IN PRIMA CONVOCAZIONE da "pirata per un quarto d'ora" 2010 - ALESSANDRO MANCUSO, le canzoni, i racconti, il teatro

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IN PRIMA CONVOCAZIONE da "pirata per un quarto d'ora" 2010

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I MONOLOGHI

IN PRIMA CONVOCAZIONE

Nella vita di ogni pirata c’è un momento in cui rimbambisce e comincia a pensare che le vere cose che contano sono le fioriere nel portone, la manutenzione ordinaria e straordinaria dello stabile, il rifacimento del corrimano delle scale, la tinteggiatura del vano cantine. E discute, si accanisce, sembra che la sua vita dipenda da quelle cose lì. È un momento di crisi. Se passa, vabbè… se non passa è la fine.

È quando comincia ad essere esperto di etica condominiale, di estetica delle facciate, di normative comunali, provinciali e regionali. Hanno inventato di tutto. Vuoi tirare giù una paretina interna del tuo appartamento? C’è subito quello che ti dice:

«Bisogna andare in comune e farsi rilasciare il permesso».

Che permesso, scusa? Sono in casa mia!

«Ma è la legge!»

Ecco, c’è gente pronta a cambiare la Costituzione che è costata la vita di migliaia di italiani ma se gli parli di una legge del cazzo sulle questioni condominiali si inalbera. Non sanno neanche che esistono Camera e Senato ma quando si tratta di camera più servizi…

Allora vado in comune… c’è quello che ti avverte:

«Bisogna rivolgersi all’ufficio competente per la stesura del progetto»

Ma quale progetto! Devo abbattere un divisorio interno di pochi centimetri…

«Sì, ma ci vuole il geometra, col progetto»

Te lo faccio io, il progetto. Allora, questa è la paretina tra la sala e l’ingresso… butto giù… ed è tutto aperto, che cazzo di progetto…!

«Non si può. È la legge»

Vado dal geometra e gli spiego che non è il caso che si scomodi a… e lì capisco. Lui farà un sopralluogo, prenderà le misure, stenderà il progetto… che pago io… mille euro… lo passerà all’ufficio che si occupa dello studio di fattibilità… le tasse, due e novanta… e poi, forse, dopo sei mesi…. potrò fare il lavoro. È la legge, ti dice il solito stronzo che sa tutto. (urlando) A testate lo butto giù, quel muro… incidente domestico… c’è il caso che guadagni anche qualche soldo dall’assicurazione!

Ci sono quelli che non vogliono sentire parlare dei danni all’ambiente, che non credono alle energie alternative, che se ne fottono degli esperimenti nucleari e delle guerre… ma se metti un armadietto sul balcone che non s’intona con il colore della facciata, eh!! E gli infissi? e le tapparelle?
«Guardi come rompono l’equilibrio estetico del palazzo le finestre che ha messo il Bruscoletti, quello del terzo piano…»

Quale equilibrio estetico… è un palazzo di merda, l’ha progettato un allievo del celebre architetto tedesco "Alzheimer", c’è gente che viene a suicidarsi qui davanti… e questo mi parla delle finestre che sono di un diverso colore.

Ah ma andiamo avanti. La nuova sensibilità rispetto al consumo energetico mondiale è testimoniata da una recentissma legge. Quella che prevede che, se io voglio vendere il mio appartamento, devo farmi rilasciare il certificato energetico. Oh, bene. In cosa consiste?

«Niente, tu chiami un geometra che viene in casa tua, paghi una piccola somma e lui ti rilascia il certificato energetico»
Una piccola somma… quanto?
«Tre… quattro… ci… seicento Euro»
Minchia
«Sì, più iva»
Riminchia. E cosa controlla costui?

«Che non ci siano dispersioni di calore… che…»

No, un momento. Se io in casa mi riscaldo accendendo un fuoco direttamente sul pavimento… lui mi rilascia lo stesso il certificato?

«Se gli dai mille euro e poi lo metti alla porta ti rilascia anche il certificato che sua nonna faceva la troia»

Ma è la legge. I fumi, gli interventi in facciata, lo scaldacqua, i funghetti di uscita delle calderine – a norma, tutto a norma – tu paghi e diventa a norma anche lo scarico dello sciacquone del cesso direttamente nella cassetta della posta.

E c’è il solito stronzo che ci crede e che ti dice che questa è la legge. Proprio lui, che parcheggia il fuoristrada direttamente sullo scalino di accesso alla farmacia.


È capitato anche a me. Mi sono anch’io lasciato prendere la mano dalle questioni normativo-condominiali. Anche io ho annunciato, tronfio, che gli amministratori di condominio sono diventati sostituti d’imposta… benché non sappia cosa vuol dire.

C’è un’altra cosa che non so cosa vuol dire: la prima convocazione dell’assemblea in orari assurdi, tipo la mezzanotte di domenica. Ho chiesto e mi hanno detto:

«Ma tanto si sa che vanno tutti alla seconda convocazione, in orario normale».

Dunque, se i condòmini fossero per una volta, non dico pirati, ma almeno vivi, sarebbe bellissimo mettersi d’accordo tutti e presentarsi all’orario assurdo della prima convocazione. Tutti in pigiama. Anche solo per far girare il cazzo all’amministratore. E invece…



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