie elastiche.
"Così prendi un po' d'aria, che sei sempre chiuso in casa. Ci piange il cuore, a pensarci".

Lam MI
Dopo un'ora c'è chi prepara il fuoco per la grigliata
MI7 Lam
il sole è allo zenit e la nonna più volte è stramazzata
Rem Lam
Ernesto ha sottratto dagli scogli cozze, vongole e un'orata
MI MI7 Lam
dice ch'era mezza morta; cosa importa? L'ha già mangiata
Lam MI
E poi i secondi, il ripieno, il purè con il tacchino
MI7 Lam
ma pure l'insalata di cetrioli, di cipolle e lo zucchino
Rem Lam
per la spiaggia si capisce ci vuole un mangiare leggero
MI MI7 Lam
e col pesce, è risaputo, è indicato il vino nero
DO REm
Il nonno ci ha detto qualcosa e ha ripreso a dormire
DO
così, sotto il sole, vestito, sai come gli fa bene
FA DO
sta riverso bocconi e di mangiare si vede non ha voglia
SOL7 DO
oppure forse teme l'ulcera; vecchio male della famiglia.
SOL LAm
Sulla spiaggia tutta la famiglia
SOL LAm
ogni estate è bello sempre più.
Lam MI
Il nostro spuntino balneare procede a meraviglia
MI7 Lam
e solo un po' prima delle quattro si toglie la tovaglia
Rem Lam
mio cognato si sente imbarazzato di stomaco e sbadiglia
MI MI7 Lam
mentre Ernesto succhia ancora un po' la lisca della sua triglia.
Lam MI
Il pupo di Luigi ha smerdato l'ultimo pannolone
MI7 Lam
mia nuora offre il suo tiramisu col mascarpone
Rem Lam
qualcuno preferisce la torta con i frutti di stagione
MI MI7 Lam
e qualcuno, chissà perché, corre a nascondersi dietro un barcone.
DO Rem
La nonna ci supplica qualcosa nel suo dialetto
DO
non è che si capisca molto bene perché lo parla stretto
FA DO
Mia nuora le chiede se per caso vuole una pastasfoglia
SOL7 DO
ma la nonna ha un mancamento e succede un parapiglia
SOL Lam
Sulla spiaggia tutta la famiglia
SOL Lam
ogni estate è bello sempre più.
Lam MI
Quaranta son le nostre tazzine di porcellana slava
MI7 Lam
per prendere il caffè come si addice a ogni famiglia brava
Rem Lam
Ernesto sta russando nella sabbia e perde anche un po' di bava
MI MI7 Lam
è strano che salti la grappa, eppure ha detto che la voleva.
Lam MI
Noialtri ci buttiamo chiassosi e festanti nel mare
MI7 Lam
così con la pancia riempita si comincia a ragionare
Rem Lam
mio cognato dalla boa ci chiama, ci sfotte, ci sfida
MI MI7 Lam
poi scompare e la corrente se lo porta alla deriva
DO REm
La nonna è rimasta tramortita con lo sguardo verso il cielo
DO
il pupo si rifugia nel bar e vi chiede asilo
FA DO
c'è chi rantola, chi soffia, chi russa e chi più non si sveglia
SOL7 DO
solo mia nuora rimane in piedi e sta gridando contro la figlia.
SOL Lam
Sulla spiaggia tutta la famiglia
SOL Lam
ogni estate è bello sempre più.

Viene sera. La nostra bella giornata è ormai finita. Chiamiamo il nonno che dorme sempre ma lo chiamiamo inutilmente. Ora ci ha proprio preso gusto e se la gode stravaccato nella sabbia.
"Nonno, hai visto che ci stai bene? E pensare che non volevi venire!"
Lo lasciamo lì, è giusto che rimanga ancora un po'. Tanto anche la nonna sta passeggiando. Passeggia sull'acqua. E' già al largo. Strano, lei non vuole mai fare il bagno. Non ha neanche il costume. Passeggia... ed è avvolta in una luce azzurrina. Che belli i tramonti sul mare, tutto diventa come irreale. Persino la nonna, che è sempre di poche parole, ora parla con tutti, parla ai gabbiani, alle nuvole, canta canzoni di pace, i pesci la seguono e lei si allontana, si allontana verso il cielo e ci manda tutti a fare in culo.

Lam MI
Mia nuora anche se è molto tardi corre ancora lungo il mare
MI7 Lam
ma adesso è la figlia che gridando la insegue per giocare
Rem Lam
la insegue brandendo un trinciapolli, una mazza e un tagliere
MI MI7 Lam
credo che si sia decisa e finalmente vuol mangiare.
Lam MI
Ernesto sta cercando di dirmi qualcosa sul colera
MI7 Lam
gli dico di piantarla e di bersi un buon bicchiere di barbera
Rem Lam
si rotola sui sassi con l'agilità di una pantera
MI MI7 Lam
non si è nemmeno accorto che si sta facendo sera.
DO Rem
Infine torniamo alla macchina ad uno ad uno
DO
e non c'è da stupirsi se in fondo manca sempre qualcuno
FA DO
del resto l'estate è bizzarra e mi sembra normale
SOL7 DO
che rispettiamo attentamente la selezione naturale.
SOL Lam
Sulla spiaggia tutta la famiglia
SOL Lam
ogni estate è bello sempre più.
SOL Lam
La prossima volta porteremo
SOL Lam
anche i cuginetti di Cantù.
SOL Lam
Ne scriverò ancora di cretine
SOL Lam
quanto questa credo no, mai più.
________________________________________________________________________________________________

SE TI AVESSI INCONTRATA
(Fuori tempo, il sogno di una vita)
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 57 – Bergamo, novembre 1996
Revisionata ottobre 2006

LA DO#m
Quanto è strana e quanto è storta a volte la vita
LA SOL
non vivremo abbastanza per dire di averla capita
LA DO#m
Se ti avessi incontrata a vent'anni
SOL LA
magari era un giorno che avevo da fare
LA DO#m
a diciotto ero troppo distratto
SOL LA
a quattordici dovevo sempre partire
LA DO#m
Se ti avessi incontrata alle poste ci avevo un po' fretta
LA SOL
ma alle poste si sa che uno pensa solo alla bolletta.
LA DO#m
Se ti avessi incontrata in vacanza
SOL LA
scommetto era quando avevo mal di denti
DO#m
e sull'autobus credo eri sempre
SOL LA SOL
su quello di dietro o su quello davanti
LA SOL LA SOL LA SOL FA#m
Ed invece, ed invece, ed invece ti scopro stasera seduta al caffè
LA SOL
insieme ad uno che insomma, non faccio per dire,
FA#m SOL
ma non è degno di te.
LA DO#m
Ah! Fuori tempo
LA DO#m
Come un pendolo che segna le ore tutte in una volta
SOL FA#m
Ah! Mi lamento
SOL LA
una scimmia del circo che è in sciopero e quindi non salta.
LA DO#m
Quanto è buffa, maligna e contorta a volte la vita
LA SOL
quando stai per sfilarle il vestito s'è già addormentata.
LA DO#m
Se ti avessi incontrata a una veglia
SOL LA
son certo avrei avuto una botta di sonno
LA DO#m
e siccome ho sbagliato il cenone
SOL LA
non ho mai brindato con te al capodanno.
LA DO#m
Se tu fossi arrivata in ritardo io c'ero un po' prima
LA SOL
me ne andavo che stavi arrivando; ci vuole fortuna

LA DO#m
Se ti avessi incontrata alle nozze
SOL LA
di due di cui non mi fregava un bel niente
LA DO#m
avrei avuto piantato davanti
SOL LA SOL
per tutto il tempo un lontano parente.
LA SOL LA SOL LA SOL FA#m
Ed invece, ed invece, ed invece ti scopro stasera seduta al caffè
LA SOL
insieme ad uno che, insomma, non faccio per dire,
FA#m SOL
ma non è degno di te.
LA DO#m
Ah! Fuori tempo
LA DO#m
come quando scappato il maiale si chiude il porcile
SOL FA#m
Ah! Mi sgomento
SOL LA
il maiale ha scordato le chiavi e non riesce a rientrare.
LA DO#m
Se ti avessi incontrata alla fiera dell'artigianato
LA SOL
tu saresti stata una sedia; io un gufo impagliato.
LA DO#m
Se ti avessi incontrata appena morto
SOL LA
non sarei riuscito neppure a notarti
LA DO#m
in mezzo a tutto il casino dei fiori
SOL LA
e col solito parente piantato davanti.
LA DO#m
Se ti avessi incontrata in un sogno tu eri Borghezio
LA SOL
lo sogno sempre se mangio pesante è una specie di vizio
LA DO#m
Se ti avessi incontrata in un sogno tu eri Violante
LA SOL
lo sogno sempre che è di sinistra… mangio molto pesante
LA DO#m
Se ti avessi incontrata in un sogno tu eri Cicchitto
LA SOL
lo sogno sempre che insegue gli indiani e mi torna su il fritto
SOL LA SOL LA
Ed invece... Ed invece...


Torna ai contenuti | Torna al menu