SPOT GENERATION (2005) - ALESSANDRO MANCUSO, le canzoni, i racconti, il teatro

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SPOT GENERATION (2005)

Le canzoni > Gli album

Spot generation
(doppio CD live)

in ascolto il brano:

Oggi non ho comprato niente

Un cd interamente dal vivo, la testimonianza migliore di quella bellissima stagione, durata quasi tre anni, in cui Mancuso ha potuto contare sull'appoggio di un buon numero di musicisti appassionati e decisi a lavorare con lui sul serio.
Ritorna, per questo Spot generation, l'antica triade spettacolo+libro+cd, come negli anni Novanta all'epoca del Piccolo Teatro di Campopisano. Artefici principali di questa svolta sono Dario Filippi e Adolfo Lombardi, bergamasco il primo (ma con sangue friulano) e cremasco il secondo. Dario ha una sala prove, il Cavo' dotata di tutti i conforts adatti anche alle registrazioni, almeno per chi non ha pretese da Pink Floid. Inoltre lo studio con le sale prova è un luogo d'incontro di varia e interessantissima umanità. Mancuso stringe amicizie nel nome dei suoi progetti teatrali e musicali e il gruppo finisce per coinvolgere batteristi, come Alessandro Lampis (componente degli Ottocento, protagonisti di eccellenti cover di Fabrizio De Andrè), chitarristi, come Andrea Ronchi (un bresciano nella Bergamasca...), polistrumentisti come Michele Lombardi (una copia, in bello, di Scamarcio, decisamente a suo agio sia al pianoforte che al violino, non meno che nella frequentazione di bellissime ragazze che cominciano, ma solo per questo, ad affollare le platee degli spettacoli di Mancuso...) e altri che si alterneranno in alcune serate in cui mancava qualcuno dei titolari.
Il Cavò Prove è uno di quei luoghi in cui Mancuso passerebbe tutta la vita, anche se gli impegni familiari lo costringono a passarci solo alcune notti, impegnato in prove estenuanti e in altrettanto estenuanti discussioni di letteratura, musica, filosofia e arte varia.
La collaborazione frutta una serie di spettacoli in cui la struttura di Spot generation, il cui testo viene pubblicato integralmente nel volumetto omonimo, edito da Golden Press e venduto durante le serate, si affina e diventa quanto di più ben fatto Mancuso potrebbe sperare. Recita con la sicurezza di chi ha provato
molto e canta seguendo sempre meno con fatica i "tempi" musicali che Dario Filippi (bassista sublime e maniaco della ritmica) impone alla sua naturale balbuzie e all'idiosincrasia per il rispetto delle battute (sempre quelle musicali).
Il cd, contenente il brano qui presentato (un inedito blues sporco, decisamente diverso nell'esecuzione da come Mancuso aveva concepito il canto di
Oggi non ho comprato niente all'origine), è registrato nel corso di due serate: una al Caffè letterario, luogo deputato per gli spettacoli del nostro negli anni di Bergamo, e l'altra all'aperto, in un'arena estiva, nel corso della Festa de l'Unità di Crema. Sarà quest'ultima l'epilogo della collaborazione del gruppo; ogni cosa bella è destinata a finire. Nella fattispecie questa collaborazione finisce a causa delle due esclusioni consecutive di Mancuso dal festival intitolato a Giorgio Gaber. Non ce lo vogliono proprio fare andare! I musicisti erano convinti di poterci arrivare e ci avevano messo il cuore su. Quando ci si accorge che non se ne farà niente il gruppo si sfalda e, a poco a poco, Mancuso ritorna ad essere solo.
Di lì a qualche anno Dario Filippi chiuderà il Cavò Prove: causa principale (giustissima e dolcissima causa) i figli. A proposito: tra lui e Mancuso, nel giro di pochi anni, ne hanno collezionato 6 (sei) in totale. Forse è anche questo un buon modo di chiudere una bella favola.

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