ARISTARCO SCARTAFACCIO da "Una delle ultime sere genovesi" 1996 - ALESSANDRO MANCUSO, le canzoni, i racconti, il teatro

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ARISTARCO SCARTAFACCIO da "Una delle ultime sere genovesi" 1996

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I MONOLOGHI

ARISTARCO SCARTAFACCIO


E gli altri, mi dirai. Non esistono? Esistono. Esistono per complicare ancora di più le cose. Se tu hai una grana e intervengono altre tre persone per aiutarti a risolverla... ti ritrovi con quattro grane. Gli altri fanno chiasso. Alla nascita c'è chiasso. A scuola c'è chiasso. C'è chiasso all'esame della patente, quando ti sposi, quando vai in pensione. C'è un chiasso infernale anche per la morte.

Ricordi la buonanima di Scartafaccio? Sì, l’architetto.

L'ho visto sul letto di morte. Un quarto d'ora prima di lasciarci, con un filo di voce, imprecava ancora imbestialito. Aveva ragione. Pensa che intorno c'erano i suoi parenti, i suoi amici; c'erano tutti. E tutti pretendevano di spiegargli come doveva morire.

«Fai così»

«No, meglio così»

«Guarda, secondo me ti sbagli»

«Vorrai spiegarlo a me, con tutta l'esperienza che ho?»

Professionisti, casalinghe, studenti... ognuno diceva la sua. Alcuni discutevano amabilmente, con fare accademico. Altri, più rozzi, litigavano:

«Capisci un cazzo tu! Cosa vuoi parlare che avrai visto morire sì e no un paio di mosche. Un uomo è diverso. Architetto, per giunta. C'è tutto in iter, da seguire!»
Sembrava che tutti fossero morti almeno una decina di volte.

Ci sono gli esperti di tutto. Da come si aggiusta un rubinetto, a come si montano le catene, a come si tirano le cuoia..

E Scartafaccio moriva e si incazzava perché, almeno quello, avrebbe voluto farlo così, come gli veniva, spontaneamente.

No.

«Ascolta me che me ne intendo»

«Vedrai che poi non te ne penti, me lo verrai a dire. Scommettiamo che ho ragione io?»

Lo sai com'è morto? Ha cercato di guadagnare la fuga:

«Vado a morire in garage, fanculo a tutti!»
Sceso dal letto, debole, ha barcollato, ha imboccato il corridoio.

E tutti:
, non così»

«Mettiti le ciabatte, non sta bene»

«Copriti le spalle ché prendi freddo»

E lui: Pam! Spigolo della porta. Secco.

Non ti dico i commenti. Mica gliel'hanno perdonata.

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