Diario serate 2009 - ALESSANDRO MANCUSO, le canzoni, i racconti, il teatro

Vai ai contenuti

Menu principale:

Diario serate 2009

Il teatro > Come in un diario (appunti serate dal 2002)

IL TEATRO > COME IN UN DIARIO: appunti redatti a caldo su ogni singola serata a partire dal 2002

2009
Spettacoli:
"IL CANTASTORIE FUORI"

"NONOSTANTE TUTTO INSISTO E CANTO GABER"

"IL MONDO DI ROBERTO VECCHIONI"

"STORIA DI UN CANTAUTORE: FABRIZIO DE ANDRE'"

Domenica 11 gennaio 2009, Agorà spazio giovani del bar Polaresco di Longuelo (a Bergamo). Partecipato a serata di omaggio a De Andrè nel decennale esatto della scomparsa. Organizzazione del Liceo Amaldi, a firma del collega Angelo Pagani. Un bordello di gente, credo quasi 300. proposto suite di 5 canzoni in genovese (CREUZA DE MA, JAMIN-A, DOLCENERA, SINAN CAPUDAN PASCIA', A DUMENEGA) più KHORAKANE', con parte finale rom cantata da una ragazza con grande voce. Chitarra scordata dopo qualche minuto. Dal secondo pezzo ho suonato una chitarra dei ragazzi che proponevano altri pezzi. Nel frattempo mi hanno accordato la mia, con la quale ho concluso. Sull'arpeggio di Khorakanè, visto che me l'hanno fatta ripetere tipo bis perché pare fosse venuta abbastanza bene, mi si sono inchiodate le dita della mano sinistra sull'arpeggio di SI7. non mi era mai successo. Una specie di anchilosi. La vecchiaia è una bestia orrenda. O forse è il non suonare quasi mai la chitarra per più di un anno e mezzo? Incontrato gente della compagnia Il Porto di Dalmine, compagni interessanti. Con me c'erano Rosanna e Claudio che prima di mezzanotte sono andati via per non trovare troppo ghiaccio lungo la strada verso Campo.




Febbraio. Dati a Photo 3 i DVD con alcune riprese di serata al Caffè letterario per farne un DVD unico con selezione di alcuni brani riusciti (montaggio, scritte ecc.). Speriamo in un buon lavoro.
Mandata mail a Giuseppe di Zanica per proporre la presentazione spettacolo del libro IL CANTASTORIE FUORI. Ha detto che parla con l'assessore ma ha voglia di fare la serata.




Sabato 14 febbraio, Auditorium "Caduti di Nassirija" di Alzano Lombardo, replica della serata omaggio a De Andrè. Come l'altra volta ma al posto di Khorakanè ho cantato Amico fragile, con accompagnamento di basso e batteria. Venuta benino ma la chitarra ha dato problemi con l'accordatura. L'impianto era comunque infame. Bello spazio, grande e capiente, con palco spazioso. Unico nee… i neon, bianchi, costantemente accesi sia sul palco che sul pubblico, tipo convegno. Atmosfera= zero. Pubblico intorno alle 150 persone (si temeva peggio), che ha gradito oltremodo. Il mio intervento (che è risultato poi piuttosto lunghetto anche a me, anche se non me ne ero accorto (tre quarti d'ora filati) è stato interamente videoripreso da Alessandro Rinaldi, il quale ha anche collegato un computer portatile al mixer per registrare l'audio dell'intera serata ma dal mixer uscivano suoni distorti al massimo e le registrazioni sono del tutto inascoltabili. Non male la qualità del video, invece, che però non è aiutata dall'ambientazione lattiginosa, modello conferenza, che rende le immagini bruttine, anche se decenti nella definizione. È comunque un altro documento. Di cosa? non si sa.




Venerdì 3 aprile, Caffè letterario di Bergamo. Fatto IL CANTASTORIE FUORI, con scaletta come da programma impostato salvo "Spallanzani" che ho tagliato e "Storia di cacciatori e di cinghiali" che avevo previsto come bis ma veniva troppo lunga. Ho chiuso dopo "E' scoppiato un casino al 7° piano" e poi ho fatto, come bis (in realtà inserito inizialmente in scaletta normale) "Il canarino". Tutte le 14 canzoni eseguite sono state fatte voce e chitarra, alteranndo, come da programma, la classica con l'acustica. Finalmente non ci sono stati problemi di scordatura (e mi chiedo ancora cosa succedesse con le due serate De André quando mi si scordava continuamente. Certo, dopo ho cambiato le corde, ma non so se dipende solo da quello. Boh!). Lo spettacolo va abbastanza; certo, molte canzoni sono eseguite in lettura e in qualche caso avevo dei riflessi di luce che non mi lasciavano leggere bene così qualche incertezza in acune frasi e in alcuni accordi c'è stata ma roba di poco conto.Pubblico scarsino (poco più di quaranta teste) ma attento e interessato. Praticamente tutti del liceo Amaldi, tra ragazzi e colleghi. Presente anche il Preside Cefis. Andamento preciso, puntuale, senza sbavature ma poco esaltante. Quelli del Caffè letterario hanno fatto pochino (niente) per chiamare gente, o forse è il venerdì una serata che non tira. Di sabato, solitamente, le cose andavano molto meglio. Per fortuna, comunque, non c'era il solito casino al bar, anche perché c'era scarsità di avventori occasionali e non interessati allo spettacolo. Meglio, tutto sommato.




Sabato 18 aprile, Auditorium comunale di Zanica. Fatto IL CANTASTORIE FUORI, apertura della 12° edizione della Rassegna LA FABBRICA DELLE NUVOLE. Solita accoglienza straordinaria di Giuseppe Nespoli che si sbatte da prima delle cinque del pomeriggio a mezzanotte e mezza per far funzionare tutto a dovere: monta il palco con le bellissime quinte nere a sbalzo, sistema e cura personalmente le luci, sostiene nella misura dei suoni dell'amplificazione e mi assiste tutto il giorno, in compagnia di Ettore (che ho scoperto di confondere con Ernesto perché loro due, a vicenda, si chiamano entrambi "Ernest" per una storia del loro passato), sia nelle prove che prima, durante e dopo lo spettacolo.
Lo spettacolo ha funzionato alla grande. Stessa scaletta del 3 aprile ma con "Il canarino" eseguita regolarmente in chiusura di spettacolo e "Il cinghiale" come bis "chiamato" senza fatica dalle luci sapienti di Giuseppe e dall'entusiasmo che si crea in sala. Più di settanta persone presenti, due ragazzi di San Pellegrino con famiglia, il fido Alessandro Rinaldi, Michelle con parenti, Sergio Villa con compagna calabrese, l'ottimo Adolfo con Lucia che aveva la febbre e sono andati via un po' prima. La tirata è lunga, sono due tempi da un'ora abbondante ciascuno (la pausa tra un tempo e l'altro è fondamentale). Non mi sono stancato troppo e ho retto bene fino all'ultimo. Inserite le vecchie basi per "Egregio", "Tutto il tempo del giorno" (suonata con aggiunta di chitarra classica dal vivo) e "La riunione", più il dialogo solito del "Servizio ricerca" e tre sigle, due iniziali dei due tempi e due finali, ricavate dal CD Egregio non faccia l'onda! che hanno arricchito il tutto. Inserito battute improvvisate qua e là e ben funzionanti. Unico errore sulla prima canzone, Egregio, cantata su base: non mi decidevo se cantare col leggio davanti o andare a memoria: tento una via di mezzo, la più pericolosa, metto il leggio da una parte, laterale, per sbirciarlo ongi tanto ma… non è possibile perché non trovi la frase al volo, se non segui riga per riga durante il canto. In effetti è una canzone che so bene, ma per tutto il pomeriggio, pur avendola provata molte volte, ho continuato a dimenticarmi la seconda strofa. Così ho tentato la via di mezzo e… puntualmente sulla seconda strofa penso: la so o non la so? Decido di non riuscire a ricorarmela e butto l'occhio sul leggio laterale. La base va avanti prima che io riesca a capire in quale cazzo di riga devo prendere la strofa e combino il pasticcio. Salto una riga, taccio e riprendo la base più avanti. Non male come inizio ma non mi spavento affatto e continuo più carico che mai, riuscendo a non sbagliare praticamente più niente ma aiutandomi molto, e fin dall'inizio di quasi tutte le canzoni, con il leggio, senza problemi. Mi manca lo sguardo diretto e continuo sul pubblico ma riesco ad ovviare con brevi occhiate. D'altra parte pezzi come "Sulla spiaggia di Celle", "Il settimo piano" e tutti quelli poetici inseriti nello spettacolo ("Confinato", "Esilio") sono praticamente impossibili da ricordare a memoria se non si provano assiduamente. Ho letto, per sicurezza, anche "Samantha", "Mamma maiala" , "Celestina", "Canarino" e "Cinghiale" ad evitare incidenti, ma l'esecuzone era piuttosto buona. Un po' male l'acustica, come sempre, ma mi sono regolato, anche se su alcune basi, soprattutto quella del dialogo "servizio ricerca" sentivo poco perché non avevo spie, ma ha funzionato tutto. Grandi risate, un paio di applausi a scena aperta (non più perché i tempi di canzoni e monologhi sono talmente serrati che non c'è spazio per interventi corsposi del pubblico). Le basi le ho madnate da una piastra lettore CD professionale formitami da Giuseppe perché il mio lettore CD portatile, con quell'impianto, tagliava via alcuni strumenti e l'arrangiamento si sentiva a metà (chissà per quale motivo). Lavorato benissimo con due microfoni, uno a cavo, fisso sulla postazione seduto per i brani eseguiti con chitarra classica e l'altro, radio, senza filo, posizionato sull'asta per i brani in piedi e con chitarra acustica. Solo sulla "Riunione" ho preso il microfono in mano ed ho interpretato un po' di più, muovendomi. Contento il solito eroico assessore Bruno. Giuseppe, presentandomi, ha già annunicato il mio spettacolo per il 10 maggio ad Albano Sant'Alessandro, in teatro, pro terremotati dell'Abruzzo. È una bella occasione. Firmato borderò e consegnata lista delle canzoni con i codici di ciascuna di esse. Arriverà qualche soldino SIAE che forse mi eviterà l'onta di pagare l'iscrizione come ho fatto l'anno scorso. Il giornalista dell'Eco ha naturalmente snobbato l'evento, non scrivendo un cazzo per la data della rappresentazione e non venendo a vedere lo spettacolo nemmeno questa volta, nonostante fosse la prima della rassegna. Sono questioni bassamete politiche, piccinerie squallide di questo tempo fascista, nel quale i clericofascisti ciellini dell'Eco ci sguazzano come maiali.

14 maggio, Festa dei Giovani di Albano S. Alessandro
, presso impianti sportivi. Fatto IL CANTASTORIE FUORI. Se è vero che la vita è tutto un perdere - o un modificarsi in peggio - di cose belle, che se ne vanno una ad una e ci lasciano a rimpiangerle, è altrettanto vero che le cose più fetenti della vita stessa ritornano invece ciclicamente, con puntualità invidiabile, e senza cambiare mai. È successo ancora. Giuseppe Nespoli, incolpevole, mi ha proposto per una festa del suo paese ma gli hanno cambiato le carte in tavola senza che lui potesse seguire la cosa da vicino. Inizalmente lo spettacolo per questa festa si doveva fare in teatro (quante volte l'abbiamo già sentita, questa?), poi gli avevano detto che la festa era spostata presso gli impianti sportivi (anche questo mi ricorda qualcosa) e che lo spettacolo doveva aver luogo seotto una tenda, comunque in un posto al chiuso. Questa sera, appena arrivati, ci siamo resi conto che lo spazio spettacoli era un parcheggio, tra il solito tendone del cazzo con tavoli per mangiare e giocare alla tombola, il bancone del bar con cucina annessa, e che il palco era la solita gabbietta del cazzo con le stuoie di merda intorno su tre lati, il tetto in lamiera (ondulata…) e le assi scricchiolanti e traballanti coperte da un'orrenda pavimentazione di panno marcio. Non fosse che c'è Giuseppe girerei la macchina e andrei via. Pazienza, ancora una volta è successo. Tanti ragazzi intorno a darsi da fare, impianto audio decente, impianto luci con quattro faretti, discreta assistenza, da parte dei ragazzi (comunque molto sprovveduti e alle primisse esperienze nel campo). Monto, facciamo i collegamenti, accordo le chitarre e proviamo un po' i suoni. Canto e suono De Andrè per vedere di regolare i livelli. Arriva Alessandro Lampis, informato da un mitico amico dalla lunga barba,c he gli ha detto che ci sarei stato io. Non mi ha ancora portato il DVD del concerto di Sarzana di Fabrizio, nonostante se lo fosse preparato per sfruttare l'occasione. Sarà per la prossima volta. Comunque gli consegno il doppio CD della festa dell'Unità di Crema, agosto 2005, che non aveva ancora. Comprerà poi una copia del Cantastorie, l'unica venduta, insieme ad un CD (ma non ricordo quale) che deve aver acquistato qualche pazzo. Dunque, lo spettacolo. Fatto per raccolta feondi terremotati dell'Abruzzo. Comunico che se si venderanno CD e libri metà del ricavato potranno tenerlo da aggiungere alla raccolta. Ma in realtà, come accade sempre in questi casi, non c'è quasi un cane a cui interessi nulla di quello che stiamo per fare. Poca gente anche nei tavoli a mangiare. Inizio lo spettacolo dopo aver atteso oltre l'orario tabilito ma la gente seduta è pochissima. Inoltre intorno c'è molto casino. L'assessore ai servizi sociali mi presenta, dice parole carine, salgo su e inizio la tortura. Sento poco il ritorno dell'audio, leggo tutto perché con il vociare e le urla continue, altissime, che si levano intornoda parte di giovinastri del luogo non mi riuscirebbe di ricordare niente, e poi almeno guardo i fogli e non la desolazione che mi è fin troppo nota. Faccio solo il primo tempo, alla fine del quale accordo inutilmente la chitarra acustica che si era scordata per l'umido della sera. Parlo con Giuseppe che è avvilito, costernato e mortificato. Gli dico di non prendersela ma gli propongo anche di finirla lì. Stop. Fatto solo il primo tempo, tutto e a razzo, senza soffermarmi su niente. Le canzoni le ho cantate al volo, velocissime, e dovevano fare molto schifo. Mentre cantavo avrei preferito essere ovunque (segue elenco ideale - a libera scelta di ciascuno - di luoghi orribili nei quali non vorremmo mai essere. Io invece volevo essere proprio in quelli). I fantasmi di Rovetta, Osio Sotto e Marigolda si sono rimaterializzati. Mi ripetevo che ero lì solo perché mi aveva chiamato Giuseppe. Alla fine del primo, e unico, tempo vado a mangiare. Costine, spiedini, patatine fritte. Mangio di gusto, ascolto la rabbia degli organizzatori nei confronti di un assessore che non è quella che ha parlato prima dell'inizio della tortura ma m'importa poco. Mi dispiace per Giuseppe, perché è veramente incazzato. Rimaniamo con il ricordo della bella serata di apertura della rassegna di Zanica (un altro mondo) e chiudiamo anche questa pagina. Però Albano è un bel paese; molti campi coltivati, fra le colline. L'area dei centri sportivi dove eravamo è accanto alla ferrovia. Passavano i treni. È passato anche l'ETR 500 in livrea rossa, forse la Freccia Rossa. Mi è piaciuto vederlo passare, veloce.




Lunedì 8 giugno, Caffè letterario di Bergamo. De Andrè Night, Tributo a De Andrè. Cantato le canzoni in genovese dell'altra volta più, mi pare di ricordare, Hotel Supramonte. I Blasfemi hanno poi chiuso la serata.




Sabato 13 giugno, Parco Montecchio di Alzano Lombardo. Breve intervento alla festa all'aperto degli allievi della scuola. Ora di cena, non c'era quasi nessuno. Palco con service, mentre montavano le luci per le esibizioni della sera. Cantato Egregio non faccia l'onda e Rimini di De André, poi andato via augurando buona estate a tutti.




Sabato 7 novembre 2009, Caffè Letterario "IL MONDO DI ROBERTO VECCHIONI". Buon pubblico, particolarmente numeroso. Moltissimi allievi di quest'anno, del Mascheroni, tutti di prima, molti accompagnati da mamma o papà. Presente robusta delegazione dell'Amaldi, compreso Riccardo Radici (coi genitori) a cui ho consegnato parecchio materiale per il sito; alcune allieve dell'anno scorso e alcuni di quelli con cui ho fatto le serate De Andrè lo scorso anno. Un collega e una segretaria del Mascheroni. Stefania Ricciardi. Mario da Polenza con la ragazza. Sergio Villa e signora. Sonzogni padre e figlio con l'altro allievo Roberto Milesi. Tantissima altra gente. Cantate: CANZONE PER SERGIO, LUI SE N'E' ANDATO, DONNA FELICITA', SINGAPORE, ARCHEOLOGIA, L'UOMO CHE SI GIOCA IL CIELO A DADI, MESSINA, TEATRO, CANZONE PER LAURA, LA FORD ESCORT (mia), ALIGHIERI, FIGLIA, A.R., SAMARCANDA, STRANAMORE, MI MANCHI, SIGNOR GIUDICE, DENTRO GLI OCCHI, CELIA DE LA CERNA, LUCI A SAN SIRO. Suono come al solito cupo e brutto. Bene la proiezione sullo schermo delle foto che avevo preparato. Molto rumore dal bar che disturbava, insieme alla sonorità della voce che non mi aiutava ad estendere le note.




Sabato 19 dicembre 2009, IL BOPO di Ponteranica "NONOSTANTE TUTTO INSISTO E CANTO GABER". Spazio ottimo. Tantissima gente, seduta ovunque; affollamento notevole. La sala del bar non era sufficiente e alcune decine di persone sono state messe nell'area dei campi da bocce (al coperto) ed hanno seguito lo spettacolo dalle due ante aperte della porta. Adolfo impeccabile come sempre, con tutti i suoi strumenti e anche qualcuno in più (rullante, flauti, maracas e ammenicoli di vario genere). Impianto buono anche se sul finale deve essere andato in tilt e rendeva la voce troppo cupa. Due ore filate, sempre rigorosamente in piedi, dalle 21.30 alle 23.30 passate. Fatte tutte le canzoni previste in scaletta, compresa Il dilemma che avevo deciso di togliere perché ero stanco ma ho fatto come bis, richiesto con decisione. Insomma non ho tolto nulla di ciò che avevo preparato in scaletta, nemmeno dei monologhi, che sono venuti, a mio modo di vedere, piuttosto bene. Sbagliato un paio di intonazioni sull'attacco del ritornello de I Borghesi e poi alcune cose nel tempo di altre canzoni (Adolfo smetteva di seguirmi e aspettava che ritornassi in me… ma non si è lamentato più di tanto). Ho presentato lo spettacolo del Pirata cantando per la prima volta in pubblico Ho sognato il lupo di Cappuccetto rosso; buona l'attenzione ma rispetto alle canzoni di Gaber c'era un salto emotivo. Non l'ho eseguita alla perfezione, anche se non ho commesso errori e la memoria ha tenuto (non l'avevo nemmeno ripassata negli ultimi giorni e l'ho interpretata un po' imbalsamato anche per la paura di non ricordare qualcosa).
Serata di freddo polare, quello che si incontra al massimo cinque o sei volte in una vita intera. Dopo la nevicata della notte precedente il locale sembrava uno chalet montano, anche perché è immerso nel verde quindi sembrava in mezzo ai campi da sci. Sono arrivato nel tardo pomeriggio a Ponteranica con -4° C. e sono andato via, con qualche difficoltà, all'una di notte, con -7° C., con la macchina completamente avvolta da uno strato di ghiaccio a striature ed arabeschi, stalattiti intorno alle ruote e mezz'ora di motore acceso per riuscire a sgelare il parabrezza onde vedere qualcosa della strada.
Tra i tanti presenti proviamo a ricordare: tre colleghi di San Pellegrino e i soliti affezionati Sonzogni e Milesi con famiglia; alcuni colleghi del Mascheroni, tra bidelle, segretarie, docenti, ma non sono riuscito a identificarli, né a salutarli, tutti; numerosi allievi di quest'anno, soprattutto di 1°G ma potevano essercene molti altri; due ex allieve del liceo di Alzano stagioni 2002-2004, una delle quali lavora al bar del locale; Riccardo Radici con i genitori (gli ho consegnato il cd contenente la mia rassegna stampa completa, 1993-2009, digitalizzata per il sito che stanno costruendo lui e Francesco); Alessandro Rinaldi, al quale ho consegnato in anteprima assoluta il CD Pirata per un quarto d'ora (mi ha mandato un SMS all'una, entusiasta del primo ascolto); gli altrettanto immancabili Mario Da Polenza (con fidanzata e due amici, una dei quali insegna italiano al Turoldo) e Sergio Villa con signora; ho intravisto anche Francesco Calderoli, che però è andato via prima della fine. Più tantissima altra gente che non avevo mai visto (in schiacciante maggioranza quelli che non avevo mai visto). Mi sono sembrati tutti soddisfatti. La cosa più importante è che il gestore del locale, Graziano, ha prenotato il mio spettacolo nuovo per sabato 13 marzo e vuole che lo faccia debuttare lì, muovendo la stampa. Ha detto una cosa interessante: "interessa a me e a te fare il maggior battage pubblicitario". Mi piace l'idea. Speriamo solo di riuscirci, dati i tempi. Trattandosi di un evento straordinario e di un saluto definitivo potrebbe anche nascerne qualcosa di buono. Vorrà dire che, Alzano a parte (dove si tratta pur sempre di uno spettacolo per la scuola, e potrebbe funzionare da numero 0, cioè prova generale con pubblico), il Pirata lo farò da metà marzo in avanti sia al caffè letterario che a Zanica. Sarebbe bello portarlo anche da qualche altra parte. Per il momento rimane Gaber da fare in gennaio-febbraio, se possibile sia al Caffè d'autore di Nembro sia al Caffè letterario di Bergamo. E De André? Vedremo anche di sistemare una rappresentazione per quello.




Domenica 27 Dicembre 2009 Alessandro Mancuso ospite a Il Camaleonte, trasmissione radiofonica di RADIODUEPUNTO ZERO della Valle Brembana
Domenica 27 dicembre il cantautore genovese Alessandro Mancuso sarà ospite a Il Camaleonte, dalle 16.00 alle 18.00, per la presentazione del suo nuovo spettacolo "Pirata per un quarto d'ora". Alcune delle sue canzoni verranno cantate e suonate live! Ricordiamo che questo spettacolo è l'ultimo in cui Alessandro si esibirà nella bergamasca, poiché dall'anno prossimo continuerà la sua attività nella sua città natale, Genova.
di Alessandro Rinaldi | Nessun commento | Senza categoria
Intervento a Radioduepuntozero, radio della Valle Brembana, di un'ora e mezza, con intervista, brani trsasmessi da Cd e tre esecuzioni dal vivo con chitarra, in diretta. Lo studio è in mezzo alle montagne, in una palazzina antica, una vera casa rurale bergamasca, a tre piani con giardino delimitato da alto muretto, ad Ambria, diverse curve di tornanti dopo aver lasciato la provinciale della Valle Brembana all'altezza della stazione di Bracca. Conduttori Alessandro Rinaldi, promotore dell'iniziativa, e Moira. Mandate da CD IO SONO LO SCHIFO: TANGO DEL CONTEMPORANEO FELICE, CAFFè DEGLI SBULINATI, L'UOMO SOPRAMMOBILE, BANCOMAT; eseguite in studio, con chitarra acustica, in diretta, PER UN QUARTO D'ORA (PIRATA), CONDOMINO e STORIA DI CACCIATORI E DI CINGHIALI. Le prime due, per la cronaca, vengono esguite per la prima volta assoluta davanti a qualcuno e vengono benino, anche senza base. Intervista lunga ed esauriente. Presentato soprattutto lo spettacolo nuovo e annunciato il debutto previsto per il 13 marzo al BOPO di Ponteranica.


Torna ai contenuti | Torna al menu