2003 SPOT GENERATION - ALESSANDRO MANCUSO, le canzoni, i racconti, il teatro

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2003 SPOT GENERATION

Il teatro > Gli spettacoli

Lo spettacolo nuovo, scaturito dall'embrione di "MA PENSA AI COETANEI TUOI" è già scritto (e pronto per la pubblicazione in un libretto che ne contiene l'intero testo e che esce, sempre a tiratura limitata, nel 2003 per la Golden Press) quando Mancuso entra casualmente in contatto con il fonico tuttofare e bassista Dario Filippi, titolare di uno studio di sale prova, il Cavò di Azzano San Paolo. Dario Filippi, contattato solo per semplici registrazioni da proporre su base, dopo alcune perplessità inziali si appassiona al progetto e decide di intervenire come produttore musicale e di suonare in prima persona durante le eventuali serate. Reperisce un certo numero di musicisti orbitanti presso le sue sale prova, a cui si aggiungono Adolfo e Michele Lombardi, rispettivamente zio e nipote, due anime musicali cremasche di grande intensità emotiva e di buona preparazione tecnica. Ne nasce un gruppo che, pur tra molte difficoltà legate agli impegni di ciascuno, porterà in scena lo spettacolo in un certo numero di rappresentazioni. È la prima volta che Mancuso si esibisce con un intero gruppo di musicisti alle spalle e, limate le incertezze iniziali, il risultato è dei più lusinghieri. Peccato che nel giro di neanche due anni il gruppo si disperda, sempre per i diversi impegni e perché manca un'organizzazione nel reperimento e nella promozione del prodotto. Proprio quando lo spettacolo raggiunge, in fretta a dire il vero, la forma definitiva e godibile, l'entusiasmo si spegne, anche a causa del fatto che Mancuso è stato bocciato per la seconda volta consecutiva alle selezioni per il "Festival" intitolato a Giorgio Gaber, recentemente scomparso. Poteva essere l'inizio di qualcosa di più e invece tutto si sgonfia come al solito: reperire altre serate, oltre al Caffè Letterario, alla rassegna "La Fabbrica delle Nuvole" di Teatrattivo a Zanica e qualche festa dei partiti della sinistra, è praticamente impossibile. Resta la mattinata memorabile in cui l'intero gruppo presenta, per due volte consecutive, lo spettacolo presso il liceo scientifico "Amaldi" di Alzano Lombardo, dove Mancuso ha insegnato nel 2004. Restano un bel ricordo, alcune registrazioni che testimoniano l'esperienza e una manciata di canzoni che Mancuso eseguirà ancora negli anni successivi, pur adattandosi nuovamente alla solitudine in scena e all'accompagnamento della sua sola chitarra.

In primo piano emerge una generazione, quella dei trentenni-quarantenni, che dimostrano di essere i maggiormente coinvolti nella bufera di un modernismo in progressivo cambiamento, preso spesso troppo sul serio, senza autocritica e senza una salutare dose di distacco. Ecco allora emergere ritratti di persone che si sentono vivere solo nella misura in cui acquistano, che celano le storture dietro le magiche parole di "sicurezza" e "qualità", che non riescono a prendere le dovute distanze dalla ridondanza di un'informazione continua e che finiscono per vivere nella comica illusione di non invecchiare mai. Il tutto è sovrastato dal lessico, e anche dalla morale, degli "spot", continui, a trecentosessanta gradi, come fosse quella l'unica realtà nella quale riconoscersi in quanto generazione, o più in generale, in quanto appartenenti ad un mondo con i suoi bravi punti fermi. I diversi personaggi che Mancuso, nelle canzoni e nei monologhi, interpreta, si raccontano da sé, senza inserti moralistici esterni. Che succederebbe, ad esempio, se un bancomat parlante, un giorno, si rifiutasse di erogare il denaro richiesto dall'utente? E se la macchina, con la sua voce un po' metallica e scortese, spiegasse le motivazioni del rifiuto allo stesso utente, abbacinato e sconvolto? E che succederebbe se, uno di noi, arrivato in ritardo ad un'importante riunione di lavoro, scoprisse di essere già (lui o il suo doppio) al proprio posto, seduto e operativo, davanti al direttore? Come impiegherebbe il tempo restante della giornata, finalmente libero da impegni? Completano il quadro una canzone di satira politica ed altre cantate di estrema attualità con osservazioni su alcuni recenti avvenimenti.

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