2006 IO SONO LO SCHIFO - ALESSANDRO MANCUSO, le canzoni, i racconti, il teatro

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2006 IO SONO LO SCHIFO

Il teatro > Gli spettacoli

Dopo un paio d'anni Mancuso propone uno spettacolo nuovo in solitudine. Cioè senza musicisti che accompagnano le canzoni. Voce, chitarra, qualche racconto e qualche riflessione, anche un po' di cattiveria, arrabbiata davvero, che non guasta, e il gioco del cantastorie è fatto. Lo spettacolo debutta per la prima volta nel 2006, nell'ambito della rassegna "LA FABBRICA DELLE NUVOLE" organizzata dalla compagnia Teatrattivo di Zanica. Verrà riproposto, con alcune varianti e con l'introduzione di basi musicali su alcune canzoni, nella stagione successiva, ma le rappresentazioni alla fine saranno solo cinque in tutto. Le canzoni sono nuove, a parte "Chi lo decide?" che è riemersa dal lavoro precedente, "SPOT GENERATION" (del 2004), data la contingenza dell'argomento centrale che è quello dell'informazione, ma il testo verrà modificato più volte fino alla stesura definitiva, la più violenta e diretta, eseguita unicamente nell'ultima rappresentazione che è quella del Cavò Prove di Azzano San Paolo, organizzata per registrare dal vivo l'intero lavoro. Di quella registrazione verranno salvate e mixate solo poche canzoni, che entreranno a far parte del CD antologico "IL CANTASTORIE FUORI", allegato al libro omonimo ed edito da Golden Press nel 2008. Anche i pezzi parlati sono nuovi tranne due: "La grande soddisfazione di non essere nessuno" è un monologo che faceva parte di "EGREGIO, NON FACCIA L'ONDA!" del 1995 e "Zerinol express", ripreso dallo spettacolo "IL PRECARIO" del 2000. Mancuso, nonostante un certo interesse suscitato presso il solito ristrettissimo pubblico da questo lavoro, medita, alla fine del 2007, di piantare tutto. Comincia a vergognarsi, sul palco, di essere a quarant'anni ancora al punto di partenza e di scrivere e rappresentare spettacoli di una certa complessità ma proposti in contesti meno che amatoriali, esattamente come ha fatto da quando era ragazzo. Le riflessioni su questo stato d'animo sono contenute nel volume "IL CANTASTORIE FUORI" e sanciscono una sconfitta ormai irreversibile che non favorisce la continuità di una sperimentazione espressiva avvertita sempre più come solipsistica e sterile.

L'argomento riguarda il costume e la società degli ultimi mesi; le fissazioni del nostro tempo, le follie che, per il solo fatto di avere successo non sono più considerate tali, le ipocrisie della nuova morale, che è quella "dell'immoralità",il grande businnes dei disagi all'interno delle famiglie, il gioco al massacro degli organi d'informazione, la cronaca nera spettacolarizzata oltre ogni limite, l'indigestione di gialli e polizieschi che ingolfano cinema, tv, libri, indagini storiche e quant'altro. L'autore si sente sempre più isolato, in un mondo che un po' gli sembra ridicolo e un po' lo spaventa e per il quale la parola "schifo" sembra l'unica in grado di riassumere i propri sentimenti di fastidio e indignazione. Ma siccome egli avverte la solitudine di questo fastidio, finisce per ammettere di essere lui "lo schifo", in quanto non sa adeguarsi al proprio opposto, che gode invece del favore della maggioranza. Le canzoni sono quasi tutte satiriche e comiche, nel senso che la presa in giro delle nuove tendenze del presente sembra essere una possibile soluzione per non perdersi nel magma mefitico di sondaggi, statistiche e furberie massificanti di ogni sorta. Un percorso comunque divertente, per scoprire che in fondo non siamo poi così pochi a provare nausea, anche magari da posizioni tra loro distanti.

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