Il cantastorie fuori. Diario di serate di spettacolo (2008) - ALESSANDRO MANCUSO, le canzoni, i racconti, il teatro

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Il cantastorie fuori. Diario di serate di spettacolo (2008)

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Fuori in che senso ?
Nel senso di fuori dagli schemi, fuori dal giro, fuori da qualunque circuito, fuori dal castello, dal palazzo, dall'ufficio e dalla porta. E naturalmente anche fuori di testa. Sì, perché perdurare nel proporre ostinatamente e da solo, per quasi due decenni, una forma di spettacolo che non è cabaret ma ne ha alcune strutture, non è teatro ma nasce per il teatro, non è canzone ma viene cantata, significa essere fuori di testa. Se aggiungiamo che io non ho, né ho mai avuto, conoscenze nel mondo dello spettacolo e che lo stesso mondo dello spettacolo mi fa ribrezzo al punto da non desiderare neppure di avere tali conoscenze, l'essere fuori di testa sconfina nel disturbo mentale.

(...) Sono stato un cantastorie così fuori di testa da scrivere e interpretare 8 spettacoli di teatro canzone, dal 1991 al 2007, la cui media di rappresentazioni si conta sulle dita delle mani. Uno normale avrebbe smesso dopo due tentativi. Io no. Sono andato avanti a scrivere, raccontare e cantare sempre storie nuove, perché mi interessavano le storie e non il mio successo. In 16 anni ho messo insieme, con incontri occasionali e senza alcuna continuità, 104 rappresentazioni, vale a dire una media nettamente inferiore a quella di qualunque gruppo teatrale parrocchiale di genitori che imbastisca alla meglio una commedia per divertirsi a recitarla invitando le nonne e gli zii. Facendo un calcolo approssimativo degli spettatori, e contando una sola volta la quota fisiologica di coloro che sono tornati a sentirmi (e sono stati tanti), si ottiene un numero di poco superiore alle tremila unità; vale a dire il pubblico di una sola partita di calcio di una squadra di alta classifica in serie C1 o di bassa classifica in serie B, calcolando insieme paganti, quota abbonati e tifosi ospiti. In 16 anni ho raccolto tanti spettatori quanti il Benevento Calcio in 90 minuti di una normale partita di metà campionato. Certo, io ero quasi sempre da solo, ma il paragone mi sconfigge lo stesso.

(...) In questo volume ho raccolto proprio gli appunti degli ultimi 6 anni di attività, con indicazione della città o del comune, della data e del luogo in cui avevo portato il mio recital; frasi spesso ellittiche, paratattiche, telegrafiche perché scritte sotto il peso della stanchezza e del sonno, ma frasi a caldo, che rilette a distanza di tempo mi davano il senso bello di quello che stavo facendo, del mio raccontare continuo e pervicace. Di quale utilità possa essere questa operazione non lo so e non m'importa neppure molto; mal che vada serve a me, per ricordarmi che qualcosa ho dato. Per chi legge, gli appunti sui miei spettacoli di questi ultimi sei anni possono avere la dignità di brevi racconti, di note curiose, di uno sguardo su un mondo così tanto diverso da quello dei grandi eventi, delle performances preconfezionate e industriali, cucite su ingredienti studiati in laboratorio da furbissimi tecnocrati dello show. Io furbo non lo sono mai stato, e magari non mi dispiace troppo.

Allegato al libretto c'è un CD con un'oretta di canzoni e brevi monologhi registrati dal vivo nel corso di alcune serate, giusto per dare modo a chi non era fra i tremila di capire in cosa consisteva il mio teatro cantato, oppure per dare modo a chi c'era di riascoltare alcune cose già sentite.

L'età non mi consente, per ragioni di decoro, di andare avanti così come ho fatto finora. Rimane la speranza che cambi il tempo, ma io questo tempo, nelle mie canzoni, l'ho preso talmente per i fondelli che temo voglia in qualche modo vendicarsi di me. Tanto nessuno lo verrà a sapere; il cantastorie è così solo che lo si può mettere alla porta nel silenzio, senza un sussurro né un gesto. Il cantastorie è fuori.



- 69 pagine

- Allegato CD Audio con 60 minuti di registrazioni live dagli spettacoli e in studio

- Copyright 2008 - Golden Press - Via Polleri, 3 - Genova

- Finito di stampare nel mese di maggio 2008 da Golden Press

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