Diario serate 2006 - ALESSANDRO MANCUSO, le canzoni, i racconti, il teatro

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Diario serate 2006

Il teatro > Come in un diario (appunti serate dal 2002)

IL TEATRO > COME IN UN DIARIO: appunti redatti a caldo su ogni singola serata a partire dal 2002

2006
Spettacoli:
Presentazione del romanzo
"Tra qualche anno saremo tutti ricchi"


"Io sono lo schifo"


BERGAMO, Sabato 25 febbraio, Caffè letterario. Serata di presentazione del mio romanzo Tra qualche anno saremo tutti ricchi. Mi ha accompagnato, e ha duettato con me, Adolfo. L'esibizione in due funziona molto bene, anche perché lui suona di tutto, dai fiati, alle percussioni al… basso a bocca. Molta gente, oltre cento persone. Tantissimi ex allievi (soprattutto Mascheroni ma anche Alzano, Zogno e Gilardi erano rappresentati) e più della metà di tutti i colleghi di San Pellegrino. Venduti 23 libri (ma 10 li avevo già venduti a scuola). Sono rimaste 9 copie al Caffè letterario disponibili per vendite future e 8 copie a me (devo venderne ancora due o tre a scuola e riportarne 2 alla Paola, edicolante di San Pellegrino, che li aveva già esposti ma me li sono fatti ridare perché fino alla mattina precedente la serata del 24 non avevo ancora ricevuto il secondo ed il terzo pacco, contenenti rispettivamente 16 e 12 copie. Con le 30 spedite la prima volta in totale fanno 48, alle quali vanno aggiunte le due copie prelevate da mio padre direttamente alla Golden Press. Insoma per ora siamo ad una tiratura di 50: arriveremo a 100). Pubblico attento e interessato, anche se molto composto. Le 7 canzoni nuove presentate sono piaciute, con qualche freddezza su Io sono lo schifo ma forse solo perché era la prima. Molto casino al bar, la concentrazione in qualche caso era difficile da mantenere. Male anche l'impianto, almeno per il mio ritorno della voce; gli altri hanno detto che tutto sommato si sentiva bene. Non avevamo nessuno che regolasse i livelli. Hanno scattato foto della serata Mario Da Polenza (per il sito), il fedelissimo Sergio Villa e la moglie di Andrea. Le canzoni sono belle, come supponevo, e in genere sono piaciute. Uscito richiamo di qualche riga sia sull'Eco, con titolo in grassetto ma senza foto, sia sul Giornale di Bergamo, con piccola foto. Non ha scritto invece nulla la Voce. Pazienza. Dato indirizzo e-mail a Patrizia di S. Andrea sul Jonio (un'amica di Concetta Pindilli) che vorrebbe fare un articolo sulla mia attività per una rivista calabrese. Mai più sentita.

Marzo. Un rappresentante di libri per la scuola, che organizza uno spettacolo benefico per il 29 di aprile al teatro di Dalmine, chiede una mia partecipazione. Gli ho risposto picche perché è una cosa di "arte varia" con bestie allo sbando-sbaraglio (l'anno scorso c'era la "sosia di Mascia" del Grande fratello 1, quindi…) e voleva pure sapere che genere faccio per giudicareil mio operato ed, eventualmente, offrirmi tre minuti di intervento gratis. Sembrava che il piacere lo facesse lui a me. Si è pure risentito del mio rifiuto e si è vantato che quest'anno ci sarà Heater Parisi. Gli ho risposto che se c'è quella, di cosa si lamenta? Se avesse le palle per organizzare, e promuovere, una serata con un mio spettacolo intero, non solo lo farei gratis, ma pagherei pure il biglietto di ingresso per entrare ad esibirmi. Lui non poteva capirlo che non è una questione di quattrini.




ZANICA (BG), sabato 13 maggio, Auditorium Comunale, nell'ambito della rassegna "La fabbrica delle nuvole, 9° edizione" (org. Giuseppe Nespoli, con TeatroAttivo). Prima assoluta di "IO SONO LO SCHIFO". Da solo, vecchia impostazione con chitarra elettroacustica per i brani più mossi da fare in piedi e chitarra classica per quelli più lenti, da fare seduto. Lavorato con 3 basi, due per due parti dialogate e la terza per la canzone CHI LO DECIDE. Il problema dell'acustica e del rimbombo, che ha funestato le prove del venerdì pomeriggio e di un'ora prima dell'inizio dello spettacolo, è quasi del tutto scomparso grazie al tutto esaurito (120 persone); non una sedia libera. Funziona tutto a meraviglia, l'attenzione è da sogno, teatrale fino in fondo, risate e applausi a scena aperta nei momenti giusti e monologhi che vanno via puliti e ben gustati. Lo spettacolo sembra piuttosto ben costruito (non ho lasciato nulla all'improvvisazione, lo stavo preparando da mesi, in solitudine e nel chiuso del mio angusto ma accogliente studiolo!), dura i circa 80/90 minuti calcolati sulla carta, non dà mai l'impressione della pesantezza, ha un ritmo incalzante. Forse anche troppo. Le forze mi reggono comunque fino alla fine, nonostante io debba combattere con una sete olimpica che mi asciuga le fauci e con fenomeni di aerofagismo (orale… quello scritto la prossima volta…) che mi mantengono una costante bolla d'aria nel gozzo la quale non mi permette di godermi serenamente l'esecuzione delle canzoni. Meglio sui monologhi, ma anche lì… burp!! (ho mangiato troppa pizza, d'altronde). Unico neo la regolazione della base musicale di CHI LO DECIDE; è troppo alta e rimbomba coprendo il canto. D'altra parte se la tenevo più bassa (i livelli li seguivo io in diretta, un po' complicati soprattutto sulle basi che non erano tutte registrate allo stesso volume… ho fatto quel che potevo, si tratta comunque di un'opera artigianale che mi ha vieppiù soddisfatto) non riuscivo a sentirla, data la dispersione acustica del locale. In ogni caso è un neo di portata quasi irrilevante. Credo che la base, livello audio a parte, funzioni benino, quindi per le esibizioni da solo lo spettacolo è assolutamente pronto e non subirà modifiche. La mia memoria ha retto benissimo: solo in due o tre punti, sugli ultimi pezzi, ho lievemente improvvisato parole diverse perché non mi venivano quelle originali, tuttavia sono sempre riuscito a rimanere nella durata delle battute perché i brani li avevo preparati a sufficienza. Certo gli ultimi dieci-quindici minuti di spettacolo mi hanno trovato un po' stanco ma non sfinito come è accaduto altre volte. Sono stato contento però che non mi abbiano richiesto i bis (che pure avevo preparato: volevo fare "Caffe' degli sbulinati" e la vecchissima "Il cappone reginaldo"). Probabilmente, per occasioni del genere (peraltro rarissime), cioè di tipo veramente teatrale, occorrerebbe pensare di spezzare lo spettacolo in due tempi per avere un po' di pausa e interrompere il solito ritmo altissimo (tra la fine di un brano e l'inizio di un altro, quando smettono di applaudire, mi sembra che ci sia un vuoto insopportabile e mi viene da riempirlo attaccando subito il successivo). Però sono riuscito a godermi a pieno le pause nei monologhi, e mi sembra di aver recitato in maniera decorosa. Sono stato assistito in modo encomiabile dagli amici di Teatrattivo, Giuseppe Nespoli, Valerio ed Ettore (o Ernesto?), sia nelle prove che durante lo spettacolo. Giuseppe ha curato le luci in diretta e mi ha seguito, con i proiettori fissi, molto bene. Per lo spettacolo non ho voluto soldi ma ho chiesto che mi lasciassero vendere libri e CD e ne ho venduti a bizzeffe. Ho venduto il CD registrato in casa di Io sono lo schifo, cioè lo spettacolo completo, e purtroppo ne avevo stampate solo sei copie (andate via subito tutte, e ne volevano delle altre), un po' perché prive di bollino SIAE e un po' perché non prevedevo un pienone del genere e un simile successo di interesse. Sono contento comunque di aver venduto anche le, credo 8 copie di SPOT GENERATION, doppio dal vivo, da me rimasterizzato al computer dal DVD della videoregistrazione della festa dell'Unità di Crema dell'agosto 2005, con tutto il gruppo. Sono contento che la gente abbia quella registrazione perché le canzoni sono suonate benissimo (dagli altri) e sono gradevoli da ascoltare. È un peccato comunque che una simile serata sia destinata a rimanere, come altre volte, un episodio isolato, e che da domani si debba ricominciare tutto daccapo, cioè da zero. Non avevo depositato il testo alla SIAE per fare in modo che Giuseppe non dovesse pagarmi neppure i diritti d'autore, ma non è stato possibile ed ho compilato comunque il borderò. Mi arriverà qualche soldo di diritti. Sono molto contento.


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