Diario serate 2015 - ALESSANDRO MANCUSO, le canzoni, i racconti, il teatro

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Diario serate 2015

Il teatro > Come in un diario (appunti serate dal 2002)

2015
Spettacoli:
"SCUSI, POSSO ESSERE TUTTI?"


Venerdì 10 aprile, Teatro Parrocchia Gesù Adolescente, via P. Semeria, 38 (GENOVA)


Bel teatrino. Presenze tra le 60 e le 70 teste. Lo spettacolo segue il copione previsto con la sola aggiunta di un monologo nuovo (Lupus et agnus 2.0) prima de La nutria e conseguente spostamento del monologhetto Vorrei essere dopo la presentazione dei musicisti e prima di Scusi, posso essere tutti? che conclude lo spettacolo come sigla finale. È la prima volta di Gianluca Cirillo nella formazione: suona chitarre e ukulele, tutti rigorosamente (o quasi) cigar-box guitar, come del resto il basso che utilizza Fabrizio Criniti e la chitarra che uso io, che comunque non è quella che Gianluca mi ha donato - bellissima ma ancora da mettere a punto per un certo suono metallico che produce e che durante le prove non mi è piaciuto. Suono con un'altra cigar-box music dal manico verde acqua (Gianluca mi ha detto che il colore si chiama diversamente ma non mi ricordo come, quindi lo chiamo come lo conosco...), con una cassa metallica antica e leggerissima.
Inutile dire che lo spettacolo, in teatro, scorre via meravigliosamente e mi consente di gigioneggiare un po', di divertire e di divertirmi, di prendermi i tempi giusti, ecc. Ascolto e attenzione sono totali e alla fine si rivela una bella cosa, una serata interessante dove scorre liscio più o meno tutto. Certo, dal punto di vista dei suoni e della musica si poteva fare meglio, ma non abbiamo provato molto e non siamo riusciti ad abituarci al ritorno sonoro. Va detto comunque che l'acustica era perfetta e in sala sentivano molto bene, grazie all'impianto montato come al solito impeccabilmente dal direttore e coordinatore musicale Fabrizio Criniti. Noi anche ma in qualche punto tempi e ritmi facevano un po' difetto, probabilmente perché Francesco Sannino, alla batteria, sentiva poco la mia chitarra, con la quale è solito darsi il tempo giusto.
Bravissimo Angelo, il responsabile del teatro, che ha stampato libretti di sala e locandine promuovendo la serata in modo eccellente. Lo spettacolo è stato diviso (per la prima volta) in due tempi in modo da poter vendere, nell'intervallo, dolciumi e miei cd allo scopo di finanziare le missioni di cui si occupano i Padri del luogo. Verranno venduti cd per 80 euro, la cui metà devolvo alle missioni e l'altra metà a Fabrizio, che si sbatte a portare e montare tutto l'impianto occorrente, escluso il mixer che questa volta è quello di Gianluca, elettronico, e qualche cavo con l'asta per il microfono che sono miei.
In teatro e con i musicisti dietro non mi stanco; lo spettacolo è preciso, né troppo stupidino né troppo noioso. Le canzoni funzionano alla grande. Peccato. Peccato davvero non avere più teatri a disposizione. Non sanno quello che si perdono, gli stronzi (non la gente, intendiamoci: dico, gli organizzatori e gestori...). Vedremo.


"STORIA DI UN CANTAUTORE.
FABRIZIO DE ANDRÉ"


Domenica 9 agosto 2015, Crazy Bull Cafè, via Degola, 4 (GENOVA)


Bel luogo, con buon palco e buon impianto. Pubblico limitato alla cerchia di conoscenti, non si arriva alle 40 unità (d'altra parte il locale, pur accogliente e disponibile nella persona dell'addeta alla gestione, non ha fatto alcuna forma di promozione presso i propri avventopri; inoltre è pur sempre il 9 agosto, e questo lo sapevamo). Spettacolo piuttosto moscio, nelle interpretazioni. Troppo lunghe e stiracchiate le presentazioni. Non impeccabile l'esecuzione dei musicisti, con Francesco che alla batteria fa un po' quello che vuole, suonando quando non deve e viceversa. Note positive: 1) la resa delle mie canzoni, che alla fine saranno 5: oltre alle tre previste (Crisi, Ludopatia e Licantropo) aggiungo la vecchissima "Nel cantiere della metropolitana" per Gino Versetti e "Per un quarto d'ora, pirata" per Jana, la figlia di Guido Nardacci che scatta splendide foto (nota positiva 2). 3) Buoni i piccoli filmati girati da Elena, che serviranno per montare video promozionali; 4) Luci da teatro, ottime, che permettono riprese e foto meno imbalsamate e squallide del solito.
Per il resto non funziona granché la condizione che mi vede cantare seduto tutto il tempo, ma troppi fili imbrogliati delle due chitarre usate alternativamente (cigar box nei pezzi col gruppo e chitarra acustica in quelli fatti  più o meno da solo - anche se gli alltri entravano, più o meno a proposito anche in quelli con piccoli fraseggi) e poco spazio libero sul pur ampio palcoscenico mi impediscono di muovermi. Occorre lavorare di più sulla memoria per non essere vincolato al leggio e per poter suonare e cantare muovendomi sul palco.
Bene per la presenza del graditissimo e affezionato Alessandro Rinaldi che arriva da Endine insieme alla sua compagna per sentirmi. Un paio di allievi con amiche, un paio di colleghi con altre persone. Una di quste colleghe mi propone un intervento estemporaneo per giorno 13 nell'area della Fortezza. A Sampierdarena, in occasione delle manifestazioni del cinema all'aperto. Vedremo. C'è da recuperare la dimensione spettacolare autonoma nel dialogo frizzante col pubblico, che va un po' perduta anche se a vantaggio di una migliore sonorità e varietà musicale dei brani, ma va detto che si è provato molto poco e che i miei tre collaboratori non erano affatto carichi, o forse ne avevano poca voglia. Il pubblico scarso, attento e silenzioso, ha contribuito a rendere magari interessante la serata ma piuttosto soporifera, come giudicato da un gruppo di non miei conoscenti. Concorso di colpa (responsabilità da distribuire in modo equo).
Con la direttrice del luogo siamo d'accordo di rivederci ad ottobre per organizzare una serata di cose mie, non so se "Scusi posso essere tutti" col gruppo o addirittura un'antologia comica gestita da solo. Vedremo.


"RECITAL BREVE"


Giovedì 13 agosto 2015, Giardino Fortezza cinema all'aperto (GENOVA)


Non male tornare ad essere solo. Attenzione da luogo all'aperto in cui la gente mangia e va e viene, quindi molto relativa, ma nell'insieme non sgradevole, benché lontanissima dalle mie aspirazioni. Cantato e suonato con cassa e mixer amplificato forniti da Fabrizio Criniti, insieme alle indicazioni per regolare i livelli, e la cosa ha funzionato alla perfezione. La grande novità sono due faretti acquistati per modica cifra in via Buranello. Il rivenditore mi ha fatto arrivare, insieme ai faretti, nel pomeriggio stesso, due gelatine che avevo chiesto colorate. Avevo detto di qualunque colore, specificando o una rossa e una gialla, o una verde e una blu, o una rosa e una come cazzo gli pareva... naturalmente mi sono ritrovato con due gelatine "gialle", entrambe. Benissimo. Effetto itterizia. Comunque fanno luce a sufficienza e mi sono piaciute. Si potrà fare di meglio in futuro, e in ogni caso sono ormai dotato anche di fonte luminosa autonoma, dettaglio non trascurabile, se si considera che spesso i posti dove vado sono assurdi.
Mi sono esibito tra le 20 e 30 e le 21 e qualcosa, cioè tra quando inziava ad essere meno chiaro e la discesa del buio completo, dopo la quale sul grande schermo del cinema all'aperto avrebbero proiettato un film su De Andrè. I primi pezzi sono stati fatti ancora in piena luce, ma essendo collocato su un palchetto improvvisato (fatto di rialzi per i bancali della merce, con pavimento in cartoncino bianco traforato...), avere i due punti luce che mi segnalavano mi ha permesso di evitare l'effetto barbone davanti alle panche di chi mangia. Sono stato presentato comunque a dovere dagli organizzatori, quelli dell'Associazione Amici della Fortezza, ed ho accettato di buon grado di inframmezzare l'esecuzione delle mie canzoni con loro comunicazioni per dare visibilità ai progetti e alle iniziative che li riguardano. La cosa mi è piaciuta, è stata una vetrina per me e per loro, anche se non so quanto fruttuosa per entrambi. Avevo provveduto a mettere sui tavoli alcuni fogli di presentazione ben realizzati, con in evidenza indirizzi del sito internet e di you tube; durante l'esecuzione mi sono persino ricordato di consigliare di andare a vedere i miei video, la cui crescita delle visualizzazioni recentemente mi ha appassionato (!), e devo dire che qualche piccolissimo incremento, almeno nelle giornate immediatamente successive al recital l'ho anche avuto. Sul canale you tube avevo già messo due video ricavati dalle riprese effettuate quattro giorni prima al Crazy Bull, naturalmente su cose mie e non sulle interpretazioni di De Andrè, che non sono venute un granché bene, oppure si può fare di meglio (ma è giudizio comune che valga la pena di insistere con le cose mie, basta cover, cazzo!). La gente in alcuni momenti ha toccato le 40/50 unità, non tutti fermi a sentire sempre ma comunque... in ogni caso credo che abbiano sentito anche quelli che non vedevo di fronte a me perché l'impianto era potente a sufficienza, e tuttavia non disturbava, trattandosi di voce e chitarra. Infatti c'era gente affacciata alle finestre intorno, mi hanno detto. Le sei canzoni previste hanno funzionato bene; bene La Ludopatia, su cui ho preteso il battimani a tempo (non lo avevo mai fatto nella mia vita e devo dire che li ha coinvolti parecchio... esperienza da riproporre) e bene Giuliano il Licantropo che, non so se perché è nuova nuova e mi fa quell'effetto, ma mi pare che diverta molto chi la ascolta. Altra cosa che non avevo mai fatto, sono passato tra alcuni tavoli per promuovere la vendita dei cd, con i cd in mano, come un piazzista, un indiano con le rose, o come una puttana. Risultato: ne ho venduti due, e di questi tempi...
Ho cantato leggendo sul leggio perché la situazione all'aperto, di va e vieni e di concentrazione ridotta, non mi avrebbe consentito comunque un'esecuzione a memoria, però ho ricavato la convinzione che sia il caso di dare mano alle prove continue della memorizzazione circa i pezzi più immediati e bene eseguibili con chitarra, perché in caso di esibizione in un club, o in un posto come Dio comanda con la gente che ascolta, potrebbe essere molto più convincente. Ora il problema è, come da 25 anni a questa parte, trovare posti di questo genere, ma confesso di non sapere dove sbattere la testa. Però le canzoni ci sono, così come qualche monologo, e credo di essere presto in grado di proporne più di dieci, insieme ad un paio di monologhi, senza leggere una riga. Potrebbe essere utile, da un momento all'altro.

PARTECIPAZIONE


Sabato 29 agosto 2015, Largo Gozzano, gara canora "La Bellezza" (GENOVA)

Cantato Non mi dirai ch'è la crisi con il gruppo al completo. Unici a suonare dal vivo. Nessun premio. Una fiera dell'orrore. Pentito di avere accettato.


PARTECIPAZIONE


Venerdì 23 ottobre 2015, Intervento alla tivù PRIMOCANALE (GENOVA)

Effettuata sintesi del monologo In prima convocazione e cantato (alla svelta perché i tempi erano strettissimi) Condomino e Storia di cacciatori e di cinghiali. Utile per le belle immagini ricavate, con primi piani nitidi. Buono per farne un video. La trasmissione è quella in cui si parla in genovese e siccome io ho parlato e cantato in italiano, giustamente uno ha telefonato in diretta per lamentarsi bruscamente della cosa. Comunque atmosfera distesa e simpatica. Gli ascolti sono alti, anche se rivolti ad una fascia di persone che difficilmente si interessa al mio genere.


PARTECIPAZIONE

Giovedì 17 novembre 2015, Intervento nell'area dell'EX MERCATO ORTOFRUTTICOLO DI CORSO SARDEGNA", per "Riprendiamoci Genova" (GENOVA)

Effettuato il monologo In prima convocazione e cantato Sicurezza e qualità. Ottimo service, con suoni perfetti, per i miei dieci minuti di esibizione. Bel palco. Peccato che, quando arrivo nel tardo pomeriggio e si sta esibendo un gruppo rock di ragazzine e ragazzini (molto bravi), lo spazio davanti al palco non sia occupato da spettatori ma da... alcuni bambini di una scuola calcio che si esibiscono in palleggi con due loro istruttori. Niente da dire sulla sacralità del calcio, sul valore educativo, ecc. ecc. ma mi è sembrato strano che un'area adibita a spettacoli mancasse dell'unico motivo valido per cui si possano fare spettacoli, cioè il pubblico. La gente ci sarebbe anche stata, ad ascoltare, ma era costretta a farlo da dietro le colonne, in maniera defilata, da lontano, perché sotto il palco si... giocava a pallone. L'ho fatto notare al mio sodale, Marco Grasso (con cui avremmo poi fatto l'intervento spettacolare per cui eravamo stati chiamati). Anche a lui pareva strano e, siccome ha la faccia buona, è andato a chiedere lumi agli "istruttori-allenatori" i quali si sono dimostrati stupiti della nostra perplessità. "C'è qualche problema?" Hanno ribattuto con strafottenza. Evidentemente non c'era nessun problema nel fatto che, davanti ad un palco, in luogo degli spettatori, ci fosse gente che giocava a pallone.  Rassicurato sul fatto che, iniziando il nostro (chiamiamolo così) spettacolo, avrebbero smesso di giocare a pallone, ho chiesto perché non potevamo mettere una decina di sedie sotto il palco per fare accomodare eventuale gente interessata. Guai, mi hanno risposto! C'è una legge del comune che vieta ASSOLUTAMENTE di collocare sedie davanti ad un palco. Questioni di sicurezza. Mi sono arreso. Per ironia della sorte, o per telepatica lungimiranza indipendente dalla mia volontà, ho previsto in scaletta nel mio intervento proprio il monologo-canzone "Sicurezza e qualità" in cui metto in satira le normative ridicole a cui siamo soggetti ormai da troppi anni. Bene. Sono le 18.30, inizia lo spettacolo con un comico di grido, che attira un buon numero di spettatori sotto il palco, finalmente liberato dai calciatori in erba. Il comico è molto famoso (anche se io non lo conosco) perché è ospite fisso di una trasmissione televisiva chiamata COLORADO. Ci dà per tre quarti d'ora e fa molto ridere la gente, con battute continue sul cazzo, sul culo, sulla fica, sulla frutta. E' molto bravo. Alla fine gli faccio i miei complimenti, specificando però che non lo conoscevo perché quella trasmissione che lo ha reso famoso, come mi pregio di comunicargli, "mi fa cagare". Poi è la volta di Roby Carletta che legge alcune barzellette, infine presenta un comico esordiente così tanto incerto e scadente che la gente se ne va. Quando è il mio turno davanti al palco sono rimaste forse otto o dieci persone, anche perché sono quasi le otto di sera, la gente o è andata a mangiare o è andata alla partita perché alle 21.00 inizia Sampdoria-Milan di Coppa Italia, a pochi passi da qui, visto che siamo tra San Fruttuoso e Marassi. Il buon Roby Carletta, presentandomi all'ingresso sul palco, non manca di dire le seguenti parole: "Con il comico di prima abbiamo fatto andare via oltre il 70% degli spettatori; vediamo se questo che arriva riesce a fare andare via il restante 30%". Aggiunge, bonario, che anche gli esordienti devono farsi le ossa ed è giusto che provino, è giusto dare un'opportunità anche a loro. Sì, alle otto di sera. Mi passano davanti agli occhi i miei 25 anni di spettacoli, di canzoni, di storia legata al mio teatro e... un pochino mi incazzo. Poi inizio i miei pezzi, per la gioia degli otto o dieci rimasti e soprattutto per quella dei fonici che mi applaudono a scena aperta. Sono sempre piaciuto ai fonici, ai tecnici del suono, agli addetti ai lavori, alle maestranze. L'importante è fare in modo che non ci sia mai il pubblico, quando parlo e canto. Non sia mai che corrano il rischio di ascoltare... La prossima volta proporrò di farli giocare a pallone sotto il palco, mentre sto cantando. Perché la gente ormai, agli spettacoli, o gioca a calcio, o mangia, o parla d'altro. E se non fa niente di tutto questo... è meglio che non ci sia, quindi chi organizza fa di tutto per allontanarla. Mi sfugge il senso, ma dovrà pur esserci. Alla prossima.

"RECITAL BREVE"

Martedì 22 dicembre 2015, Liceo Gobetti – GENOVA festicciola per auguri

Ottima giornata di festa e divertimento divisa tra un'esibizione di un'oretta scarsa al mattino per gli allievi di alcune classi e di un'altra esibizione di mezzora al pomeriggio per i colleghi (pochi) intervenuti ala festicciola per gli auguri natalizi. In totale cantate 9 canzoni, con alcune ripetute; al mattino nella palestrina della succursale di via Spataro, senza impianto, e nel pomeriggio in aula video della sede con amplificazione e... occhio di bue fornito da un videoproiettore gentilmente approntato dal tecnico Marcello. Buona atmosfera in entrambi i casi.





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