2009 - ALESSANDRO MANCUSO, le canzoni, i racconti, il teatro

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2009

Le canzoni > Testi e accordi delle canzoni divise per anno di composizione

Canzoni 2009
LE CANZONI > TUTTI I TESTI DELLE CANZONI CON ACCORDI divise per anno di composizione
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LICAONE
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 96 – Bergamo, 2008/ luglio 2009
Dep. SIAE 27/11/2009, n° 093450433

RE RE7+ RE
Licaone capelli lunghi
LA
Tutto grigio di pelo antico
SOL RE
Senza remo e senza barca
LA RE
Senza più l’ombra di un amico
RE RE7+ RE
Dopo gli anni dei collettivi
LA
Chissà quanti ne avrà perduti
SOL RE
Gli sapevo quel suo ghigno appeso
LA RE
Quasi ci fossimo conosciuti
Mim RE
Lui un reduce del tempo
Mim RE
Lo era già vent’anni orsono
SOL RE7+
Con la faccia di chi prende in giro il mondo
SOL RE7+
Mi piaceva di guardarlo zampettare
Mim RE
Ora fatuo, ora tenero e giocondo
LA RE
A qualche festa popolare
LA Mim RE
Chi ce lo ha preso e chi ce lo restituirà
LA MIm
Questo folletto di città
RE RE7+ RE
Licaone gli stivaletti
LA
Quelli di una vita intera
SOL RE
Licaone che prende al volo il celere
LA RE
Lungo Corso Galliera
RE RE7+ RE
Col suo viso un po’ appuntito
LA
E quei jeans sempre scuciti
SOL RE
Compariva nei teatri e nelle piazze
LA RE
Surrogato di vecchi miti
Mim RE
Ora gente tutta uguale
Mim RE
Dice più poco di buono
SOL RE7+
Prevedibile come il proprio giornale
SOL RE7+
Coi grassetti e con gli accenti del padrone
Mim RE
Chiedo ai numi per potermi consolare
LA RE
Che ne direbbe Licaone
LA Mim RE
Chi ce lo ha preso e chi ce lo restituirà
LA MIm
Questo folletto di città
RE RE7+ RE
Licaone capelli lunghi
LA
Tutto grigio di pelo antico
SOL RE
Senza remo e senza barca
LA RE
Senza più l’ombra di un amico.
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PER UN QUARTO D’ORA
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 97 – Bergamo, giugno 2009
Dep. SIAE 27/11/2009, n° 093450432

SOL
Per un quarto d’ora è stato quello biondo dei fim di cow boy
LAm
Per un quarto d’ora ha detto dieci frasi che non scorderai
SOL
Per un quarto d’ora è stato clandestino, per un quarto d’ora è stato un assassino
LAm
Era in testa tutto solo sul Turchino come quando uno tiene in mano il gioco
SOL Lam SOL
ma si accorge sorridendo che è per poco.
SOL
Per un quarto d’ora è stato innamorato della bella Otero
LAm
Per un quarto d’ora l’han creduto un maestro di pensiero
SOL
Per un quarto d’ora ha fatto carnevale, per un quarto d’ora è stato in alto mare
LAm
come Ulisse che ha paura di volare e ti dice: «Io non sono mica scemo
SOL Lam SOL
per il viaggio questa volta prendo il treno.»
SOL Lam SOL Lam SOL
Ma almeno lui non ha fatto solo scena, sull’altalena si concentra e va su e giù
Lam SOL Lam SOL
Ma almeno lui tra Penelope e l’aurora ha scelto entrambe benché solo un quarto d’ora
SOL
Per un quarto d’ora ha avuto anche il coraggio d’andarsene via
LAm
Per un quarto l’ha cercato uno della polizia
SOL
Per un quarto d’ora è stato commediante, e girava con un’aria da importante
LAm
a far parte per se stesso tipo Dante dissertando sopra i sogni e sulla vita
SOL Lam SOL
ma chiedendo: «Da che parte per l’uscita?»
SOL
Per un quarto d’ora è stato cacciatore di cialtroni in volo
LAm
Per un quarto d’ora gli ha tenuto testa proprio lui da solo
SOL
Per un quarto d’ora ha visto l’alba nuova, per un quarto d’ora il pubblico applaudiva
LAm
non sapeva che esistesse la paura attendeva freddo e lucido il segnale
SOL Lam SOL
sussurrando: «Come fine non c’è male.»
SOL Lam SOL Lam SOL
Ma almeno lui ha riempito un po’la scena, si barcamena tra i giganti ed i travet
Lam SOL Lam SOL
Ma almeno lui sa che noi di razza impura si resta a galla giusto solo un quarto d’ora
SOL Lam SOL Lam SOL
Ma almeno lui non ha fatto solo scena, sull’altalena si concentra e va su e giù
Lam SOL Lam SOL
Ma almeno lui sa che il gioco e la candela son bilanciati giusto giusto un quarto d’ora.

(Il pirata)
SOL
Per un quarto d’ora è stato un bucaniere col sorriso al rhum
LAm
Per un quarto d’ora ha fatto scorribande da Tortuga in giù
SOL
Per un quarto d’ora ha avuto dei tesori, li ha sepolti nelle isole migliori
LAm
Capitano di una banda di corsari s’è distratto a compilare il suo diario
SOL Lam SOL
L’ha fregato un consulente finanziario.
SOL
Per un quarto d’ora è stato imperatore della filibusta
LAm
Per un quarto d’ora ha avuto la fermezza di un iconoclasta
SOL
Per un quarto d’ora ha fatto un gran disastro, e il suo viso già sapeva di salmastro
LAm
Con la benda nera sopra l’occhio destro dritto al cassero avvertiva il suo nostromo
SOL Lam SOL
«se telefona mia moglie non ci sono.»
SOL Lam SOL Lam SOL
Ma almeno lui non ha fatto solo scena, sulla polena sta aggrappato e guarda in giù
Lam SOL Lam SOL
Ma almeno lui tra gli spruzzi della prora ha visto il sole benché solo un quarto d’ora
SOL
Per un quarto d’ora ha avuto il cappellone con in cima il teschio
LAm
Per un quarto d’ora s’è sentito inconfutabilmente maschio
SOL
Per un quarto d’ora è andato all’arrembaggio, e trattava i suoi nemici con dileggio
LAm
Fu tradito solamente dal beccheggio disse «Amici», grigio in volto come un topo
SOL Lam SOL
«è opportuno che mi assenti per un poco.»
SOL
Per un quarto d’ora s’è nutrito solo di gallette dure
LAm
Era sul ponte e gli è partito il ponte di un premolare
SOL
Per un quarto d’ora con la nave in rada, ha passato dieci inglesi a fil di spada
LAm
Pretendeva d’imboccare l’autostrada, i pirati gli hanno detto con le buone
SOL Lam SOL
«Capitano, qui c’è il tutor, non conviene.»
SOL Lam SOL Lam SOL
Ma almeno lui ha riempito un po’la scena, sulla gomena si trastulla e va su e giù
Lam SOL Lam SOL
Ma almeno lui sa che il sogno e l’avventura ci son concessi giusto solo un quarto d’ora
SOL Lam SOL Lam SOL
Ma almeno lui sa che il mondo è quasi un cesso, e sul bompresso se la ride e sputa giù
Lam SOL Lam SOL
Ma almeno lui sa che il sogno e l’avventura ci son concessi giusto solo un quarto d’ora.
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CONDOMINO
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 98 – Bergamo, luglio 2009
Dep. SIAE 27/11/2009, n° 093450434

RE FA#m
Co co co co condomino
SOL
La tua cantina è all’umido
LA
Ritorni a casa fradicio
RE
E accendi la tv.
RE FA#m
Co co co co condomino
SOL
Che vuoi il videocitofono
LA
Fiero dei tuoi millesimi
RE
Detesti chi ce n’ha di più.
RE LA SIm
Oh oh oh oh oh
RE LA RE
Oh oh oh oh oooh
RE FA#m
Co co co co condomino
SOL
Se il pavimento è lucido
LA
Giù nel portone candido
RE
Tu ti commuovi un po’
RE FA#m
Co co co co condomino
SOL
Il tuo ascensore è splendido
LA
Peccato che uno stupido
RE
Ci ha scritto io qui ci cagherò.
RE LA SIm
Oh oh oh oh oh
RE LA RE
Oh oh oh oh oooh
RE LA SIm
E non lo sai tu non lo sai
RE LA RE
Che dal tetto del palazzo dove stai
SOL LA
Si vede quasi sempre il cielo
SOL LA
E la pianura e l’Appennino
RE
Ecetto quando è nuvolo.
RE FA#m
Co co co co condomino
SOL
Sul tetto una domenica
LA
Sei andato con il geometra
RE
Senza guardare in su.
RE FA#m
Co co co co condomino
SOL
Hai valutato i tegoli
LA
L’isolamento termico
RE
Eri in ciabatte che a momenti cadi giù.
RE LA SIm
Oh oh oh oh oh
RE LA RE
Oh oh oh oh oooh
RE LA SIm
E non lo sai tu non lo sai
RE LA RE
Che dal tetto del palazzo dove stai
SOL LA
Si vede un pezzo della Corsica
SOL LA
Alpi, Balcani, Ischia e Procida
RE
Solo però se è limpido.
RE LA SIm
E non lo sai tu non lo sai
RE LA RE
Che dal tetto del palazzo dove stai
SOL LA
Si vede anche il cortile di Ramona
SOL LA
che prende il sole in perizoma
RE
Ripareresti il pendolo.
RE FA#m
Co co co co condomino
SOL
Presenta la tua delega
LA
Al consigliere complice
RE
Manda affanculo tutti quanti e sali su.
RE LA Sim RE LA RE
Oh oh oh oh oh Oh oh oh oh oooh
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LA FORD ESCORT
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 99 – Bergamo, agosto 2009
Dep. SIAE 27/11/2009, n° 093450435

LA RE
Il mio vicino aveva l’Opel Kadett
LA MI LA
e Piero uno che frequentava il bar
LA RE
aveva appena preso la patente
LA MI LA
e andava con la Mini del papà.
RE LA
Goffredo l’ubriacone con la sua Due cavalli girava tutto fiero la città
MI LA
e lo zio Saro aveva una Ford Escort grigia che mai lasciava fuori dal garage
MI LA
vi sto parlando di trent’anni fa.
RE LA RE LA
I nomi delle auto noialtri ragazzini li sapevamo tutti ma si sa
MI LA
poi cambiano le mode e cambian le parole le macchine e la gente che ci va
MI LA
di certi nomi cosa resterà
LA RE
Così il vicino ha dato via la Kadett
LA MI LA
e Piero con la Mini del papà
LA RE
un giorno che pioveva è scivolato
LA MI LA
entrando con la macchina nel bar
RE LA
Goffredo ha poi cambiato mi sa tre o quattro auto adesso viaggia incerto in Apecar.
MI LA
Soltanto lo zio Saro ha resistito ai tempi ed ha lasciato l’Escort nel garage
MI LA
e quanto ha fatto bene non lo sa
RE LA RE LA
E cambian le parole e lo zio Saro avrà ben presto un premio alla sua fedeltà
MI LA
volendo spolverare la sua fidata Escort alzando la serranda stupirà
MI LA MI LA
trovandosi un troione nel garage... trovandosi un troione nel garage...
MI LA MI LA
trovandosi un troione nel garage.
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HO SOGNATO IL LUPO DI CAPPUCCETTO ROSSO
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 100 – Bergamo, settembre 2009
Dep. SIAE 27/11/2009, n° 093450437

(intro giro in dimin.)

(giro in dimin.)
Ho sognato il lupo di Cappuccetto Rosso

Usciva da una macchina brillante ed azzimato

Protetto dai gorilla che gli stavano addosso

Stringeva qualche mano tra il pubblico commosso. 1 giro

Poi m’è venuto incontro i denti come spade

Dicendo: «Tu racconti da anni alle tue figlie

La favola sbagliata, faziosa e in malafede

Le cose son diverse da quello che si crede. 1 giro con DO finale
DO
Perché la bambina astuta fingeva di raccogliere fiori in mezzo al boschetto
FA DO FA DO
Riveleranno i miei quattro avvocati quanto era losco in realtà il suo progetto
RE SOL
Che la stampa di parte ha taciuto mischiando le carte.

(intro giro in dimin.)
(giro in dimin.)
E poi ch’io la seguissi è solo un’illazione

Avevo gente a cena son stato a fare spese

Il bosco è casa mia io qui sono il padrone

Non succedeva nulla se stava al suo paese. 1 giro

Le ho detto quattro cose così per simpatia

Battute e barzellette ma poi m’hanno frainteso

Si sa che certa gente non conosce l’ironia

E a casa della nonna ci andai per puro caso. 1 giro con DO finale
DO
E in fondo la nonna, una gran sovversiva, dal passato a dir poco maldestro
FA DO FA DO
Quand’ho bussato cantava “Bandiera rossa” ho camuffato la voce per questo
RE SOL
E per grande coerenza ho mangiato quella vecchia stronza.

(intro giro in dimin.)
(giro in dimin.)
È giunta la bambina col rosso cappuccetto

E basta quel colore a dir che m’ha sfidato

Non mi sentivo bene e m’ero messo a letto

Mi ha interrogato a lungo sembrava un magistrato. 1 giro

Volevo sbadigliare e la bocca si è bloccata

Lei si è buttata dentro con gran provocazione

Così è venuto fuori che me la son mangiata

Ma è pura ideologia della sinistra infame. 1 giro con DO finale
DO
Poi quel cacciatore m’ha tagliato la pancia e proprio ieri l’ho fatto arrestare
FA DO FA DO
Perché aveva la licenza scaduta e il porto d’armi non regolare
RE SOL
E aveva preso una multa nel ’36 per divieto di svolta.

(intro giro in dimin.)
(giro in dimin.)
Così come vedi queste anime belle

Che stanno buonine e non fanno mai male

Le abbiamo mandate fuori dalle palle

I buoni siam noi come dice il Giornale.» 1 giro

Ho sognato il lupo di Cappuccetto Rosso

Devo dire che m’ha parecchio impressionato

Così che al mio risveglio mi son sentito scosso

Ho detto: “è solo un sogno” ma ero tutto sudato. giro completo con DO finale
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IL GATTO MAMMONE
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 101 – Bergamo, settembre 2009
Dep. SIAE 27/11/2009, n° 093450439


RE SOL SIm
Si fa un gran parlare dei giusti diritti che ci hanno gli embrioni
DO RE
ma io un embrione ho smesso di esserlo tanti anni fa
SOL SIm
c’è un gran movimento in difesa dei cani ma non sono un cane
DO RE
E persino un cane mi avverte che è tutta una pubblicità
RE SOL SIm
Le austere battaglie per salvaguardare la vita privata
DO RE
della gente in vista, di divi e padroni, delle autorità
SOL SIm
mi accendono di una partecipazione civile e impegnata
DO RE
pari a quella di un ratto davanti ad un bollo di autenticità.
MIm RE
Diritti non ne ho più come sto bene
MIm RE
vado in giro feroce e giulivo, furtivo come il gatto mammone
SOL LA
che ha il mantello accessoriato
SOL LA
ma l’aspetto di un barbone
SOL LA RE
che si sente un po’ smarrito in mezzo a questa confusione.
RE SOL SIm
Adesso che tutto è più snello col sistema informatizzato
DO RE
son pieno di schede magnetiche codici numeri e pin
SOL SIm
peccato che il mare di carta che ho in casa è parecchio cresciuto
DO RE
In poche parole mi dice che sono di troppo anche lì.
RE SOL SIm
E se devo fare un biglietto una tessera un certificato
DO RE
c’è lì uno sportello con i vetri spessi, blindati e fumé
SOL SIm
l’operatore mi dice (boccheggio senza suono)
DO RE
io non lo capisco, lo vedo che grida e s’incazza con me.
MIm RE
Non conto proprio più e mi sta bene
MIm RE
vado in giro feroce e giulivo, lascivo, sono il gatto mammone.
SOL LA SOL LA
che scompare in un baleno ma minaccia col vocione
SOL LA RE
che non riesce più nemmeno a spaventare le persone
RE SOL SIm
Anche quest’estate dai telegiornali servizi allarmati
DO RE
Con nuovi filmati sulla gente in coda e sul caldo che fa
SOL SIm
Ho visto un signore nell’auto con i finestrini abbassati
DO RE
Era un mio conoscente che è morto mi pare ventuno anni fa
RE SOL SIm
Un tempo pagare il pedaggio al casello dell’autostrada
DO RE
significava un saluto due chiacchiere cordialità
SOL SIm
adesso che han messo le spazzole dove si appoggian le dita
DO RE
io cerco con schifo tra i peli il mio resto tastando qua e là
MIm RE
Il resto non l’ho più ma mi sta bene
MIm RE
vado in giro feroce e giulivo, retrivo sono il gatto mammone
SOL LA SOL LA
ho l’eloquio poderoso ma non sempre c’è occasione
SOL LA RE
ho l’aspetto tenebroso ma mi trattan da coglione
RE SOL SIm
E come son sano da quando nei bar non si può più fumare
DO RE
è sano anche quello che sta al videopoker da sei ore in qua
SOL SIm
e quando si stacca mi mostra due occhi che sembra un procione
DO RE
Il volto moderno di una moderata serenità
RE SOL SIm
E cinema libri poi arte e cultura sono popolari
DO RE
ma cosa sia popolo da qualche tempo Dio solo lo sa
SOL SIm
se guardo se leggo se ascolto se penso mi sento un po’ fuori
DO RE
o forse ho l’alzheimer e non me l’han detto per pura pietà
MIm RE
Cultura non ne ho più e mi fa bene
MIm RE
vado in giro feroce e giulivo, sportivo sono il gatto mammone.
SOL LA
che non punta più la sveglia
SOL LA
ma lo fa con convinzione
SOL LA RE
Che gli han tolto anche la voglia di parlare di pallone.
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MEGLIO L’IPOCRISIA
(testo e musica Alessandro Mancuso)

N° 102 – Bergamo, ottobre 2009
Dep. SIAE 27/11/2009, n° 093450438


DO FA DO REm
A te che parli chiaro, ti piace dire il vero, Madonna, come sei sincero;
DO SOL7 DO
quello che hai nella testa preciso hai nella bocca e infatti ne vai tronfio e fiero
DO FA DO REm
Mi piacerebbe dirti, provare ad avvertirti, che ciò che tu chiami pensiero
DO SOL7 DO
è una catena informe d’infarti cerebrali perché ragioni con il culo.
DO FA DO REm
Tu non sei una linguaccia come certa gentaccia, le cose me le dici in faccia
DO SOL7 DO
non parli alle mie spalle, non certo a mia insaputa sei limpido come una doccia
DO FA DO REm
Io vorrei suggerirti di confidare ad altri le tue opinioni sul mio conto
DO SOL7 DO
e invece a me elargire sorrisi a non finire mi piaci più sul falso spinto.

FA DO FA DO
Ma io non ho la tua schiettezza travolgente, non riesco a dimostrarti che sei un deficiente
SOL7 DO SOL7
Benché ne abbia le prove e pure i testimoni mi lascio rompere i…
FA DO FA DO
Dimmi ti prego le bugie più infide, vedi, la tua autenticità mi uccide
SOL7 DO SOL7 DO
Meglio l’ipocrisia, la sana ipocrisia, se la coscienza è l’idiozia
SOL7 DO SOL7 DO
Meglio l’ipocrisia, la sana ipocrisia che lascia intatta la mia fantasia.

DO FA DO REm
Ti vanti e ti rivanti di tutti i tuoi argomenti che dici sempre fuor dai denti
DO SOL7 DO
e non c’è odontoiatra che chiuda la cloaca a cui dai fiato come i venti.
DO FA DO REm
E quando siamo soli tu spargi ai sette cieli che sulla lingua non hai peli
DO SOL7 DO
ti vorrei consigliare un bel tupè linguale di pure setole animali.

FA DO FA DO
Ma io non son così spontaneo e puro, da dirti dove ti manderei davvero
SOL7 DO SOL7
Sopporto verità che illustri con schiamazzo, mi faccio triturare il…
FA DO FA DO
Dimmi ti prego la bugia più astrusa, vedi, la tua autenticità mi pesa
SOL7 DO SOL7 DO
Meglio l’ipocrisia, la sana ipocrisia, se la coscienza è l’idiozia
SOL7 DO SOL7 DO
Meglio l’ipocrisia, la sana ipocrisia che lascia intatta la mia fantasia.

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