Diario serate 2016 - ALESSANDRO MANCUSO, le canzoni, i racconti, il teatro

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Diario serate 2016

Il teatro > Come in un diario (appunti serate dal 2002)

2016
Spettacoli:
"SPOT GENERATION"
"SCUSI, POSSO ESSERE TUTTI?"
"IL RACCONTO DELLE VILLE ANTICHE DI SAN PIER D'ARENA"

Venerdì 8 aprile 2016, Teatro della Parrocchia "Cristo Re" – GENOVA SAMPIERDARENA
"SPOT GENERATION"
Scaletta: lo spettacolo completo, a parte la mancanza degli intermezzi preregistrati (non più attuali), l'eliminazione di PIOVE PIOVE, HO PAURA, I PUGNI DEL POTERE, CHI LO DECIDE, il reinserimento di A COME AZIENDA (che dopo il 2004 era finita fuori scaletta) e l'inserimento di LA FORD ESCORT, che appartiene allo spettacolo del 2010 PIRATA PER UN QUARTO D'ORA. Inserito anche un nuovo monologo, "Il Piquarimaxi rosa" e operato alcuni aggiornamenti dei testi e l'eliminazione del parlato sul finale di MA PENSA AI COETANEI TUOI. Il resto è l'impianto dello spettacolo originale (ma non è poco perché quello durava due ore ed era lunghissimo). Lo spettacolo si colloca come primo di quattro eventi volti a rilanciare l'uso del bel teatro parrocchiale di "Cristo Re". Presenti oltre sessanta spettatori con un gran bell'impatto che ha reso vigorose le interpretazioni di tutti i pezzi, con i quali ho rispolverato lo spettacolo degli anni 2003-2005 "SPOT GENERATION". Ha funzionato praticamente tutto in modo perfetto, complice anche il leggio con i testi che mi ha evitato di andare in ansia. Sui pezzi parlati però non l'ho quasi mai utilizzato, riuscendo a ricordare perfettamente i monologhi di L'ERBA DEI GIARDINI, SICUREZZA E QUALITA', LA RIUNIONE e il dialogo BANCOMAT. Nessuna esitazione, tranne due parole di un pezzo, che ho bofonchiato, ma non ricordo quale, devo rivedere la videoripresa  - effettuata da mia figlia Irene - e che torna utile per la produzione di alcuni video da mettere in rete. Le altre figlie, Elena ai biglietti e Alice alla vendita dei CD, rendono il tutto molto più semplice e fluido. Preziosissimo l'aiuto di Fabrizio Criniti, mio coorganizzatore degli eventi legati a questa minirassegna che speriamo possa far crescere l'interesse per il teatro parrocchiale nel quartiere: Fabrizio, oltre a lavorare due giorni in teatro per renderlo splendente ed accogliente, mi lancia le basi, sulle quali devo cantare, con precisione cronometrica e mi introduce all'inizio, illustrando al folto pubblico presente gli obiettivi della nostra iniziativa. Inoltre escogita un espediente teatrale davvero geniale: per il dialogo BANCOMAT, siccome non abbiamo dietro le quinte niente che possa rendere l'idea della macchina alla quale mi rivolgo in scena durante quel pezzo, si fa venire in mente al volo, durante le rapide prove del pomeriggio, di accendere un'alogena protetta dalle quinte quando il bancomat entra in funzione, cosa che riesco a fare agevolmente io premendo con il piede su un'interruttore-potenziometro a ciabatta; questo proietta una luce bianca, molto intensa, nell'angolo di scena presso la quale agisco, accompagnando visivamente il parlato preregistrato della spassosa voce del bancomat. Davvero bello. Le risate, soprattutto su quel pezzo, sono quasi continue, benché il pubblico abbia risposto con entusiasmo e divertimento dall'inizio alla fine, come non mi capitava da molto tempo (forse perché non mi capitava da molto tempo di essere in teatro... luogo preposto per questo genere di spettacolo... fanculo a tutti i i teatri di Genova, ai loro organizzatori, gestori e teste di minchia vari). Per il 13 di maggio è programmato, nello stesso luogo, "SCUSI, POSSO ESSERE TUTTI?" con i musicisti, e speriamo di avere sempre lo stesso riscontro di interesse e di curiosità. Presenti, tra i tanti altri: Francesco Sannino, mio batterista, in questo caso in veste di spettatore, famiglia al completo (moglie, genitori tutti...), i colleghi Bongiovì e Bazzurro, la collega Pastorino con il marito Massimo e il figlio Alessandro, Chiara e Alice di 1A con i genitori, molte catechiste e collaboratori e collaboratrici della parrocchia, il parroco, Don Silvio, estremamente attento e divertito, la maestra d'asilo di Irene con marito e amiche, l'ex pediatra di mia figlia Irene, attualmente in pensione, alcune amichette di Irene che così fa le riprese (con la videocamera appoggiata ad un banchetto a destra del palco, da vicino) più tranquilla, e soprattutto non si addormenta come le altre volte... ma lo spettacolo non risulta lungo (compresa la mia lunga introduzione a sipario chiuso, meno di un'ora e mezza in totale). Insomma, un bell'esempio di aggregazione della comunità del quartiere che ha risposto come meglio non si poteva sperare alla chiamata, mia e di Fabrizio, piuttosto improvvisa e forse anche avventata. Sono contento, poi, che SPOT GENERATION funzioni ancora perché è stato senza dubbio lo spettacolo più elaborato, e probabilmente anche più riuscito, che io abbia realizzato fino ad ora. Vi sono legato per molti, bellissimi, ricordi di luoghi e di persone che questo spettacolo mi ha portato a conoscere nel giro di due anni. È anche lo spettacolo con il quale sono stato ad un passo dalla chiamata al festival dedicato a Giorgio Gaber, in Versilia, ma questa è un'altra storia che si è interrotta, credo giustamente, con la mia sacrosanta incazzatura nei confronti della figlia Dalia per telefono. Ma in fondo l'episodio della bocciatura (per due anni di fila) ha avuto come unico risultato negativo quello di spegnere l'entusiasmo dei bravissimi musicisti che mi seguivano allora (Dario, Andrea, Michele, Adolfo, Alessandro) e che si sono, per motivi più che comprensibili, un po' raffreddati rispetto all'entusiasmo che mettevano quando le aspettative sembravano essere altre. Non ha certo spento il mio, di entusiasmo, benché vacillante, né mi ha fatto cambiare idea sull'elaborazione di SPOT GENERATION e di tutto il resto che si è portato dietro in termini di serate (ne ha il maggior numero: questa è stata la quattordicesima replica; i precedenti spettacoli più rappresentati erano IL PRECARIO e AGENTI IMMOBILIARI NOMADI che ne hanno avute entrambi undici).

Venerdì 13 maggio 2016, Teatro della Parrocchia "Cristo Re" – GENOVA SAMPIERDARENA
"SCUSI, POSSO ESSERE TUTTI'"
Scaletta: lo spettacolo completo con l'unica modifica della canzone GIULIANO IL LICANTROPO al posto de LA NUTRIA nel sottofinale (L NUTRIA è stata comunque eseguita nei bis). Ottima resa del gruppo, particolarmente suggestivi i fraseggi di ukulele e chitarra di Gianluca Cirillo. Praticamente non si è sbagliato mai nulla. Unico problema: la mia cigar box mi ha dato noie in alcuni punti perché si accavallavano due corde (una saltava fuori dall'alveo in cui doveva rimanere!) e ala fine la canzone di chiusura, SCUSI POSSO ESSERE TUTTI, che è particolarmente legata al tempo che do io con la pennata, mi è venuta male perché gli acordi, con due corde attaccate, erano sballati e mi mandavano fuori tono. In quella canzone, purtroppo, gli altri vengono dietro di me e non ci sono melodie di accompagnamento che mi possano aiutare particolarmente. A parte questo però è filato tutto liscio. Lo spettacolo è ormai rodato, rimane bene all'interno dell'ora e mezza, quindi non è particolarmente lungo. Per evitare di sforare ho eseguito il monologo LA GANDE SODDISFAZIONE DI NON ESSERE NESSUNO senza alcuna improvvisazione e ho seguito il testo, evitando il pezzo dei manifestini pubblicitari; è risultato più snello e la storia di Egisto Pasquarelli ne ha giovato. Avevo acquistato per l'occasione un terzo faretto, come i due precedenti, ma bianco, senza gelatina, ed ho potuto lavorare abbastanza bene in luce, visto che i riflettori del teatro lasciano un po' a desiderare, anche perché alcuni sono bruciati e andrebbero sostituiti, o aggiustati. Perfetta l'intesa sul palco e perfetta l'intesa col pubblico, numeroso anche questa volta, quasi settanta persone. Irene ha fatto le riprese dalla sua postazione; purtroppo però la telecamerina rosa che usa (che fa filmati molto pultii e belli) si scarica dopo un'oretta e le ultime parti dello spettacolo mancano. Lei per risparmiare tempo ha anche interrotto la ripresa delle canzoni subito dopo la loro fine, tagliando gli applausi che invece in teatro stanno molto bene, ma pazienza. Sono poi riuscito a ricavare alcuni video lavorando col montaggio e sovrapponendo le registrazioni pulite di studio a quelle del sonoro della telecamerina. Non male l'effetto. Presenti i colleghi Sabatini, Farina, Pastorino, le catechiste al gran completo e con famiglie, amichette di mia figlia più piccola, il consigliere del Municipio Centro Ovest Maranini (padre di una mia allieva), don Silvio e altri conoscenti del quartiere. Venduti alcuni CD (una parte del cui incasso l'hanno trattenuta per sé le mie due figlie grandi che stavano ai biglietti - personalizzati per l'occasione con il logo-locandina dello spettacolo), trattenuta dal'incasso la somma da destinare alla SIAE e il resto consegnato alla parrocchia. La rassegna funziona.

Venerdì 3 giugno 2016, Spazio Libero Utopia - GENOVA MULTEDO
SPETTACOLO "CANTARE I TEMPI, IL SOCIALE, LA STORIA (De Andrè e Gaber)"

Scaletta davvero imponente ed eseguita tutta, con in più l'aggiunta di due mie canzoni: LA LUDOPATIA e NON MI DIRAI CH'E' LA CRISI. Di De André e Gaber eseguiti, complessivamente, ben 26 pezzi, di cui 12 canzoni di De André, 10 canzoni di Gaber e 4 monologhi di Gaber. Lo "Spazio Libero Utopia" è ricavato negli ambienti di un'ex stabilimento per il controllo degli idrocarburi (era dell'ENI), a Multedo, tra la linea ferroviaria e l'Aurelia, poco prima del ponte sul Varenna e quindi alle porte di Pegli. Molti sono i ragazzi attivi in questo centro. Li avevo contattati io su indicazione di una mia allieva, esattamente un anno fa per fare questo spettacolo ma poi per problemi organizzativi e di tempo la cosa era prima saltata e poi era stata rimandata a data da destinarsi. Mi hanno ricontattato in maggio e abbiamo stabilito finalmente il giorno. Nel frattempo avevo disfatto gli appunti dell'anno scorso, quindi ho dovuto reimpostare il lavoro scegliendo i vari pezzi e cucendoli in un percorso storico ricostruttivo delle vicende italiane degli ultimi decenni del XX secolo e, nello stesso tempo, utile ad orientarsi nello sviluppo artistico dei due cantautori presi in esame.
Lo spettacolo di venerdì 3 giugno era abbinato ad una cena che doveva finire alle 21.00, ovvero subito prima dell'inizio dello spetacolo. I ragazzi hanno avuto problemi nell'organizzazione dei tempi della cena (che è comunque venuta benissimo), così ho cominciato con un'ora e mezza di ritardo, ossia alle 22,30. Temevo che se ne andassero tutti, invece il locale (spoglio, disadorno, senza intonaco ma straordinariamente raccolto ed ottimo per l'acustica) si è riempito. Buono l'impianto che ho trovato a disposizione; buona anche la resa dei miei faretti a led (nel frattempo diventati tre, due gialli ed uno bianco...), con l'aggiunta dell'alogena che ho preso in prestito dal teatro della parrocchia di Cristo Re. Effetto palco perfettamente ricreato e siamo partiti. Il tutto si è svolto senza alcun intoppo, senza miei particolari errori né sugli accordi né sul canto e senza eccessivi disturbi gastrici. Mi è anche passato il mal di testa che mi aveva tormentato per tutto il giorno...! Basta dire solo questo: mai mi era capitato, in un luogo di impegno sociale e politico, di poter godere di un'attenzione e di un coinvolgimento così completi. L'entusiasmo si è fatto sentire per tutto lo svolgimento del programma ed è esploso addirittura quando, alle 1,30 (ovvero dopo tre ore nette di canto, spiegazione e recitazione), ho terminato, non prima di aver proposto, visto che ne avevano ancora voglia, le mie due canzoni, fingendo sulla prima che potesse essere una canzone di Gaber (difficile però che il mio maestro fosse riuscito a scrivere una canzone su un problema sociale che si sarebbe manifestato in pieno solo alcuni anni dopo la sua morte). Con NON MI DIRAI CH'E' LA CRISI ho invece gettato la maschera e l'ho dichiarata da subito mia, per concludere la serata. Nessuno dei numerosi presenti era di mia conoscenza. Particolare interessante: un compagno di una decina d'anni più di me, dopo aver dimostrato il suo apprezzamento per l'esibizione, mi ha fatto notare che non era d'accordo su certe mie prese di posizione in merito alla generazione del "Settantasette" e agli episodi del Festival di Re Nudo al Parco Lambro di Milano. Mi ha fatto molto piacere l'interesse suscitato; quanto alla critica non ho avuto difficoltà ad ammettere che, non essendoci io stato, le notizie che riportavo e l'orientamento sulle stesse erano veicolate dalle letture da me fatte. Lui che era presente aveva sicuramente molte più ragioni di me di difendere certe prese di posizione quali quelle sulla gratuità della cultura portate avanti dai cosiddetti "autoriduttori". Ha anche aggiunto che le mie interpretazioni di Gaber potevano risultare fuorvianti per i ragazzi di oggi che non lo hanno conosciuto e che possono essersi fatti un'idea di lui più come cabarettista che altro; è vero, in effetti io ho interpretato maggiormente la vena ironica di Gaber (che è più nelle mie corde; espressive, non di impegno, ovviamente). Ho comunque cantato CHIEDO SCUSA SE PARLO DI MARIA, QUANDO E' MODA E' MODA e I REDUCI, quindi da parte mia un'idea del Gaber impegnato credo di averla pur data. Sono rimasto seduto tutto il tempo, va bene, ma tre ore senza interrompersi mai sono pur sempre tre ore... sono soddisfatto anche per la tenuta fisica, che non sembra minimamente scalfita, ogni qualvolta mi viene data l'opportunità di metterla alla prova fino in fondo, senza problemi tecnici, senza interruzioni, senza deconcentrazione, senza dovermi preoccupare di altro. Molto, molto bene. Ho anche venduto qualche CD dei miei, presumo ai ragazzi che erano lì e che curavano il banchetto-libreria. Mi hanno proposto, per settembre, una sorta di festival di cantautori organizzato da loro. Sarebbe bellissimo. Vedremo.


SABATO 30 LUGLIO 2016, Spazio Libero Utopia - GENOVA MULTEDO
CONCERTO con 18 Rosso Band

Prma volta di Luca Solinas dal vivo alla tastiera (la mia) e alla chitarra. Bene. Bella serata all'aperto; sostanziale tranquillità esecutiva e bene l'acustica.

Sabato 17 settembre 2016, Androne di Villa Grimaldi "La Fortezza" - GENOVA Sampierdarena, h. 10.00 -
IL RACCONTO DELLE VILLE ANTICHE DI SAN PIER D'ARENA

Era un'anteprima. C'è ancora molto da registrare, e soprattutto da... togliere, perché ho concepito un testo "estenuante", con centinaia di immagini da proiettare, con il risultato che mi sono messo a spiegare le immagini e non sono arrivato nemmeno ad un quarto di quello che avevo pensato di dire. In più ho condensato, per l'occasione in un'esibizione unica, ciò che avevo progettato separato in due parti, e dichiaratamente da effettuarsi in due date diverse, con testi, immagini e canzoni differenti tra l'una e l'altra rappresentazione. Lo devo aggiustare perché le canzoni, a quanto ho sentito, meritano. Ci ho lavorato tutta l'estate e sembra mi siano venute benino. Nel mio stile ma storiche. Poi pare che il fatto di essere in abito da nobile genovese del Seicento (dal cappello, al mantello, al bastone, agli occhiali) abbia aggiunto interesse alla cosa e sabato c'era strapieno nel palazzo. Peccato che io li abbia "puniti" con tre ore pesantissime. I musicisti volevano abbattermi. Molto male l'acustica: si capiva pochissimo, per la dispersione data dal rimbombo, non solo nelle canzoni (che erano inascoltabili e incomprensibili) ma anche nel parlato. In pratica io Francesco e Fabrizio abbiamo suonato ciascuno per conto suo, perché nessuno riusciva a sentire cosa faceva l'altro...

Venerdì 28 ottobre 2016, Teatro della Parrocchia "Cristo Re" – GENOVA SAMPIERDARENA -
IL RACCONTO DELLE VILLE ANTICHE DI SAN PIER D'ARENA - PRIMA PARTE

Presenti 80 persone, almeno nella prima ora. Dopo qualcuno va via perché evidentemente non regge spettacoli da più di un'ora. Presente Riccardo Radici (in arrivo da Siena e in trasferimento verso Cene  -BG - per il ponte di Ognissanti) con nonno Mario e la nonna. Altri presenti: Eugenio Dego, Sergio Sabatini, dr. Caccavale e Fioretta con numerose catechiste, Pero, molte persone della parrocchia. Di conosciuti non ricordo altri. Bene la resa sonora delle musiche (Fabrizio ha lavorato alacremente tutto giovedì e prima dello spettacolo per migliorare il più possibile i suoni), gli strumenti erano ben calibrate. Ancora qualche problema sulla voce. Tutto il parlato è stato eseguito con il radiomicrofono, molto scomodo ma funzionante. Le canzoni con microfono tradizionale su asta ma la voce non usciva proprio pulita e, nel rimbombo dell'acustica, qualcosa si perdeva. Rifatta la Serravalle dopo tanti anni. È del 1993. L'intero spettacolo è sicuramente più snello e meglio inframmezzato dalle canzoni ma ancora troppo lungo, per qualcuno (2 ore secche). In effetti ho tagliato la trattazione delle ville appartenenti all'ultimo segmento previsto. Venerdì prossimo, il 5 novembre, le ville da trattare sono più del doppio di quelle viste in questa serata (ma senza introduzione su San Pier d'Arena) e quindi sarà necessario tagliare, in diretta, ancora molte cose e limitarsi, per un buon numero di ville, a due parole di commento sulle foto che vengono proiettate e basta. Il futuro dello spettacolo, se ci sarà, dovrebbe essere una selezione di trattazione delle sole ville che abbiano storie curiose e soprattutto collegamenti diretti con le 8 canzoni. Si potrebbe pensare ad uno spettacolo unico con solo monologhi legati a questi otto temi e snellire anche la proiezione limitandola ad una decina massimo di ville.

Venerdì 4 novembre 2016, Teatro della Parrocchia "Cristo Re" – GENOVA SAMPIERDARENA -
IL RACCONTO DELLE VILLE ANTICHE DI SAN PIER D'ARENA - SECONDA PARTE
Buon pubblico anche questa volta. Lo spettacolo però deve essere snellito ulteriormente. Avverto insofferenza da parte dei due musicisti che mi accompagnano, che in effetti sono poco impegnati rispetto alla globalità dello spettacolo che, tra proiezioni e spiegazioni, è decisamente troppo parlato.

Sabato 12 novembre 2016, SATURA ART GALLERY Piazza Stella – GENOVA -
SCUSI, POSSO ESSERE TUTTI?

Il luogo è stupendo, storico. Praticamente i sotterranei di un palazzo medioevale con pietre a vista. Lo spettacolo scorre alla perfezione ed è ormai rodato. Al pianoforte Luca Solinas (che sostituisce Gianluca Cirillo ormai perduto), alla batteria "vera" Francesco Sannino, al basso Fabrizio Criniti. Non è praticamente stata fatta nessuna pubblkicità da parte del locale, quindi non c'è nessuno, a pate qualche amico e conoscente che ci siamo portati. Non gliene fotte un cazzo di quello che faccio e non hanno reali intenzioni di promuovere serate del genere, nonostante quello che dicono. Pazienza.


Venerdì 25 novembre 2016, Teatro della Parrocchia "Cristo Re" – GENOVA SAMPIERDARENA-
SPETTACOLO PIRATA PER UN QUARTO D'ORA
Scaletta: lo spettacolo completo, con monologo BAR E COLLEGHI (al posto di IN PRIMA CONVOCAZIONE) e CAFFE' DEGLI SBULINATI (al posto di CONDOMINO) e senza FORD ESCORT, senza monologo IL PIRATA IN TRAPPOLA, senza le canzoni UN MURO LONTANO e HO SOGNATO IL LUPO DI CAPPUCCETTO ROSSO. Le canzoni COME SIAMO NERVOSI e IL GATTO MAMMONE sono state eseguite ma aggiornate nei testi.

Da solo. Pubblico scarsino ma entusiasta. Un bel modo per aggiornare alcuni pezzi e rifare a distanza di sei-sette anni uno spettacolo che aveva una sua ragion d'essere.




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