2010 PIRATA PER UN QUARTO D'ORA - ALESSANDRO MANCUSO, le canzoni, i racconti, il teatro

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2010 PIRATA PER UN QUARTO D'ORA

Il teatro > Gli spettacoli

Dopo tre anni di inattività compositiva, per i motivi prima ricordati, ecco la stesura di uno spettacolo interamente nuovo; vi compaiono solo due canzoni concepite per il precedente "IO SONO LO SCHIFO" del 2006 ma poi non sfruttate e "L'uomo soprammobile" ripresa da "UNA DELLE ULTIME SERE GENOVESI" del 1996, più altre cose scritte in passato ma mai cantate in pubblico. La spinta alla scrittura di canzoni sia satiriche e divertenti che di pezzi anche non immediatamente ironici, è dovuta al fatto che Mancuso ha esigenza di congedarsi degnamente dal suo pubblico bergamasco, e per questo sente l'urgenza di interrompere il lungo silenzio e mettere da parte le frustrazioni, pur senza illudersi di nulla: ha infatti ottenuto il trasferimento a Genova e ritorna a casa, dopo 14 anni di residenza a Bergamo, ai quali vanno aggiunti i primi 4 anni, dal 1992, in cui viveva a Genova ma durante la settimana lavorava nelle scuole della provincia orobica. Il Piccolo Teatro di Campopisano ha da tempo chiuso i battenti e per Mancuso si tratta di un nuovo salto nel buio. A Genova non ha più nessun contatto e la realtà, dopo un'assenza così lunga, è del tutto cambiata. Scrive le canzoni dello spettacolo una dietro l'altra, nel corso dell'estate, e lo fa con la frenesia e il piacere di chi sospetta che possano essere davvero le ultime. Non si scrivono canzoni se non si è più che convinti che un pubblico le possa ascoltare. La novità consiste nel fatto che Mancuso si cimenta per la prima volta negli arrangiamenti e realizza, in solitudine, da autodidatta, le basi musicali preregistrate per cantarvi sopra quasi tutte le canzoni, lasciandone solo quattro all'interpretazione tradizionale voce e chitarra. I monologhi sono scarni, per lo più introduzioni ai brani cantati, con l'unica eccezione di "Aristarco Scartafaccio" ripreso da una storia dello spettacolo del 1996. Ritorna anche l'ormai tradizionale dialogo con la sgarbata voce preregistrata che fu già del "bancomat" e del "servizio ricerca clienti telefonici", questa volta impegnata a dare consigli di tipo… psicologico al sempre smarrito e inerme interlocutore nel ruolo della vittima.

PIRATA PER UN QUARTO D'ORA è uno spettacolo di canzoni introdotte e collegate da brevi inserti parlati. Le canzoni sono d'impostazione ritmico-melodica leggera, di taglio artistico cantautorale, e presentano dinamiche testuali ora liriche e narrative ora ironiche e satiriche. L'argomento di partenza riguarda i momenti della vita in cui a ciascun individuo è dato di "assomigliare ai propri sogni". Non sogni di carriera, di successi economici e nemmeno sentimentali o familiari, ma sogni di un immaginario, individuale oltre che collettivo, che mettano in contatto con la fantasticheria interiore, l'avventura, il guardarsi vivere di ciascuno con gli occhi del bambino che osservi incantato l'eroe preferito delle letture. E per un momento, anzi, per un quarto d'ora solo, talvolta quell'eroe è proprio lui. Il mondo intorno non lo sa e non se ne accorge ma questo, per gli occhi del bambino di ogni età, ha un'importanza del tutto secondaria. Purtroppo questi quarti d'ora di eroismo interiore e privato vanno conquistati a caro prezzo; occorre passare attraverso fatiche e lordure del quotidiano che consentono, nello spettacolo, di far emergere sia il lato melanconico e riflessivo che il lato apertamente comico, burlesco e satirico delle canzoni. Si parla quindi anche di piccole vergogne personali così come di grandi vergogne sociali e politiche, e ci si ride sopra, in versi, in rima, in ballata.


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