2002 - ALESSANDRO MANCUSO, le canzoni, i racconti, il teatro

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2002

Le canzoni > Testi e accordi delle canzoni divise per anno di composizione

Canzoni 2002
LE CANZONI > TUTTI I TESTI DELLE CANZONI CON ACCORDI divise per anno di composizione
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“A” COME AZIENDA
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 74 – Bergamo, febbraio 2002
Dep. SIAE 7/11/2003, n° 032930817

LA SOL
Progetto, obiettivi, staff… servizi. Equipe (freccetta), valutare tempi e spazi.
FA MI FA MI LA
Sintesi a caratteri cubitali, acrostico e altri segni convenzionali.
LA SOL
Budget, formazione, ricerca… utenti. C.D.A. (freccetta), dentro quattro tondini gli enti.
FA MI FA MI LA
Sintesi e dogmatica virtuale. Tecnico schematismo ipertestuale
RE
Il disegnino stampato al computer di una faccia da scemo che ride;
LA RE
e poi frecce, caselle, parole (ma poche) centralmente significative.
SOL RE LA RE SOL LA
E allora “A” come azienda, “A” come azienda, “A” come azienda
LA SOL
Meeting, bandierine, entusiasmo grasso. Slogan (freccette) tipo: “monitorare spesso!”
FA MI FA MI LA
Lessico svincolato dai connettivi. Semplice: più imbecilli e più produttivi
RE
Strategia dell’errore, feed-back! Efficienza nel trend di gestione!
LA RE
Butta un ghigno da rospo il manager; ha testato col suo gran testone.
SOL RE LA RE SOL LA
E quindi “A” come azienda “A” come azienda “A” come azienda
RE SOL RE
Il condominio è un’azienda! La mia scarpa è un’azienda!
LA RE
Anche mia zia è un’azienda! È una cosa stupenda.
SOL RE
Un mio amico era rasta poi gli han detto che basta
LA RE
ha abbassato la cresta; è “sostituto d’imposta”.
SOL RE
Questa pianta è un’azienda! Quella suora è un’azienda!
LA (stop) RE
La tua chiappa un’azienda… Infatti è perfetta e rotonda.
SOL RE LA RE SOL LA
“A” come azienda, “A” come azienda, “A” come azienda.
FA SOL LA
Fate fate fate la nanna coscine di pollo
FA SOL LA
che se state buone la mamma vi porta al gran ballo.
SOL RE LA RE SOL LA
E dunque “A” come azienda “A” come azienda “A” come azienda
RE SOL RE
Il tuo pensiero è un’azienda! Il mio bruciore è un’azienda!
LA RE
Il nostro amore è un’azienda! È una cosa stupenda.
SOL RE
Al dottore io scrivo, mi fa il suo preventivo
LA RE
poi mi dice: “Sei vivo” e ci ha il bilancio in attivo.
SOL RE
Se la testa ti pesa non c’è rischio d’impresa
LA (stop) RE
il consuntivo di spesa… Ha già previsto ogni cosa.
SOL RE LA RE SOL LA
“A” come azienda, “A” come azienda, “A” come azienda.
FA SOL LA
Fate fate fate la nanna coscine di pollo
FA SOL LA
che se state buone la mamma, prepara il contorno.
FA SOL LA
Fate fate fate la nanna coscine di pollo
FA SOL LA
che se state buone la mamma… vi mette nel forno.
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LURIENZO (INSEGNAVA A GUARDARE)
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 75 – Bergamo, marzo 2002
Dep. SIAE 7/11/2003, n° 032930813

Rem DO
Lurienzo che passava in certi giorni sulla strada
SOL REm
Ad ore grossomodo sempre uguali
LAb
Come un’ombra in salita, contento
SOL
Cantava delle storie sui muri.
Rem DO
E se rallentavamo qualche volta il suo cammino
SOL REm
Per sentirlo parlare di fiori
LAb
Era un’ombra di vita, d’incanto
SOL
Persa dietro grandi occhiali.
DOm
Diceva che la neve sì
SOL
La neve sì che gli piaceva
DOm
Come i germani dentro il fiume
REm
Odiava polvere e rumore.
SOL
E nella festa del paese non lo vedevi in giro mai.
Rem DO
Il ghiaccio dell’asfalto stava dentro il suo sorriso
SOL REm
Che l’estate era assenza di suoni
LAb
Lui in pantaloni di velluto, pesanti
SOL
A guardarlo ridevamo da scemi.
DOm
Diceva che le pietre sì
SOL
Che gli sapevano parlare
DOm
E che a star su nella collina
REm
Vedeva i tetti disegnare.
SOL
Che ci son cose nel paese! Ci sono cose che non sai!
DO REm
Di anni ne poteva avere venti o anche settanta, era lo stesso per noi.
DO REm
Corriamo sulla strada c’è Lurienzo che racconta, più fesso che mai
SOL7
Ma ci ha insegnato a guardare
DO REm
Quel tanto di mondo che muove il suo passo lontano da noi
DO REm
Quegli angoli stretti e le facce di gesso che non capirai
SOL7 DOm
Lui ci ha insegnato a provare come non perderci mai.
Rem DO
Suo padre è poi volato chi lo sa da quale piano
SOL REm
Che noi già si correva per gli uffici
LAb
E Lurienzo sparito, probabilmente rinchiuso
SOL
Restava nei discorsi tra amici.
DOm
Diceva che la gente sì
SOL
La gente sì che gli piaceva
DOm
Ma preferiva un po’ i cinghiali
REm
E più di tutto ancora i fiori.
SOL
Gli hanno tolto anche il paese come l’hanno tolto a noi.
DO REm
Di anni ne poteva avere venti o anche settanta, era lo stesso, per noi.
DO REm
Corriamo sulla strada c’è Lurienzo che racconta, più fesso che mai.
SOL7
Lui che sapeva guardare.
DO REm
Non so poi in quale modo ha smarrito la sua impronta o si è smarrito lui.
DO REm
Non so se ha poi capito, se ancora adesso canta o è perso più di noi
SOL7
Lui che sapeva guardare
REm SOL7
Lui che poteva sognare
REm SOL7
Lui che insegnava a impazzire
DOm
E a non perdersi mai.
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UN BEL BAMBINO ANDATO A MALE
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 76 – Bergamo, luglio 2002
Dep. SIAE 7/11/2003, n° 032930823

FA
Con la sua polo di colore acceso
Coi pantaloni credo i più intonati DO7
Ha quarant’anni e li dimostra tutti tranne nei vestiti.
FA
Ma cosa dico pure negli sguardi
Non c’è maturità non c’è rigore DO7
Ha quarant’anni e sembra un bel bambino andato a male.


FA
Ha pure un figlio e non sa cosa dirgli
Non sa nemmeno alzargli un po’ la voce DO7
Al piccolo non sembra neanche vero di metterlo in croce.
FA
Lui che pensare non ha mai voluto
È roba da noiosi sovversivi DO7
Ha quarant’anni e sogna solo il bar degli aperitivi.

DO7 FA REm
E’ stato sempre, bottoni da schiacciare
DO7 FA
Prima il telecomando poi mille tastiere
DO7 FA REm
Sa dialogare solo coi messaggini
DO7
E se li trova già pronti. Ma quanto siamo…


FA
Sua moglie in giro con il fuoristrada
Che per salirci usa l’ascensore DO7
Non sa portarlo neanche lei ma a lui non glielo fa guidare.
FA
E in fondo se non era per suo padre
Col cazzo che adesso giocava in borsa DO7
Non ci ha nemmeno quella cattiveria ma rimane in corsa.


FA
Gli amici li ha perduti tutti quanti
Eppure sono tutti come lui DO7
Non sa darsi una ragione e comunque non ci pensa mai.
FA
Segue le mode e si depila tutto
Si tiene in forma con il ventre piatto DO7
E finché dura va in vacanza e compra, spende come un matto.

DO7 FA REm
E non ha mai avuto niente da dire
DO7 FA
Né da ridire, oppure desiderare.
DO7 FA REm
Sembra immortale, non fa mai niente che stoni
DO7
Tutto pulito. Siam proprio senza…


FA
Io preferisco quelli di una volta
Che a quarant’anni già sembravan vecchi DO7
E ancora adesso leggi un po’ di vita in fondo ai loro occhi.
FA
I padri assenti, i padri un po’ bevuti,
col sangue caldo e con la testa rotta DO7
Che qualche cosa l’hanno detta e almeno una cazzata fatta.
DO7 FA
Che qualche cosa l’hanno detta e almeno una cazzata fatta.
DO7 FA
Che qualche cosa l’hanno detta e almeno una cazzata fatta.
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MA PENSA AI COETANEI TUOI
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 77 – Bergamo, luglio 2002
Dep. SIAE 7/11/2003, n° 032930824

DO FA
Quando han tirato fuori “Il grande fratello” mi vergognavo soltanto all’idea
DO SOL
ed una stretta mi ha scosso i precordi.
DO FA
Mi consolava pensare che in fondo l’angoscia non era solo la mia,
SOL
chissà di quanti altri. E invece
FA SOL
Chi mi ha detto ch’era una trovata molto interessante e anche intrigante, indovinate chi?
FA DO SOL DO
Chi mi ha detto ch’era finalmente una proposta convincente ed una bella novità? Uno della mia età.
DO FA
Quando ho visto che i telegiornali sei mesi prima del G8 di Genova
DO SOL
davano già il cataclisma per certo,
DO FA
ho avuto come la netta impressione che apparecchiassero ad arte la tavola
SOL
per poi papparsi il morto. Sapete
FA SOL
chi mi ha detto ch’era solo disinteressata e buona informazione, indovinate chi?
FA DO SOL DO
Chi mi ha detto che non ci vedeva proprio alcun secondo fine e che la stampa non ne ha? Uno della mia età.
DO FA SOL FA LAm DO
Ma pensa ai coetanei tuoi A ognuno il suo dolore.
DO FA SOL
Ma pensa ai coetanei tuoi,
LAm
non sai quanto ti conviene di esser nato prima o dopo, che sei stato fortunato forse un giorno capirai.
DO FA SOL DO
Ma pensa ai coetanei tuoi che ti fa bene.
DO FA
Quando si parla, per dire, di cinema, ed io lamento la colonizzazione
DO SOL
dello strapotere statunitense
DO FA
che ha svuotato di gusto e poesia qualunque arte, qualunque espressione
SOL
in modo aberrante, pensate
FA SOL
chi mi ha detto che la colpa è la mancanza delle idee degli italiani indovinate chi?
FA DO SOL DO
Chi mi ha detto che non c’è controllo delle multinazionali sulla nostra civiltà? Uno della mia età.
DO FA
Quando mi arrabbio sul trend e sul gossip, e sul porcile, sul gran baraccone
DO SOL
dei principi e delle sfilate di moda,
DO FA
dei quotidiani e vergognosi insulti che riceviamo dalla televisione
SOL
che è ormai l’unica strada, sapete
FA SOL
chi mi ha detto che tutto sommato è cosa divertente ed elegante indovinate chi?
FA DO
Chi mi ha detto che son storie belle che rallegrano la gente che di sogni non ne ha?
SOL DO
Uno della mia età.

DO FA SOL FA LAm DO
Ma pensa ai coetanei tuoi, a ognuno il suo dolore.
DO FA SOL
Ma pensa ai coetanei tuoi,
LAm
non sai quanto ti conviene di esser nato prima o dopo, che sei stato fortunato forse un giorno capirai.
DO FA SOL DO
Ma pensa ai coetanei tuoi, che ti fa bene.

DO FA
Per una volta che nella mia vita mi è capitato di stare col Papa
DO SOL
nel dire di no ad un conflitto inventato
DO FA
pensavo che tutti avessero scorto sulla torretta del carro armato
SOL
il demonio-mercato; e invece
FA SOL
chi mi ha detto che non c’entra proprio niente l’interesse occidentale, indovinate chi?
FA DO SOL DO
Chi mi ha detto che si spara sulla gente per difenderla e portarle grande libertà? Uno della mia età.

DO FA SOL FA LAm DO
Ma pensa ai coetanei tuoi, a ognuno il suo dolore.
DO FA SOL
Ma pensa ai coetanei tuoi,
LAm
non sai quanto ti conviene di esser nato prima o dopo, che sei stato fortunato forse un giorno capirai.
DO FA SOL DO
Ma pensa ai coetanei tuoi, che ti fa bene.

E’ tutto bellissimo! Perché siamo giovani. Eravamo giovani molto prima e saremo giovani sempre. Siamo nati giovani, noi. E moriremo gio… no, cioè…ma lasciamo perdere le cose tristi. Non facciamo discorsi seri. E’ tutto bellissimo! Perché siamo più giovani dei giovani. I vecchi sono quelli che volevano cambiare il mondo (idioti!)… e noi, che siamo giovani, il mondo lo lasciamo così com’è. Anzi, se ci impegniamo ancora un po’ riusciamo a peggiorarlo definitivamente. Manca poco. E’ tutto bellissimo! Perché siamo giovani!


DO FA SOL FA LAm DO
Ma pensa ai coetanei tuoi, a ognuno il suo dolore.

E’ tutto bellissimo! Perché siamo giovani. Siamo più giovani dei nostri figli. Ma come, abbiamo dei figli? Vabbé, conosco un posto che si va in vacanza e si lasciano i figli a un animatore che te li tiene per tutta la durata della vacanza. Così noi possiamo essere giovani!


DO FA SOL FA LAm DO
Ma pensa ai coetanei tuoi, a ognuno il suo dolore.

E’ tutto bellissimo! Perché siamo giovani. E quando lavoriamo, lavoriamo e basta, non pensiamo ad altro. Non siamo mica lavativi, noi. E se ci tolgono il lavoro? Meglio. Se lo fanno, lo fanno per il nostro bene, per non farci stancare troppo. E se non ce lo tolgono proprio ma ce lo frazionano, come dire, lo rendono flessibile? Meglio ancora. Se lo fanno, lo fanno per non farci annoiare. E poi chi dovrebbe fare una cosa simile? Il mondo è nelle nostre mani, il mondo è dei giovani. E’ tutto bellissimo! Perché siamo giovani.


DO FA SOL FA LAm DO
Ma pensa ai coetanei tuoi, aognuno il suo dolore.
DO FA SOL DO
Ma pensa ai coetanei tuoi, che ti fa bene.
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STATUSSIMBOL
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 78 – Bergamo, luglio 2002
Dep. SIAE 7/11/2003, n° 032930822

RE SOL RE
Oh, lo statussimbol sì che ce l’ho
SOL FA#m SIm
di statussimbol quanti ce n’ho, di tutti un po’.
RE SOL RE
L’autoradio sotto braccio molto tempo fa
LA
il borsello no, ce l’aveva il mio papà
RE SOL RE
e il telefonino quando ancora distingueva, prima grosso grosso grosso
LA
poi piccino, più piccino
RE SOL
che una volta m’è finito nel colletto e me lo son sentito addosso
RE LA
lo cercavo e lui scendeva giù giù giù nello slippino
RE SOL
m’è toccato di spogliarmi, meno male ch’ero solo me lo son trovato in…
RE SOL RE
Oh, lo statussimbol sì che ce l’ho
SOL FA#m SIm
di statussimbol quanti ce n’ho, di tutti un po’.
RE SOL RE
La parabola bene in vista sul balcone
LA
grande l’orologio, una sorta di padellone
RE SOL RE
e le macchine van cambiate due volte al mese, prima basse e a muso corto
LA
dopo alte e furgonate
RE SOL
Lunghe, piatte, un po’ squadrate sul modello carro da morto
RE LA
mezzi anfibi o con le ruote cingolate
RE SOL
ora è tempo del monovolume finalmente come le aperture della mia men…
RE SOL RE
Oh, lo statussimbol sì che ce l’ho
SOL FA#m SIm
di statussimbol quanti ce n’ho, di tutti un po’.
RE SOL RE
La mia casa poi è una specie di cattedrale
LA
Dieci stanze tutte vuote, tre livelli in verticale
RE SOL RE
Dopo anni non la conosco ancora tutta, non ho visto la mansarda
LA
Quattro bagni ed un solaio
RE SOL
Cosa importa noi si vive giorno e notte giù in taverna
RE LA
Un locale tra la cripta ed il pollaio
RE SOL
Stiamo bene sottoterra con il suono che rimbomba

come salme pronte per la tom…
RE SOL RE
Oh, lo statussimbol sì che ce l’ho
SOL FA#m SIm
ma sotto il simbol io non lo so che cosa ci ho.
RE SOL RE
Sì, c’è solo il simbol ed eccolo qui
SOL FA#m SIm
io non ci sono già più da quel dì: meglio così.
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UN UOMO CHIUSO
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 79 – Bergamo, luglio/agosto 2002
Dep. SIAE 7/11/2003, n° 032930814

Lam Rem LAm
Un uomo chiuso nel suo piccolo angolo
MI MI7 LAm
fatto di codici e numeri
Lam Rem LAm
impone e segue delle regole ottime
MI MI7 LAm
per tutti quelli come lui.
SOL LAm
E vive dentro gli schermi
SOL LAm
ride e respira consumi
Rem LAm
non sa guardare più fuori
MI MI7 LAm
non tiene più il passo del cuore che ha.
Lam Rem LAm
Eppure da bambini si era noi, ricorderai
MI MI7 LAm
anche capaci di correre
Lam Rem LAm
ed incazzarci e poi discutere vivere
MI MI7 LAm
e non lo abbiamo fatto più.
SOL LAm
Vorrei cercarti e sapere
SOL LAm
se non ti sembra un po’ assurdo
Rem LAm
o invece ti credi furbo
MI MI7 LAm
in un mondo che ha proprio la tua aridità.
Lam Rem LAm
Eppure da bambini si era noi ricorderai
MI MI7 LAm
capaci di stare insieme
Lam Rem LAm
e accarezzare un sogno unico splendido
MI MI7 LAm
per vivere la nostra età.
SOL LAm
Vorrei cercarti e sapere
SOL LAm
se anche tu ti fai schifo
Rem LAm
o se hai venduto il tuo gioco
MI MI7 LAm
e non parli a nessuno del male che fa.
SOL LAm
Ma non so dove trovarti
SOL LAm
siam tutti chiusi tra muri
Rem LAm
e ci scriviamo gli auguri
MI MI7 LAm
per un nuovo Natale di felicità.

Abbiamo conservato solo le convenzioni e le forme. Le cose che a 15 anni almeno qualcuno di noi parlava di abbattere. Poi il lavoro, le mogli, i mariti, i figli… sono diventati tutti alibi per non avere più relazioni umane autentiche. Anche per vedere gli amici fraterni di un tempo occorrono inviti formali e occasioni ufficiali. E allora, con chi la condividi un’emozione? Quando ti innamori, quando ti nasce un figlio, quando stai male? Dov’è l’amico con cui un giorno poter raccontare il percorso fatto insieme?


Lam Rem LAm
Un uomo chiuso nel suo piccolo angolo
MI MI7 LAm
fatto di codici e numeri.
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IL MIO VESTITO
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 80 – Bergamo, settembre 2002

Do
Oh, com’è bello il mio vestito
Sol7
Ed il mio amore se n’è già invaghito

Son lieta se lo metto
Do
Perché alle amiche posso far dispetto
Do7
E’ molto originale
Fa
Con quei disegni grandi e naturali
Do
Ci son rane e lumachelle
SOL7 Do
Se tu le vedessi come sono belle
FA Do
Ci son fiori di mughetto
SOL7 Do
Quando me lo metto te lo mostrerò.

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