2003 - ALESSANDRO MANCUSO, le canzoni, i racconti, il teatro

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2003

Le canzoni > Testi e accordi delle canzoni divise per anno di composizione

Canzoni 2003
LE CANZONI > TUTTI I TESTI DELLE CANZONI CON ACCORDI divise per anno di composizione
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OGGI NON HO COMPRATO NIENTE
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 81 – Bergamo, febbraio 2003
Dep. SIAE 7/11/2003, n° 032930821

SOL RE SOL RE SOL
Pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa

SOL RE SOL
Oggi non ho comprato niente, grazie, grazie, grazie!
SOL RE SOL
Oggi non ho comprato niente, grazie tante a me.
SOL DO SOL
Le rare volte che riesco a non comprare neanche il giornale
DO SOL
Mi sento più fresco e pulito… mi sento speciale.
SOL RE SOL
Oggi non ho comprato niente, grazie, grazie, grazie!
SOL RE SOL
Oggi non ho comprato niente, grazie tante a me.
SOL DO SOL
Giro tenendo in mano un sacchetto di plastica vuoto
DO SOL
E lo mostro ammiccando ai passanti come fosse un segreto. SOL DO RE

RE SOL DO
Non ho preso il nuovo tostapane, quello vecchio sembra ancora buono
FA7+ RE
Provo ad aggiustarlo, e se non riesco a farlo piuttosto me lo tosto a mano
RE SOL DO
Non ho preso la prima uscita delle tazzine da collezione
FA7+ RE
Ero tentato tanto per due euro soltanto è graduale l’evoluzione
SOL
Della disintossicazione.

SOL RE SOL RE SOL
Pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa


SOL RE SOL
Oggi non ho comprato niente, grazie, grazie, grazie!
SOL RE SOL
Oggi non ho comprato niente, grazie tante a me.
SOL DO SOL
Il portafoglio riposa come un bambino dentro la tasca
DO SOL
Ci penso commosso e orgoglioso, è quasi una festa. SOL DO RE

RE SOL DO
Non ho comprato neanche un dolcino, e neppure un libretto cretino
FA7+ RE
Né i cosmetici all’auto, il sapone neutro, il vestito al telefonino.
RE SOL DO
Circospetto come un terrorista per questa mia determinazione
FA7+ RE
Vivo l’utopia, evito la polizia con l’orgoglio di una grande azione
SOL
Come di una rivoluzione.

SOL RE SOL RE SOL
Pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa pa


SOL RE SOL
Oggi non ho comprato niente, grazie, grazie, grazie!
SOL RE SOL
Oggi non ho comprato niente, grazie tante a me.
SOL DO SOL
Se è vero che i miei acquisti fanno andare avanti il mondo
DO SOL
Oggi che non ne ho fatti sento che ho fregato il mondo.

SOL RE SOL
Oggi non ho comprato niente, grazie, grazie, grazie!
SOL RE SOL
Oggi non ho comprato niente, grazie tante a me.
SOL RE SOL
Oggi non ho comprato niente, grazie sì però
SOL RE SOL
Questo coraggio mi è dato dal fatto che soldi non ce n’ho.
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CHI LO DECIDE?
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 82 – Bergamo, febbraio 2003
Dep. SIAE 2/11/2003, n° 032930816

(versione 2003)
REm DO REm
Chi lo decide? Vorrei saper chi lo decide
DO REm
Quand’è il momento di venir fuori coi sondaggi
DO REm
Su quanti maschi usano creme per il viso
DO REm
Su chi ha trovato la sua nuova religione dentro un centro di massaggi.
DO REm
Chi lo decide? Vorrei saper chi lo decide
DO REm
Quand’è il momento di preparare un bel servizio
DO REm
Sul giusto modo di contrastare il raffreddore
DO REm
Sugli italiani un po’ mammoni e su chi viaggia per necessità o per ozio.
DO REm
Chi lo decide? Vorrei saper chi lo decide
DO REm
Quand’è il momento di presentare come un caso
DO REm
La litigata tra calciatore e allenatore
DO REm
Santificare un industriale o genuflettersi a un monarca disgustoso

MIm REm FA
E noi a parlare immersi e attenti come se proprio fosse casuale
DO SIb
Il succedersi dei fatti e degli eventi dentro un’informazione naturale
MIm REm
Che ci tratta da persone che non ha un secondo fine. SIm

Mim RE MIm
Chi lo decide? Vorrei saper chi lo decide
RE MIm
Quand’è il momento di scatenare il parapiglia
RE MIm
Contro i dottori per via di farmaci e mazzette
RE MIm
Lo sappiamo da una vita ma dobbiamo ostentare meraviglia.
RE MIm
Il giorno dopo dibattiti televisivi
RE MIm
La messa in scena dello stupore generale
RE MIm
Ed il commento dell’attricetta mezza nuda
RE MIm
Con la compagnia di giro dei turnisti di opinione e di morale.
RE MIm
Chi lo decide? Vorrei saper chi lo decide
RE MIm
Quand’è il momento di passare a un’altra storia
RE MIm
Ad altro dramma, altra questione di coscienza
RE MIm
Che ci colpisce nel profondo e dopo un’ora ne è scomparsa la memoria

FA#m Mim SOL
E l’attenzione si sposta ancora sul fatto di sangue familiare
RE DO
Che ci piove addosso e ci sommerge con ogni minimo particolare
FA#m MIm
E alla fine gli “avvoltoi” dicono che siamo noi. DO#m

FA#m MI FA#m
Chi lo decide? Vorrei saper chi lo decide
MI
Quand’è il momento di occuparsi dei conflitti che da decenni vanno avanti in certi stati
FA#m
E se ne parla per tre giorni e poi si buttano come trenini rotti.
MI FA#m
Quando funziona l’idea che ammazzano un bambino
MI
Se ne ammazzassero altri dieci gli sarebbe caro, se non accade e non lo possono inventare
FA#m
Li so capaci di sfruttare la notizia uccidendone uno loro.
MI FA#m
Passato il mese con la notizia ormai sgonfiata
MI
Parlano d’altro e lo farebbero comunque, anche se tornasse Erode.
FA#m MI
Deraglia un treno? In dieci giorni dieci treni, chi lo sa chi lo decide?
FA#m MI FA#m
E la realtà non è più quella che si vede ma quella che si decide. Vorrei saper chi la decide

SOL#m FA#m LA
E noi si campa più o meno bene, avvolti dentro una rassegna stampa
MI RE
Che spinge sempre a fingere stupore ed è la faccia della nostra sudditanza
SOL#m FA#m
Il nostro modo di subire, il nostro modo di applaudire.

MI FA#m MI FA#m
Chi lo decide? Vorrei saper chi lo decide. Chi lo decide? Vorrei saper chi lo decide.

(versione 2007)
Mim RE MIm
Chi lo decide? Vorrei saper chi lo decide
RE MIm
Quand’è il momento di venir fuori coi sondaggi
RE MIm
Su quanti maschi usano creme per il viso
RE MIm
Su chi ha trovato la sua nuova religione dentro un centro di massaggi.
Mim RE MIm
Chi lo decide? Vorrei saper chi lo decide
RE
Quand’è il momento di preparare un bel servizio sul giusto modo di contrastare il raffreddore
MIm
Sugli italiani un po’ mammoni e su chi viaggia per necessità o per ozio.
Mim RE MIm
Chi lo decide? Vorrei saper chi lo decide
RE MIm
quand’è il momento di tirar fuori dal cilindro
RE MIm
una trovata per mascherare quel che accade
RE MIm
e riparlare di Bernardo Provenzano, Zorro, Spider man, Bin Laden

FA#m Mim SOL
E noi a parlare immersi e attenti come se proprio fosse casuale
RE DO
Il succedersi dei fatti e degli eventi dentro un’informazione naturale
FA#m MIm
Che ci tratta da persone che non ha un secondo fine.

Mim RE MIm
Chi lo decide? Vorrei saper chi lo decide
RE
Quand’è il momento di scatenare il parapiglia su banchieri, bancarottieri e cravattari
MIm
Li conosciamo da una vita ma dobbiamo ostentare meraviglia.
RE MIm
Il giorno dopo dibattiti televisivi
RE
La messa in scena dello stupore generale, il commento dell’attricetta mezza nuda
MIm
Con la compagnia di giro dei turnisti di opinione e di morale.
RE MIm
Chi lo decide? Vorrei saper chi lo decide
RE
Quand’è il momento di passare a un’altra storia, ad altro dramma, altra questione di coscienza
MIm
Che ci colpisce nel profondo e dopo un’ora ne è scomparsa la memoria


FA#m Mim SOL
E l’attenzione si sposta ancora sul fatto di sangue familiare
RE DO
Che ci piove addosso e ci sommerge con ogni minimo particolare
FA#m MIm
E alla fine gli “avvoltoi” dicono che siamo noi. DO#m

FA#m MI FA#m
Chi lo decide? Vorrei saper chi lo decide
MI
Quand’è il momento più propizio e calcolato per rispolverare come niente fosse
FA#m
quella balla di consenso del regime che son le brigate rosse.
MI FA#m
Sarà un sospetto, dietrologia di un deficiente,
MI
ma ne abbiamo viste tante da sapere che è capace questa classe dirigente
FA#m
di render martire un giurista del lavoro se lo crede conveniente.
MI FA#m
Mi fa terrore la loro grande sicurezza
MI
che li fa esser più ignoranti e più buffoni, più violenti di qualsiasi altra violenza,
FA#m
nel gestire senza freni formazione, informazione e anche la piazza.
MI FA#m
E non ci sparano soltano perché noi non siamo mica più persone
MI FA#m
siamo una massa informe, docile e silente di consumatori
MI
di giochini, di sondaggi, di tv satellitari,

di polemiche cretine, principesse e calciatori

di famiglie massacrate che fan tanto divertire

e di guerre sacrosante che dobbiamo benedire
MI FA#m MI FA#m
E la realtà non è più quella che si vede ma quella che si decide. Vorrei saper chi la decide.

SOL#m FA#m LA
E noi si campa più o meno bene, avvolti dentro una rassegna stampa
MI RE
che spinge sempre a fingere stupore ed è la faccia della nostra sudditanza
SOL#m FA#m
il nostro modo di subire, il nostro modo di applaudire.

MI FA#m MI FA#m
Chi lo decide? Vorrei saper chi lo decide. Chi lo decide? Vorrei saper chi lo decide.

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LA RIUNIONE
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 83 – Bergamo, marzo 2003
Dep. SIAE 7/11/2003, n° 032930818

Ecco, sono in ritardo! La riunione è alle 15… sono le 14 e 54… in sei minuti non ci arriverò mai. E questo davanti non cammina! Che fa? Spero abbia grossissimi problemi, per guidare così, come minimo un ictus incipiente. Macché, non va. E non muore neanche, non si vuole arrendere. Sì, perché se sbattesse lì, pum, testa sul clacson, l’auto si fermerebbe ed io potrei… sorpassare. No, non va proprio…Cos’è, pratica l’onanismo in macchina? Maiale!
No, inutile. Tanto non ci arrivo. Sono i 57. La riunione è alle 15. Non mi è mai capitato. In tanti anni, mai fatto ritardo. Mi scoccia. Entri che sono tutti seduti, ti guardano, devi scusarti… e il direttore: “Niente, niente, si sieda!” come dire: ‘Dopo t’inculo’. Bastardo. So già che tra due anni gli andrò a chiedere una cosa e lui: “Però, dottore, lei due anni fa mi arrivò in ritardo in occasione di...”
Arrivo, in ritardo ma arrivo. Parcheggio come un andino parcheggerebbe un lama riottoso; sudato e affannato raggiungo il cortile antistante l’ingresso e passo davanti… e passo davanti alle finestre della sala riunioni. Le tende sono alzate, si vede bene dentro. Si vede che sono già tutti seduti ed hanno iniziato da un pezzo a lavorare. Mi fermo. Sì, smetto di correre. Vedo… vedo che là dentro ci sono anch’io. Non ho fatto ritardo. Io sono già in riunione. Possibile? Fammi guardare meglio, scusa. Sì, sì, sono proprio lì, seduto al tavolo, su quella sedia accanto alla parete. E tra l’altro ora sto parlando io, in faccia al direttore, quel sacco di merda.
E allora? E allora, zitto zitto… è una bella giornata… rimonto sul lama, anzi, no, me ne vado a piedi, meglio… ma dove? Che importa!


SOL
Mi fermo a un incrocio, mi metto da parte per non intralciare la gente che passa
Sim FA#
la gente che manco mi guarda e che non vede niente a parte la strada.
SOL
In mano un gelato lo lecco ridendo lo lascio colare pian piano
Sim FA#
colare tranquillo sulla mia cravatta e su tutto il vestito, speriamo non cada.
LA SOL
Ci hai mai fatto caso nelle nostre strade non c’è una panchina o un sedile?
LA Sim FA#
Vietato fermarsi, vietato sostare, vietato restare a guardare.
SOL
Così resto in piedi fin quando mi aggrada e seguo con gli occhi quel tale
Sim FA#
che corre veloce ed impreca da solo tu guarda la gente com’è che si concia.
SOL
Ma ci ha l’auricolare può anche parlare da solo e per giunta incazzarsi
Sim FA#
alzare la voce dentro quella specie di stronzo sottile che ha attaccato alla guancia.
LA SOL
E succhio il gelato, lo ciuccio da porco, mi macchio la barba a collana
LA Sim FA#
sorrido a una vecchia mi metto a fissare mezz’ora dentro una vetrina; posso farlo perché…
SOL LA RE
Io sono alla riunione, non sono mica qui, non sono mica questo che vedete!
SOL LA RE
Io sono alla riunione, andate a controllare, chiedete al direttore e scoprirete
FA#
che in questo preciso momento
SOL RE LA RE
sto facendo il mio intervento e relaziono, sono lucido e ben documentato
SOL RE
uso lucidi, diagrammi e faccio schemi; quanto sono preparato!
SOL
Se morivo oggi non avrei saputo di quanta dolcezza è capace a guardarla
Sim FA#
una strada dentro un pomeriggio di un giorno feriale senza niente da fare.
SOL
Osservo una donna le attacco i miei occhi al suo viso le scruto le cosce
Sim FA#
con un’insistenza che in altri momenti sarebbe eccessiva però è salutare.
LA SOL
Uno frena di colpo quello dietro gli è dentro le bestemmie e un fanale in frantumi.
LA Sim FA#
Qualche colpo di clacson un cagnetto si avventa è una giostra di luci e di suoni.
SOL
Cammino facendo tre passi in avanti sei passi all’indietro poi torno
Sim FA#
al punto di prima, fischietto, saltello, saluto qualcuno e mi accendo un toscano.
SOL
Mi godo la brezza serale come non facevo manco da ragazzo
Sim FA#
con quei beccamorti dei miei quattro amici che han sempre evitato tutto quanto era strano.
LA SOL
Mi siedo per terra e mi godo lo smog da un punto di vista un po’ nuovo.
LA Sim FA#
È il centro del mondo, il centro di un centro del centro del nord produttivo; posso farlo perché…
SOL LA RE
Io sono alla riunione, non sono mica qui, non sono mica questo che vedete!
SOL LA RE
Io sono alla riunione, andate a controllare, chiedete al direttore e scoprirete
SOL LA RE
che sono alla riunione, non sono mica qui, non sono mica questo che vedete!
SOL LA Sim FA# SIm
Io sono alla riunione, al tavolo, seduto su quella sedia accanto alla parete.
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SICUREZZA E QUALITÀ
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 84 – Bergamo, marzo 2003
Dep. SIAE 7/11/2003, n° 032930820

Ma ve lo ricordate quando, un po’ di tempo fa, eravamo approssimativi, faciloni, improvvisati? Quando non c’erano i piani di evacuazioni dagli edifici in caso di emergenza? Quando non c’erano i maniglioni antipanico? Quando sulla porta dell’ascensore del condominio non c’era ancora la targhetta metallica, ben colorata, con scritto: IN CASO DI INCENDIO NON USARE L’ASCENSORE? Quante volte, voi, in caso di incendio nel palazzo, avete preso l’ascensore per andare a giocare a briscola con la vecchina del sesto piano, solo perché non c’era ancora la targhetta che lo vietava? Incoscienti! Ve la meritate la legge 626. Che poi, sapete perché l’hanno chiamata così? doveva, secondo la numerazione, essere la legge 616, ma poi si sarebbe letto 616 e qualcuno avrebbe potuto capire SEI UNO SCEMO.
Ma ve lo ricordate quando non c’era ancora il “responsabile della sicurezza” sui luoghi di lavoro? Quante morti sul posto di lavoro, all’epoca. Oggi, invece:


RE FA#m RE LA
Ho messo il gatto in sicurezza, ho messo il nonno in qualità
SOL FA#m LA
Ed il mio stomaco schiantato da gastrite e piressia
SOL FA#m LA RE
L’ho valutato e salutato, l’ho messo in autonomia, l’ho messo in mobilità.
RE FA#m RE LA
E compro giochi per bambini, Con bene in vista il marchio CE
SOL FA#m LA
Con parti piccole che possono anche essere ingerite
SOL FA#m LA RE
Ma c’è la scritta e sono a norma, quindi proprio garantite, vanno giù bene con il the.
RE MIm
Certo che funziona proprio tutto a meraviglia, va tutto meglio
RE Mim RE
mica come prima non c’è l’ombra di un problema né di un imbroglio, non c’è uno sbaglio

Ma ve lo ricordate quando gli ospedali non erano ancora aziende ospedaliere? Che casino! Senza un bilancio da far quadrare. Ma, mi chiedo, come facevamo, prima? Come abbiamo fatto a vivere in maniera così raffazzonata? Quando il medico aveva un numero di telefono, tu lo chiamavi perché stavi male e lui, in giornata, arrivava, magari dopo aver fatto il giro da altri pazienti, ma arrivava. E non aveva neanche il telefonino, ma dai e dai lo trovavi, prima o poi.
No, oggi è più bello, è tutto meglio organizzato, anzi, il servizio è, giustamente, razionalizzato. Oggi quando lo chiamo mica risponde lui, e che caspita! Devo lasciare un messaggio in segreteria nell’orario compreso tra le 12 e… le 12. Se mi viene qualcosa nel pomeriggio… sono fottuto. E poi come fai a dirlo alla segreteria telefonica? Segreteria? Ho la dissenteria!


RE FA#m RE LA
Ho messo i sogni in devolution, li ho devoluti un po’ qua e là
SOL FA#m LA
La commissione nominata poi me li ha portati via
SOL FA#m LA RE
Non ha certificato il piano, non li ha messi in garanzia, per loro non conformità
RE MIm
Certo che funziona proprio tutto a meraviglia, va tutto meglio
RE Mim RE
mica come prima non c’è l’ombra di un problema né di un imbroglio, non c’è uno sbaglio

L’altro giorno entro dal fruttivendolo, per comprare quattro arance e un po’ di insalata. Mi fa:
–Vuole la nostra carta dei servizi?
–No, veramente volevo quattro arance e due mazzi di insalata riccia.
–Ah, ma lei non è stato qui per il giorno dell’Open Day?
Open Day? Penso ad un’altra delle festività americane che democraticamente ci stanno imponendo, tipo Allouin. E già, perché nei giorni dei morti, secondo la nostra tradizione, si spendeva troppo poco, un po’ di fiori per il camposanto, qualcuno, e basta. Certo, bisogna comprare anche lì; invece di ricordare i propri morti, che non serve a nessuno, devo comprarmi il cappello a punta e girare con una zucca scavata. Forse ho sbagliato porta. Gli dico:
–No, non è questione di Open day…
E lui:
- È fondamentale presentare la struttura al pubblico e tenere monitorato il bacino della clientela potenziale!
–Ma non vendete frutta?
–Sì, ma ci siamo aggiornati per fornire una sempre più corretta erogazione del servizio in linea con le aspettative di qualità della nostra clientela che si fa via via più esigente


RE FA#m RE LA
Adesso ho il gatto col bollino, il nonno non cammina più
SOL FA#m LA
Se sputa in terra è nel rispetto del parametro cogente
SOL FA#m LA RE
Mi dice che il livello degli indicatori lo consente, ed io non lo capisco più
RE MIm
Certo che funziona proprio tutto a meraviglia, va tutto meglio
RE Mim RE
mica come prima non c’è l’ombra di un problema né di un imbroglio, non c’è uno sbaglio

Adesso, finalmente, tutte le registrazioni comprensive dei dati di monitoraggio sulla sicurezza e delle misurazioni degli indicatori, permettono la tenuta sotto controllo dei parametri CX, CY e CZ. La certificazione di qualità è un obiettivo raggiunto!


RE FA#m RE LA
Il gatto è andato giù dal tetto, il nonno non ci sente un cazzo
SOL FA#m LA
Ed il mio stomaco mi ha detto: “Scendo giù in tabaccheria”
SOL FA#m LA RE
Ora mi manda cartoline dalla spiaggia di Bahia, mi scrive che io sono pazzo.
RE MIm
Certo che funziona proprio tutto a meraviglia, va tutto meglio
RE Mim RE
mica come prima non c’è l’ombra di un problema né di un imbroglio, non c’è uno sbaglio.
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HO PAURA
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 85 – Bergamo, luglio 2003
Dep. SIAE 7/11/2003, n° 032930819


(versione luglio 2003)
RE LA MI LA
Ho paura, una paura lucida, limpida, razionale
RE LA MI LA
si rinnova prepotente quando c’è un telegiornale.
LA MI MI7 LA
Ho paura ho paura, ho paura se parla Tremonti
RE LA MI LA
ecco che inciampa su una vocale e distrugge tutte le consonanti.
LA MI MI7 LA
L’altro giorno ha detto forte: “DPEF fefesciususu”
RE LA MI LA
mi son spaventato mi aveva appannato tutto lo schermo… della TV.
RE LA
Ho paura ho paura della cabina di regia
MI LA
anche se, detto in confidenza, non ho capito che cosa sia
RE LA
ma per fortuna il giorno dopo già non se n’è parlato più
MI LA RE
c’era di mezzo una nuova trovata, c’era la storia dell’indultino
LA MI LA
c’erano i giudici di Milano, c’era il problema che non piove più.
LA MI MI7 LA
Ho paura ho paura che mi facciano ipotecare
RE LA MI LA
la casa, mia moglie, mia madre perché mi han detto che devo comprare
LA MI MI7 LA
ed è giusto, mi devo occupare del rilancio dei consumi
RE LA MI LA
spero soltanto mi sia risparmiata l’ipoteca… sui miei coglioni.
RE LA
Ho paura anzi son certo di non vedere mai la pensione
MI LA
perché è giusto si deve cambiare questa vecchissima concezione
RE LA
chi me lo dice con fare severo è il sacrosanto parlamento
MI LA RE
gli uomini nuovi delle riforme, quelli dei tagli alla spesa sociale
LA MI LA
che hanno deciso in accordo totale in questi giorni di darsi l’aumento.
RE LA
E pensare che da bambino non avevo paura del buio
MI MI7 LA
me la ridevo dell’uomo nero e dei fantasmi su nel solaio
RE LA
e pensare che da bambino ero coraggioso come un leone
MI MI7 LA
Adesso ho una fifa fottuta… di questo governo cialtrone.
LA MI MI7 LA
Ho paura ho paura che mio nonno che è morto presto
RE LA MI LA
l’ha indovinata ha potuto evitare di vedere Bossi ministro
LA MI MI7 LA
ho paura di Gasparri quando parla con grande foga
RE LA MI LA
ha le idee da perfetto gerarca ma l’aspetto… di una mezza sega.
RE LA
Ho paura che Castelli sulla grazia ha le idee confuse
MI LA
che gli sembra un caffè già pagato dentro il bar del suo paese.
RE LA
Ho paura di Pisanu, Giovanardi mi fa spavento
MI LA RE
meno male che quando parlano in quel loro linguaggio strano
LA MI LA
si capisce proprio pochino sembra che ruttino controvento
RE LA
E pensare che da bambino non avevo paura del buio
MI MI7 LA
Me la ridevo dell’uomo nero e dei fantasmi su nel solaio
RE LA
Adesso mi cago al pensiero che per uscire da questo casino
MI MI7 LA
le uniche nostre speranze siano solo… Rutelli e Fassino!
LA MI MI7 LA
Ho paura ho paura, ho paura persino di Cè
RE LA MI LA
anche se gli infermieri lo tengono d’occhio, lo controllano sempre in tre.
LA MI MI7 LA
Ho paura di Larussa ma non tanto per quello che dice
RE LA MI LA
sono gli occhi che se li vedesse Nosferatu… sarebbe felice.
RE LA
Ora voi vi chiederete cosa dico del migliore
MI LA
il caposcuola di questo circo che ci tocca di applaudire
RE LA
parlar male di Berlusconi non è giusto e nemmeno normale
MI LA RE
è solo un incubo collettivo convincetevi, è un sogno strambo
LA MI LA
uno di quelli che si fanno quando abbiamo mangiato un po’ troppo e male.

LA MI MI7 LA MI LA MI LA
Ho paura ho paura ho paura ho paura ho paura ho paura ho paura

(versione febbraio 2004)
RE LA MI LA
Ho paura, una paura lucida, limpida, razionale
RE LA MI LA
si rinnova prepotente quando c’è un telegiornale.
LA MI MI7 LA
Ho paura ho paura, ho paura se parla Tremonti
RE LA MI LA
ecco che inciampa su una vocale e distrugge tutte le consonanti.
LA MI MI7 LA
L’altro giorno ha detto forte: “DPEF fefesciususu”
RE LA MI LA
mi son spaventato mi aveva appannato tutto lo schermo… della TV.
RE LA
Ho paura ho paura ho paura del portfolio
MI LA
non ne ho capito il significato, spero solo che sia uno sbalio
RE LA
Per meritare la Moratti come ministro dell’istruzione
MI LA RE
dobbiamo avere dei grossi peccati, avremo fatto qualche porcheria
LA MI LA
tipo cagare in una sagrestia o lavare la macchina in piena alluvione.
LA MI MI7 LA
Ho paura ho paura, ho paura di Cragnotti e Tanzi
RE LA MI LA
a farsi ingabbiare con questo governo bisogna essere i re degli stronzi.
LA MI MI7 LA
Devono averne combinate credo proprio di tutti i colori
RE LA MI LA
da fare sbiancare o morire d’invidia tutti quanti… gli imprenditori
RE LA
Ho paura anzi son certo di non vedere mai la pensione
MI LA
perché è giusto si deve cambiare questa vecchissima concezione
RE LA
me lo dicono in modo severo con piglio d’accusa e con tono convinto
MI LA RE
gli uomini nuovi delle riforme, quelli dei tagli alla spesa sociale
LA MI LA
che hanno deciso in accordo totale in pochi giorni di darsi l’aumento.
RE LA
E pensare che da bambino non avevo paura del buio
MI MI7 LA
me la ridevo dell’uomo nero e dei fantasmi su nel solaio
RE LA
e pensare che da bambino ero coraggioso come un leone
MI MI7 LA
Adesso ho una fifa fottuta… di questo governo cialtrone.
LA MI MI7 LA
Ho paura ho paura che mio nonno che è morto presto
RE LA MI LA
l’ha indovinata ha potuto evitare di vedere Bossi ministro
LA MI MI7 LA
ho paura di Gasparri quando parla con grande foga
RE LA MI LA
ha le idee da perfetto gerarca ma l’aspetto… di una mezza sega.
RE LA
Ho paura che anche Fini se si guarda allo specchio si sputa
MI LA
ma del resto per altri motivi Buttiglione lo fa da una vita.
RE LA
Ho paura di Pisanu, Giovanardi mi fa spavento
MI LA RE
meno male che quando parlano in quel loro linguaggio strano
LA MI LA
si capisce proprio pochino sembra che ruttino controvento
RE LA
E pensare che da bambino non avevo paura del buio
MI MI7 LA
Me la ridevo dell’uomo nero e dei fantasmi su nel solaio
RE LA
Adesso mi cago al pensiero che per uscire da questo casino
MI MI7 LA
le uniche nostre speranze siano solo… Rutelli e Fassino!
LA MI MI7 LA
Ho paura ho paura, ho paura persino di Cè
RE LA MI LA
anche se gli infermieri lo tengono d’occhio, lo controllano sempre in tre.
LA MI MI7 LA
Ho paura di Larussa ma non tanto per quello che dice
RE LA MI LA
sono gli occhi che se li vedesse Nosferatu… sarebbe felice.
RE LA
Ora voi vi chiederete cosa dico del migliore
MI LA
il caposcuola di questo circo che ci tocca di applaudire
RE LA
quello con la faccia liscia come la pelle di una trota al sale
MI LA RE
è solo un incubo collettivo convincetevi, è un sogno strambo
LA MI LA
uno di quelli che si fanno quando abbiamo mangiato un po’ troppo e male.

LA MI MI7 LA MI LA MI LA
Ho paura ho paura ho paura ho paura ho paura ho paura ho paura

(versione agosto 2004)
RE LA MI LA
Ho paura, una paura lucida, limpida, razionale
RE LA MI LA
si rinnova prepotente quando c’è un telegiornale.
LA MI MI7 LA
Ho paura del congegno che fa muovere Calderoli
RE LA MI LA
quando tenta di fare un discorso si surriscaldano i transistori
LA MI MI7 LA
è un modello un po’ antiquato carica solo lo sguardo fisso
RE LA MI LA
con un intervento al TG1 ha ipnotizzato il mio pesce rosso
RE LA
Ho paura ho paura ho paura del portfolio
MI LA
non ne ho capito il significato, spero soltantoo che sia uno sbalio
RE LA
Per meritare la Moratti come ministro dell’istruzione
MI LA RE
dobbiamo avere dei grossi peccati, avremo fatto qualche porcheria
LA MI LA
tipo cagare in una sagrestia o lavare la macchina in piena alluvione.
LA MI MI7 LA
Ho paura ho paura che l’aumento degli incidenti
RE LA MI LA
faccia scoprire la grande inculata che è la patente a punti
LA MI MI7 LA
avere uno come Lunardi al Ministero delle infrastrutture
RE LA MI LA
equivale a dare in gestione a un noto pappone un convento di suore
RE LA
Ho paura anzi son certo di non vedere mai la pensione
MI LA
perché è giusto si deve cambiare questa vecchissima concezione
RE LA
me lo dicono in modo severo con piglio d’accusa e con convinzione
MI LA RE
gli uomini nuovi delle riforme, quelli dei tagli alla spesa sociale
LA MI LA
che risolvono ogni questione con un bello spot alla televisione
RE LA
E pensare che da bambino non avevo paura del buio
MI MI7 LA
me la ridevo dell’uomo nero e dei fantasmi su nel solaio
RE LA
e pensare che da bambino ero coraggioso come un leone
MI MI7 LA
Adesso ho una fifa fottuta… di questo governo cialtrone.

Ho paura quando sull’autostrada leggo i tabelloni:
1 MORTO SU 5 PER COLPO DI SONNO - 2 MORTI SU 4 PER DISATTENZIONE
Ho paura che la gente sia diventata davvero cretina quanto credono loro. Loro che hanno vissuto sempre e solo nella logica della pubblicità e adesso credono, con la pubblicità, di ottenere quello che vogliono. E ho paura che abbiano anche ragione.
Ma, dico io, dove siamo arrivati se uno per evitare di andare a sbattere ha bisogno dei cartelloni con il messaggino del cazzo?
Questa estate ne sono fioriti di tutti i colori. Prima quelli soft: GUIDATE CON PRUDENZA, e va bene.
Poi quelli paternalistici e untuosi: LA VITA E’ PREZIOSA, DIFENDILA (che sono quelli che mi fanno incazzare di più, che mi vien voglia di saltare le corsie, guidare bendato, mettermi col culo fuori dal finestrino!
Poi ancora quelli matematici: INVERSIONE DI MARCIA 5 PUNTI – GUIDA SENZA CINTURA 10 PUNTI – AUTO IN DISORDINE 3 PUNTI, cioè ti fermano e se mangiando hai fatto le briciole sul tappetino ti fanno la multa.
Poi quelli da psicanalisi: SE TRAINI UN VEICOLO IN AUTOSTRADA PERDI 10 PUNTI. Ma chi traina un veicolo in autostrada? Chi cazzo avete mai visto che scende col cavo e dice: “Ora mi taino questa Panda fino a Piacenza, da lì in poi aggancio un furgone…” C’era scritto questa minchiata invece di avvertire che tre chilometri dopo c’era il solito restringimento di corsia per lavori, da tre a mezza, mal segnalato. Si sono tamponati in quattro o cinque perché secondo me stavano ancora pensando a come poter fare a trainare un veicolo.
C’è scritto tutto, ogni sorta di avvertimento, tranne l’unico avvertimento di cui avrebbe veramente bisogno l’Italia: ATTENZIONE, IL MINISTRO DEI TRASPORTI, QUELLO DEI PUNTI E DEL PATENTINO OBBLIGATORIO ANCHE PER GUIDARE IL CARRELLO DELLA SPESA, QUELLO CHE CI FA LA MORALE SUL NOSTRO SENSO CIVICO E DI RESPONSABILITA’, E’ UN NOTO COSTRUTTORE, TANGESTISTA, DIVORATORE DI APPALTI SPORCHI A LIVELLO EUROPEO E SE LO LASCIAMO FARE CI RIEMPIRA’ PRESTO DI CEMENTO ANCHE IL BUCO DEL CULO. Che paura!!!


LA MI MI7 LA
Ho paura ho paura che mio nonno che è morto presto
RE LA MI LA
l’ha indovinata ha potuto evitare di vedere Maroni ministro
LA MI MI7 LA
ho paura di Gasparri quando parla con grande foga
RE LA MI LA
ha le idee da perfetto gerarca ma l’aspetto… di una mezza sega.
RE LA
Ho paura che anche Fini se si guarda allo specchio si sputa
MI LA
ma del resto per altri motivi Buttiglione lo fa da una vita.
RE LA
Ho paura di Pisanu, Giovanardi mi fa spavento
MI LA RE
meno male che quando parlano in quel loro linguaggio strano
LA MI LA
si capisce proprio pochino sembra che ruttino controvento
RE LA
E pensare che da bambino non avevo paura del buio
MI MI7 LA
Me la ridevo dell’uomo nero e dei fantasmi su nel solaio
RE LA
Adesso mi cago al pensiero che per uscire da questo casino
MI MI7 LA
le uniche nostre speranze siano solo… Rutelli e Fassino!
LA MI MI7 LA
Ho paura ho paura, ho paura persino di Cè
RE LA MI LA
anche se gli infermieri lo tengono d’occhio, lo controllano sempre in tre.
LA MI MI7 LA
Ho paura di Larussa ma non tanto per quello che dice
RE LA MI LA
sono gli occhi che se li vedesse Nosferatu… sarebbe felice.
RE LA
Ora voi vi chiederete cosa dico del migliore
MI LA
il caposcuola di questo circo che ci tocca di applaudire
RE LA
quello con la faccia liscia come la pelle di una trota al sale
MI LA RE
è solo un incubo collettivo convincetevi, è un sogno strambo
LA MI LA
uno di quelli che si fanno quando abbiamo mangiato un po’ troppo e male.

LA MI MI7 LA MI LA MI LA
Ho paura ho paura ho paura ho paura ho paura ho paura ho paura

(versione novembre 2004)
RE LA MI LA
Ho paura, una paura lucida, limpida, razionale
RE LA MI LA
si rinnova prepotente quando c’è un telegiornale.
LA MI MI7 LA
Ho paura del congegno che fa muovere Calderoli
RE LA MI LA
quando tenta di fare un discorso si surriscaldano i transistori
LA MI MI7 LA
è un modello un po’ antiquato carica solo lo sguardo fisso
RE LA MI LA
con un intervento al TG1 ha ipnotizzato il mio pesce rosso
RE LA
Ho paura ho paura ho paura del portfolio
MI LA
non ne ho capito il significato, spero soltanto che sia uno sbalio
RE LA
Per meritare la Moratti come ministro dell’istruzione
MI LA RE
dobbiamo avere dei grossi peccati, avremo fatto qualche porcheria
LA MI LA
tipo cagare in una sagrestia o lavare la macchina in piena alluvione.
LA MI MI7 LA
Ho paura ho paura che l’aumento degli incidenti
RE LA MI LA
faccia scoprire la grande inculata che è la patente a punti
LA MI MI7 LA
avere uno come Lunardi al Ministero delle infrastrutture
RE LA MI LA
equivale a dare in gestione a un noto pappone un convento di suore
RE LA
Ho paura anzi son certo di non vedere mai la pensione
MI LA
perché è giusto si deve cambiare questa vecchissima concezione
RE LA
me lo dicono in modo severo con piglio d’accusa e con convinzione
MI LA RE
gli uomini nuovi delle riforme, quelli dei tagli alla spesa sociale
LA MI LA
che risolvono ogni questione con un bello spot alla televisione
RE LA
E pensare che da bambino non avevo paura del buio
MI MI7 LA
me la ridevo dell’uomo nero e dei fantasmi su nel solaio
RE LA
e pensare che da bambino ero coraggioso come un leone
MI MI7 LA
Adesso ho una fifa fottuta… di questo governo cialtrone.
LA MI MI7 LA
Ho paura ho paura che mio nonno che è morto presto
RE LA MI LA
l’ha indovinata ha potuto evitare di vedere Maroni ministro
LA MI MI7 LA
ho paura di Gasparri quando parla con grande foga
RE LA MI LA
ha le idee da perfetto gerarca ma l’aspetto… di una mezza sega.
RE LA
Ho paura che agli esteri Fini alla lunga darà qualche noia
MI LA
non stupitevi se un giorno o l’altro ci farà invadere la Savoia.
RE LA
Ho paura di Pisanu, Giovanardi mi fa spavento
MI LA RE
meno male che quando parlano in quel loro linguaggio strano
LA MI LA
si capisce proprio pochino sembra che ruttino controvento
RE LA
E pensare che da bambino non avevo paura del buio
MI MI7 LA
Me la ridevo dell’uomo nero e dei fantasmi su nel solaio
RE LA
Adesso mi cago al pensiero che per uscire da questo casino
MI MI7 LA
le uniche nostre speranze siano solo… Rutelli e Fassino!
LA MI MI7 LA
Ho paura ho paura, ho paura persino di Cè
RE LA MI LA
anche se gli infermieri lo tengono d’occhio, lo controllano sempre in tre.
LA MI MI7 LA
Ho paura di Larussa ma non tanto per quello che dice
RE LA MI LA
sono gli occhi che se li vedesse Nosferatu… sarebbe felice.
RE LA
Ora voi vi chiederete cosa dico del migliore
MI LA
il caposcuola di questo circo che ci tocca di applaudire
RE LA
quello con la faccia liscia come la pelle di una trota al sale
MI LA RE
è solo un incubo collettivo convincetevi, è un sogno strambo
LA MI LA
uno di quelli che si fanno quando abbiamo mangiato un po’ troppo e male.
LA MI MI7 LA MI LA MI LA
Ho paura ho paura ho paura ho paura ho paura ho paura ho paura

(versione marzo 2005)
RE LA MI LA
Ho paura, una paura lucida, limpida, razionale
RE LA MI LA
si rinnova prepotente quando c’è un telegiornale.
LA MI MI7 LA
Ho paura del congegno che fa muovere Calderoli
RE LA MI LA
quando tenta di fare un discorso si surriscaldano i transistori
LA MI MI7 LA
è un modello un po’ antiquato carica solo lo sguardo fisso
RE LA MI LA
con un intervento al TG1 ha ipnotizzato il mio pesce rosso
RE LA
Ho paura ho paura ho paura del portfolio
MI LA
non ne ho capito il significato, spero soltanto che sia uno sbalio
RE LA
Per meritare la Moratti come ministro dell’istruzione
MI LA RE
dobbiamo avere dei grossi peccati, avremo fatto qualche porcheria
LA MI LA
tipo cagare in una sagrestia o lavare la macchina in piena alluvione.
LA MI MI7 LA
Ho paura ho paura che l’aumento degli incidenti
RE LA MI LA
faccia scoprire la grande furbata che è la patente a punti
LA MI MI7 LA
avere uno come Lunardi al Ministero delle infrastrutture
RE LA MI LA
equivale a dare in gestione a un noto pappone un convento di suore
RE LA
Ho paura anzi son certo di non vedere mai la pensione
MI LA
perché è giusto si deve cambiare questa vecchissima concezione
RE LA
me lo dicono in modo severo con piglio d’accusa e con convinzione
MI LA RE
gli uomini nuovi delle riforme, quelli dei tagli alla spesa sociale
LA MI LA
che risolvono ogni questione con un bello spot alla televisione
RE LA
E pensare che da bambino non avevo paura del buio
MI MI7 LA
me la ridevo dell’uomo nero e dei fantasmi su nel solaio
RE LA
e pensare che da bambino ero coraggioso come un leone
MI MI7 LA
Adesso ho una fifa fottuta… di questo governo cialtrone.
LA MI MI7 LA
Ho paura ho paura che mio nonno che è morto presto
RE LA MI LA
l’ha indovinata ha potuto evitare di vedere Castelli ministro
LA MI MI7 LA
ho paura di Gasparri quando parla con grande foga
RE LA MI LA
ha le idee da perfetto gerarca ma l’aspetto… di una mezza sega.
RE LA
Ho paura che agli esteri Fini si farà rispettare dagli USA
MI LA
sull’agguato a Giuliana Sgrena dovremo chiedere pure scusa.
RE LA
Ho paura di Pisanu, Giovanardi mi fa spavento
MI LA RE
meno male che quando parlano in quel loro linguaggio strano
LA MI LA
si capisce proprio pochino sembra che ruttino controvento
RE LA
E pensare che da bambino non avevo paura del buio
MI MI7 LA
Me la ridevo dell’uomo nero e dei fantasmi su nel solaio
RE LA
Adesso mi cago al pensiero che per uscire da questo casino
MI MI7 LA
le uniche nostre speranze siano solo… Rutelli e Fassino!
LA MI MI7 LA
Ho paura ho paura, ho paura persino di Cè
RE LA MI LA
anche se gli infermieri lo tengono d’occhio, lo controllano sempre in tre.
LA MI MI7 LA
Ho paura di Larussa ma non tanto per quello che dice
RE LA MI LA
sono gli occhi che se li vedesse Nosferatu… sarebbe felice.
RE LA
Ora voi vi chiederete cosa dico del migliore
MI LA
il caposcuola di questo circo che ci tocca di applaudire
RE LA
quello con la faccia liscia come la pelle di una trota al sale
MI LA RE
è solo un incubo collettivo convincetevi, è un sogno strambo
LA MI LA
uno di quelli che si fanno quando abbiamo mangiato un po’ troppo e male.
LA MI MI7 LA MI LA MI LA
Ho paura ho paura ho paura ho paura ho paura ho paura ho paura

(versione maggio 2005)
RE LA MI LA
Ho paura, una paura lucida, limpida, razionale
RE LA MI LA
si rinnova prepotente quando c’è un telegiornale.
LA MI MI7 LA
Ho paura del congegno che fa muovere Calderoli
RE LA MI LA
quando tenta di fare un discorso si surriscaldano i transistori
LA MI MI7 LA
è un modello un po’ antiquato carica solo lo sguardo fisso
RE LA MI LA
con un intervento al TG1 ha ipnotizzato il mio pesce rosso
RE LA
Ho paura ho paura ho paura del portfolio
MI LA
non ne ho capito il significato, spero soltanto che sia uno sbalio
RE LA
Per meritare la Moratti come ministro dell’istruzione
MI LA RE
dobbiamo avere dei grossi peccati, avremo fatto qualche porcheria
LA MI LA
tipo cagare in una sagrestia o lavare la macchina in piena alluvione.
LA MI MI7 LA
Ho paura ho paura che l’aumento degli incidenti
RE LA MI LA
faccia scoprire la grande furbata che è la patente a punti
LA MI MI7 LA
avere uno come Lunardi al Ministero delle infrastrutture
RE LA MI LA
equivale a dare in gestione a un noto pappone un convento di suore
RE LA
Ho paura anzi son certo di non vedere mai la pensione
MI LA
perché è giusto si deve cambiare questa vecchissima concezione
RE LA
me lo dicono in modo severo con piglio d’accusa e con convinzione
MI LA RE
gli uomini nuovi delle riforme, quelli dei tagli alla spesa sociale
LA MI LA
che risolvono ogni questione con un bello spot alla televisione
RE LA
E pensare che da bambino non avevo paura del buio
MI MI7 LA
me la ridevo dell’uomo nero e dei fantasmi su nel solaio
RE LA
e pensare che da bambino ero coraggioso come un leone
MI MI7 LA
Adesso ho una fifa fottuta… di questo governo cialtrone.
LA MI MI7 LA
Ho paura ho paura che mio nonno che è morto presto
RE LA MI LA
l’ha indovinata ha potuto evitare di vedere Castelli ministro
LA MI MI7 LA
Ho paura di Tremonti che vuol vendere spiagge e ombrelloni
RE LA MI LA
ha fatto stampare già il codice a barre sopra il culo… di dieci bagnini.
RE LA
Ho paura se prima mi impongono tutti i sabati all’ora di cena
MI LA
il grande esodo degli italiani per il fine settimana
RE LA
e mi fanno sentire anche in colpa se io invece non ho dove andare
MI LA RE
e non faccio girare il denaro poi di colpo comincia la crisi
LA MI LA
perché dicono che in questi mesi sono andato un po’ troppo al mare
RE LA
E pensare che da bambino non avevo paura del buio
MI MI7 LA
Me la ridevo dell’uomo nero e dei fantasmi su nel solaio
RE LA
Adesso mi cago al pensiero che per uscire da questo casino
MI MI7 LA
le uniche nostre speranze siano solo… Rutelli e Fassino!
LA MI MI7 LA
Ho paura ho paura, ho paura persino di Cè
RE LA MI LA
anche se gli infermieri lo tengono d’occhio, lo controllano sempre in tre.
LA MI MI7 LA
Ho paura di Larussa ma non tanto per quello che dice
RE LA MI LA
sono gli occhi che se li vedesse Nosferatu… sarebbe felice.
RE LA
Ora voi vi chiederete cosa dico del migliore
MI LA
il caposcuola di questo circo che ci tocca di applaudire
RE LA
quello che si è incollato sul cranio morbide setole di maiale
MI LA RE
è solo un incubo collettivo convincetevi, è un sogno strambo
LA MI LA
uno di quelli che si fanno quando abbiamo mangiato un po’ troppo e male.
LA MI MI7 LA MI LA MI LA
Ho paura ho paura ho paura ho paura ho paura ho paura ho paura.

(versione luglio 2005)
RE LA MI LA
Ho paura, una paura lucida, limpida, razionale
RE LA MI LA
si rinnova prepotente quando c’è un telegiornale.
LA MI MI7 LA
Ho paura del congegno che fa muovere Calderoli
RE LA MI LA
quando tenta di fare un discorso si surriscaldano i transistori
LA MI MI7 LA
è un modello un po’ antiquato carica solo lo sguardo fisso
RE LA MI LA
con un intervento al TG1 ha ipnotizzato il mio pesce rosso
RE LA
Ho paura ho paura ho paura del portfolio
MI LA
non ne ho capito il significato, spero soltanto che sia uno sbalio
RE LA
Per meritare la Moratti come ministro dell’istruzione
MI LA RE
dobbiamo avere dei grossi peccati, avremo fatto qualche porcheria
LA MI LA
tipo cagare in una sagrestia o lavare la macchina in piena alluvione.
LA MI MI7 LA
Ho paura ho paura dei cantieri sull’autostrada
RE LA MI LA
e delle importanti interviste che fanno alla gente in coda
LA MI MI7 LA
avere uno come Lunardi al Ministero delle infrastrutture
RE LA MI LA
equivale a dare in gestione a un noto pappone un convento di suore
RE LA
Ho paura anzi son certo di non vedere mai la pensione
MI LA
perché è giusto si deve cambiare questa vecchissima concezione
RE LA
me lo dicono in modo severo con piglio d’accusa e con convinzione
MI LA RE
gli uomini nuovi delle riforme, quelli dei tagli alla spesa sociale
LA MI LA
che risolvono ogni questione con un bello spot alla televisione
RE LA
E pensare che da bambino non avevo paura del buio
MI MI7 LA
me la ridevo dell’uomo nero e dei fantasmi su nel solaio
RE LA
e pensare che da bambino ero coraggioso come un leone
MI MI7 LA
Adesso ho una fifa fottuta… di questo governo cialtrone.
LA MI MI7 LA
Ho paura ho paura che mio nonno che è morto presto
RE LA MI LA
l’ha indovinata ha potuto evitare di vedere Castelli ministro
LA MI MI7 LA
Ho paura di Tremonti che vuol vendere spiagge e ombrelloni
RE LA MI LA
ha fatto stampare già il codice a barre sopra il culo… di dieci bagnini.
RE LA
Ho paura se prima mi impongono tutti i sabati all’ora di cena
MI LA
il grande esodo degli italiani per il fine settimana
RE LA
e mi fanno sentire anche in colpa se io invece non ho dove andare
MI LA RE
e non faccio girare il denaro poi di colpo comincia la crisi
LA MI LA
perché dicono che in questi mesi sono andato un po’ troppo al mare
RE LA
E pensare che da bambino non avevo paura del buio
MI MI7 LA
Me la ridevo dell’uomo nero e dei fantasmi su nel solaio
RE LA
Adesso mi cago al pensiero che per uscire da questo casino
MI MI7 LA
le uniche nostre speranze siano solo… Rutelli e Fassino!
LA MI MI7 LA
Ho paura anche di Bondi che mi sembra radiocomandato
RE LA MI LA
“Guarda che chiamo Giovanardi”, dice la mamma al bambino svogliato
LA MI MI7 LA
Ho paura di Larussa ma non tanto per quello che dice
RE LA MI LA
sono gli occhi che se li vedesse Nosferatu… sarebbe felice.
RE LA
Ora voi vi chiederete cosa dico del migliore
MI LA
il caposcuola di questo circo che ci tocca di applaudire
RE LA
quello che si è incollato sul cranio morbide setole di maiale
MI LA RE
è solo un incubo collettivo convincetevi, è un sogno strambo
LA MI LA
uno di quelli che si fanno quando abbiamo mangiato un po’ troppo e male.
LA MI MI7 LA MI LA MI LA
Ho paura ho paura ho paura ho paura ho paura ho paura ho paura.

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