PRECARIO (2003) - ALESSANDRO MANCUSO, le canzoni, i racconti, il teatro

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PRECARIO (2003)

Le canzoni > Gli album

Precario
(CD)

in ascolto il brano:

Tutto il tempo del giorno

Passano 6 anni prima che Mancuso riesca ad entrare in contatto con ambienti musicali che gli offrano la possibilità di tornare a registrare qualcosa. L'occasione è l'incontro con Toti Spallino, componente del gruppo anni "Le Piccole Ore" che negli anni Settanta ebbe qualche minuto di gloria realizzando la sigla per una trasmissione televisiva di Mike Bongiorno. A Spallino Mancuso si rivolge per delle semplici registrazioni "di archivio", perché è intenzionato a fermare qualche traccia, tra un raro spettacolo e l'altro, prima di correre il rischio di dimenticare come si cantano certe canzoni. Da cosa nasce cosa e, dietro "opportuni" pagamenti (di Mancuso...) Spallino realizza alcuni arrangiamenti e cura la realizzazione in studio di alcune canzoni, anche proposte solo voce e chitarra ma più gradevoli di una registrazione casalinga.
La "precarietà" che Mancuso vive in senso professionale (dopo più di dieci anni di insegnamento non è ancora di ruolo perché hanno bloccato i concorsi proprio per quei dieci anni!) si riflette sul senso di alcune canzoni che parlano di tale condizione ma in senso lato, non strettamente lavorativo.
Certo non mancano le critiche all'insopportabile retorica che il potere diffonde a larghe mani in quegli anni: "Bisogna saper cambiare, reinventarsi ogni giorno, saper stare sul mercato con dinamismo e flessibilità..." e tutte le altre balle che padroni, dirigenti, giornalisti e persino sindacati (cioè tutti i parassiti che il culo ce l'hanno bello al caldo e, non guadagnando certo mille euro al mese, possono permettersi il lusso di cambiare quando vogliono - anche se poi non cambiano perché loro sono sempre gli stessi e sempre negli stessi posti...) impongono come nuovo vangelo dell'era globalizzata. Mancuso, in tempi non ancora sospetti, perché di precari come "movimento" si inizierà a parlare solo qualche anno dopo, propone nel CD una raccolta di canzoni. Sono le stesse che dal 2000 compongono le molteplici e cangianti versioni dello spettacolo "Il precario", in cui verranno alternate nelle differenti serate per almeno tre anni.
Alle registrazioni partecipa il collaboratore musicale più importante che Mancuso abbia in quegli anni, il chitarrista Michele Dal Lago, spesso sul palcoscenico come doppia chitarra (sapiente) in accompagnamento a quella del nostro, che fa, come sempre, quello che può.
La canzone qui offerta in ascolto è un brano visionario, tutto giocato sulle iperboli e sui simboli; l'allusione è a chi, sotto i continui e pressanti consigli di cambiare collocazione e identità, finisce logicamente per non sapere più cosa diavolo sta facendo e scivola rapidamente verso un lucido delirio.

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