Diario serate 2013 - ALESSANDRO MANCUSO, le canzoni, i racconti, il teatro

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Diario serate 2013

Il teatro > Come in un diario (appunti serate dal 2002)

IL TEATRO > COME IN UN DIARIO: appunti redatti a caldo su ogni singola serata a partire dal 2002


2013


Mercoledì 2 ottobre 2013, Biblioteca Civica “Gallino” Sampierdarena (GENOVA) “CANZONI TEATRALI... NON A TEATRO”. Presentate 4 canzoni dell'album appena uscito (faticosamente, dopo un anno di lavoro) “SCUSI, POSSO ESSERE TUTTI?” Una quindicina di persone. Biblioteca. Qualcuno ha continuato a leggere per i cazzi suoi. Qualcuno si è affacciato incuriosito ed ha ascoltato qualcosa. Nelle unte massine di affluenza si poteva contare su 20/25 persone. Cantata la prima con un microfono che non funzionava, quindi si sentiva solo la chitarra. Sulla seconda ho spento tutto e ho roseguito in acustica totale. La risposta del suono, nell'ampia sala, era comunque buona e la mia voce ha dimostrato di essere pienamente all'altezza. Non che dubitassi, ma, insomma... Le canzoni nuove funzionano bene, per qualcuno mi sono anche lanciato nell'esecuzione a memoria ed è andata piuttosto bene. Per altre temevo di perdere concentrazione e ho dato una letta al foglio aperto sul leggìo, ma è possibile fare gran parte dei brani senza alcun supporto, omnde guardare la gente in faccia e rendere più godibile il tutto. I monologhi, rodatissimi ormai, hanno funzionato a dovere, e credo che entreranno di diritto in una sorta di nuova proposta spettacolare, in particolare quelli di SICUREZZA E QUALITA' che sembra reggere sempre, IN PRIMA CONVOCAZIONE e l'inossidabile E' SCOPPIATO UN CASINO AL 7° PIANO che fa sempre la sua figura. Per il resto si può lavorare sui pezzi nuovi con tranquillità, magari raccordandoli con qualche pezzo parlato nuovo, da approntare. Certo, il materiale è ormai immenso e basterebbe per quattro rappresentazioni almeno, tutte diverse, ma uno spettacolo imperniato sull'idea di “Scusi, posso essere tutti?”, se ci fosse l'oportunità di farlo, sarebbe da pensare e preparare con poca fatica. Presenti tra gli altri Fabrizio Criniti (che ha registrato molte delle voci del CD ed ha suonato all'improvviso in una pezzo finito nell'introduzione) con figlio, il collega Bongiovì, l'amico Barigione, due allieve, Marta e Monica, la bibliotecaria Langella con figlia, il bibliotecario e amico Alfredo Rimedi, l'assessore Agostino Calvi (ha seguito alcuni minuti). Andato nell'insieme piuttosto bene. Faremo Gaber e anche qualcosa di altro. Il canale delle biblioteche, l'unico che abbia tra le mani, in teoria mi soddisfa.

Venerdì 20 dicembre 2013, Liceo Gobetti (GENOVA) “FESTA PER AUGURI DI NATALE DEL PERSONALE DELLA SCUOLA”. Nessuna vendita. Cantato, forse dopo vent’anni a Genova, L’ascensore (in acustico, anche perché non ne possiedo base). Per la prima volta su base le canzoni L’uomo che dormiva a rate e Monna Gualtiera. Buona resa, mi hanno permesso di muovermi un po’ e lavorare di mimica e di gestualità. Le altre sono la vecchia E’ scoppiato un casino al 7° piano e la nuova La ballata del ballatoio (entrambe in acustico). Buona amplificazione e ottima assistenza del tecnico della scuola Marcello.

Domenica 22 dicembre 2013, Via Carrea, area davanti al deposito delle acque minerali  (GENOVA) “FESTA PER AUGURI DI NATALE DEL COMITATO DI QUARTIERE FANTI-CARREA.
Fatte tre canzoni (Non mi dirai ch’e la crisi, Condomino, E’ scoppiato un casino al 7° piano) e il monologo IN PRIMA CONVOCAZIONE. Palco improvvisato con bancali per le bottihlie di acqua minerale, ingombro da tutti gli strumenti degli altri che si sarebbero esibiti dopo. Organizzatore Fabrizio Criniti, guru del quartiere e collaboratore in “SCUSI, POSSO ESSERE TUTTI?” Buona l’amplificazione, sentivo bene e cantavo a mio agio, anche se stretto, impossibilitato a muovermi, con un faro vicino negli occhi che mi accecava. Avevo portato le basi ma si sentivano male. Inoltre, nonostante fossero quasi le 6 di sera di un giorno in cui aveva piovuto, non faceva freddo, quindi usare la chitarra non mi ha dato problemi, a parte il mio essere un po’ fuori allenamento. Le mani però erano calde. Risposta discreta di un pubblico nell’ombra, piuttosto incuriosito. Ho fatto la mia parte. Anche quelli dopo di me si sono comportati bene e l’insieme alla fine è risultato gradevole, per essere una prova largamente improvvisata e messa su alla meglio. È un peccato però, perché le cose da proporre cominciano ad essere molte e parecchio gradevoli. Sento, in condizioni ambientali migliori, di poter fare diecimila volte meglio in quanto a mimica, gestualità, interpretazione. Sto viaggiando al 10 per cento, e tutto commato sembra che basti.


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